enbarberis ha scritto:Ma davvero e` cosi`?
Oh, yes.
enbarberis ha scritto:Il mio professore, giustamente, ci ha detto che una misura senza incertezza non ha alcun valore.
Giusto, o meglio ha il valore che gli si vuol dare: se misuro la temperatura di casa per diletto posso anche non valutarne l'incertezza, purché poi non usi quella misura per, ad esempio, dimostrare al condominio che il riscaldamento è tenuto troppo alto.
enbarberis ha scritto:Allo stesso modo uno strumento di misurazione che non indica la sua incertezza non ha valore.
Questo è sbagliato. La valutazione dell'incertezza di misura è un'attività costosa in termini di tempo e soldi, talvolta estremamente costosa (per certe misure, la valutazione dell'incertezza può portare via anche un anno di tempo). I costruttori specificano l'incertezza
per tutti gli usi attesi dei loro strumenti.
Per esempio, i costruttori di multimetri, per la maggior parte degli strumenti in AC --anche quelli a vero valore efficace-- specificano l'incertezza di misura solo per tensioni sinusoidali, al più moderatamente distorte. Se misuri il valore efficace di un'onda quadra, l'incertezza non è specificata: il costruttore non prevede che quello strumento sia usato per misurare tensioni non sinusoidali. E quindi? E quindi sta all'utilizzatore valutare l'incertezza dello strumento per gli usi non intesi dal costruttore.
Prendiamo un altro esempio: l'impedenzimetro vettoriale Keysight
E4980A (costo circa 10 k€) ha delle specifiche di incertezza abbastanza complete. Se uno va a vedere le specifiche vede che l'incertezza base è dello 0,05%, ma che per molte misure si è sopra lo 0,1%. Se uno però misurasse il rapporto di due impedenze, per esempio un condensatore da 100 pF e uno da 200 pF, potrebbe pensare che l'incertezza di rapporto sia molto migliore perché, se si mantiene la stessa portata, conta solo l'errore di non linearità. Il costruttore però non specifica tale parametro, e se uno vuole usare l'impedenzimetro in quel modo, non previsto dal costruttore, deve farsi la valutazione dell'incertezza da sé. Infatti c'è chi lo ha fatto (due o tre gruppi), ma è stato un lavoro di ricerca che ha preso un bel po' di tempo.
enbarberis ha scritto:In pratica se non posso stimare l'incertezza allora non posso usare l'oscilloscopio in quanto non ho nessuna garanzia su quello che misuro.
Come ti ho detto, il costruttore riporta, di fatto, l'incertezza della misura delle coordinate di un punto. Per segnali con banda limitata, molto al di sotto della banda passante dell'oscilloscopio, è ragionevole assumere che il segnale non sia significativamente distorto dall'oscilloscopio e che l'incertezza coincida con quella specificata. Per segnali a banda larga, comparabile con quella dell'oscilloscopio, l'incertezza deve essere valutata caso per caso dall'utilizzatore. Tale valutazione va fatta, se vale la pena farla: come detto anche da altri, per la maggior parte degli usi reali dell'oscilloscopio, una valutazione raffinata dell'incertezza non ha interesse.
In conclusione: è vero che una misura senza incertezza è inutilizzabile, ma non c'è scritto da nessuna parte che deve essere il costruttore di uno strumento a valutarne l'incertezza per tutte le possibili grandezze di ingresso.