Ciao a tutti,
sapete come si fa a far il trip di un'interruttore AT se con bobine a lancio o con bobine di minima tensione? Inolte vsito che agisco su tre poli (ognuno col proprio sistema) devo dare il comando su ogni polo oppure è cumulativo????
Grazie
Trip interruttori AT
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lillo,
Mike
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Salve
pegasus,
semplificando al massimo, il segnale è a lancio.
In generale, non tutti gli interruttori hanno comandi unipolari; ce ne sono molti con comando tripolare, specialmente per livelli di tensione più bassi (< 150 kV) e laddove non serve effettuare aperture monofasi.
Per gli interruttori adibiti alla protezione delle linee elettriche aeree, dove si adotta sempre comando unipolare, la protezione di linea discrimina tra guasti monofasi e non, comandando l'apertura monofase e la successiva richiusura.
Inoltre in alcuni casi, tipicamente per la manovra di carichi induttivi, è presente un sincronizzatore che consente la chiusura e l'apertura di ogni singolo polo in un preciso istante rispetto al passaggio per lo zero della tensione di riferimento.
semplificando al massimo, il segnale è a lancio.
In generale, non tutti gli interruttori hanno comandi unipolari; ce ne sono molti con comando tripolare, specialmente per livelli di tensione più bassi (< 150 kV) e laddove non serve effettuare aperture monofasi.
Per gli interruttori adibiti alla protezione delle linee elettriche aeree, dove si adotta sempre comando unipolare, la protezione di linea discrimina tra guasti monofasi e non, comandando l'apertura monofase e la successiva richiusura.
Inoltre in alcuni casi, tipicamente per la manovra di carichi induttivi, è presente un sincronizzatore che consente la chiusura e l'apertura di ogni singolo polo in un preciso istante rispetto al passaggio per lo zero della tensione di riferimento.
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Se la linea su cui avviene l'apertura monofase non è in antenna, ovvero ci sono altre linee che consentono la magliatura della rete tra le due stazioni terminali, non ci sono troppi problemi: anche se si creano degli squilibri tra le correnti di fase, le tensioni rimangono praticamente equilibrate e gli utenti sulle reti sottese (cabine primarie AT/MT, utenti industriali in AT) non si accorgono del fatto che per un breve periodo di tempo c'è stata una fase aperta.
Tipicamente questo è il caso della rete di trasmissione a 380 e 220 kV, che è fortemente magliata.
Dopo alcune centinaia di ms, tempo necessario per garantire l'estinzione spontanea del guasto, si procede alla richiusura rapida automatica della fase aperta. Se il guasto era transitorio (tipicamente fulminazione), allora tutto finisce bene, altrimenti se il guasto è permanente si verifica un nuovo guasto: la protezione questa volta apre tutte e tre le fasi della linea.
In questo senso l'accoppiamento capacitivo può essere un problema: su linee molto lunghe la presenza di capacità mutue tra fasi sane e fase guasta può far circolare una corrente nel punto di guasto anche dopo che la fase guasta è stata aperta agli estremi della linea, impedendo ( o comunque ritardando) l'estizione del guasto.
Visto che le nostre linee sono in genere "corte" (< 100 km) il problema dell'accoppiamento capacitivo è però poco rilevante.
Se invece la linea su cui avviene il guasto è un collegamento in antenna, come a volte capita sulla rete di sub-trasmissione a 132 e 150 kV, allora l'apertura monofase comporta un notevole squilibrio di tensione anche verso il carico. A volte si preferisce disabilitare l'apertura monofase e far aprire direttamente in trifase la linea.
L'apertura monofase viene disabilitata anche nelle linee in cavo interrato, visto che tutti i guasti sono permanenti.
Tipicamente questo è il caso della rete di trasmissione a 380 e 220 kV, che è fortemente magliata.
Dopo alcune centinaia di ms, tempo necessario per garantire l'estinzione spontanea del guasto, si procede alla richiusura rapida automatica della fase aperta. Se il guasto era transitorio (tipicamente fulminazione), allora tutto finisce bene, altrimenti se il guasto è permanente si verifica un nuovo guasto: la protezione questa volta apre tutte e tre le fasi della linea.
In questo senso l'accoppiamento capacitivo può essere un problema: su linee molto lunghe la presenza di capacità mutue tra fasi sane e fase guasta può far circolare una corrente nel punto di guasto anche dopo che la fase guasta è stata aperta agli estremi della linea, impedendo ( o comunque ritardando) l'estizione del guasto.
Visto che le nostre linee sono in genere "corte" (< 100 km) il problema dell'accoppiamento capacitivo è però poco rilevante.
Se invece la linea su cui avviene il guasto è un collegamento in antenna, come a volte capita sulla rete di sub-trasmissione a 132 e 150 kV, allora l'apertura monofase comporta un notevole squilibrio di tensione anche verso il carico. A volte si preferisce disabilitare l'apertura monofase e far aprire direttamente in trifase la linea.
L'apertura monofase viene disabilitata anche nelle linee in cavo interrato, visto che tutti i guasti sono permanenti.
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Grazie per la spiegazione decisamente accurata. Per caso lavori in TERNA?
Comunque ho provato a sbirciare nella documentazione messa a disposizione da ABB e vedo due bobine di apertura (al netto di interblocchi e selettori), quindi la seconda è usata in caso di mancata apertura da parte della prima oppure per standard si da il comando di apertura alla prima e poi alla seconda?
Grazie ancora!

Comunque ho provato a sbirciare nella documentazione messa a disposizione da ABB e vedo due bobine di apertura (al netto di interblocchi e selettori), quindi la seconda è usata in caso di mancata apertura da parte della prima oppure per standard si da il comando di apertura alla prima e poi alla seconda?
Grazie ancora!

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