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Valutazione rischio esplosione e zone

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[11] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 15 mar 2016, 16:21

Serafino ha scritto:In primo luogo parliamo di macchinari, poi parliamo di ventilazione artificiale ed infine di assenza di ventilazione.
Io non ho letto la relazione ma con qualche macchina ci ho lavorato.
La mancanza di ventilazione artificiale, se non collegata al fermo dei macchinari, di fatto permette a questi di generare una zona ATEX (in teoria) e l'arresto in emergenza dei macchinari non è legato all'impianto elettrico del capannone quindi, con una forma di cautela che ho già visto, piuttosto che "mettere mano sui macchinari" che magari sono vecchi, si preferisce considerare la condizione peggiorativa di assenza di ventilazione.
Immaginiamo ora che la ventilazione sia legata solo all'impianto elettrico del capannone e che le lavorazioni non siano presidiate: dopo un certo tempo avrò la creazione di una atmosfera ATEX. Come mi comporto?
Attenzione poi che l'assenza di ventilazione non necessariamente deve spegnere la macchina: se fosse una macchina di tipo termodinamico potrebbe avere dei circuiti per l'abbattimento dei vapori che se sezionati mi provocherebbero un ulteriore aumento delle emissioni.
Insomma a vuole far bene le cose, la valutazione non è banalissima e quindi immagino che usando uno strumento di precisione come la scure, si sia voluto buttare il problema in capo all'impianto elettrico... ma poi i macchinari non saranno ATEX e cosi sei punto ed a capo...


1. La macchina di lavorazione è 1 o 2. Sono sempre con personale.
2. La macchina non è atex, quindi un controsenso.
3. Basterebbe mettere un allarme in caso di fermo ventilatori per poi interrompere le lavorazioni.

Altrimenti non ha senso avere i ventilatori. Quale valore aggiunto mi da?
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[12] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 15 mar 2016, 17:12

Un allarme per il fermo ventilatori lo vedo un tantino povero come risolutore del problema....
Le macchine di lavorazione 1 o 2 non è proprio la stessa cosa... una delle due dovrebbe essere ATEX...
Macchine presidiate OK quindi diciamo che ci sarà un arresto d'emergenza per assenza ventilazione: come sopra per me è veramente minimal come soluzione ma magari per il caso specifico è perfetta.
In generale però non sono proprio convinto del tutto circa l'approccio....
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[13] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto Utenteargonauta » 15 mar 2016, 17:42

EMY78 ha scritto:3. Basterebbe mettere un allarme in caso di fermo ventilatori per poi interrompere le lavorazioni.


Non basta: per come la vedo io il sistema deve consentire l'interruzione automatica delle lavorazioni e la messa in sicurezza dell'area.
Un allarme deve essere compreso e generare una serie di azioni da parte degli operatori, per essere efficace: se poi quel giorno alla macchina c'è l'apprendista a cui non hanno ancora spiegato le procedure, cosa succede?
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[14] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 15 mar 2016, 17:45

Serafino ha scritto:Un allarme per il fermo ventilatori lo vedo un tantino povero come risolutore del problema....
Le macchine di lavorazione 1 o 2 non è proprio la stessa cosa... una delle due dovrebbe essere ATEX...
Macchine presidiate OK quindi diciamo che ci sarà un arresto d'emergenza per assenza ventilazione: come sopra per me è veramente minimal come soluzione ma magari per il caso specifico è perfetta.
In generale però non sono proprio convinto del tutto circa l'approccio....


Sono due solo che funzionano una in Alternativa all'altra.
Sicuro non sono Atex.
A mio avviso trovo delle anomalie non tanto nella classificazione, anzi è fatta bene circostanziando tutte le scelte.
In poche parole la dz e i volumi delle zone 1 e 2 mi tornano anche a me.
Il problema è che poi mi prescrive che deve essere tutto atex ( l impianto elettrico del locale) considerando circoscritto alla macchina le zone 1 e 2, ma non si dice nulla in merito al motore del macchinario che non è atex.
Io a valle del calcolo, avrei concluso di far mettere il motore del macchinario atex, ma l'impianto elettrico nel locale ( fuori dalle zone 1 e 2 ordinario), fermo restando l'interruzione dei lavori per interruzione della ventilazione.
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[15] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 15 mar 2016, 18:04

E se l'atmosfera si creasse proprio dopo l'interruzione d'esercizio del macchinario ad esempio per una anomalia/guasto?
Ed il costruttore del macchinario che dice?
Permango nel mio precedente stato di perplessità
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[16] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 15 mar 2016, 20:04

Io sono ancora più perplesso.
Non so come comportarmi.
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[17] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteSerafino » 15 mar 2016, 20:26

Due sono le cose:

1- ci fidiamo della valutazione ed adeguiamo gli impianti elettrici --> soluzione non economica ma certa
2- NON ci fidiamo della valutazione, la rifacciamo con un diverso occhio --> soluzione con azzardo ma potrebbe essere economicamente meno impegnativa.
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[18] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteNSE » 15 mar 2016, 20:43

Questo è il classico esempio in cui secondo me serviva un approccio integrato fin dall'inzio, questo non c'è stato e il problema si è ingigantito ad ogni passaggio.
Esattamente come l'organizzazione per funziuoni.
L'ufficio progetti, progetta un qualcosa di cui non si trovano materiali.
L'ufficio acquisti acqusita altri materiali, i più economici, e che si trovano prima in relazione ai tempi di consegna ma i materiali sono incompatibili tra loro.
E chi deve montarlo. . ha il cerino in mano.

Ad un problema complesso come un impianto atex uno deve avere un approccio integrato altrimenti continua a ragionare per funzioni e rimanda la palla alla funzione precedente senza venirne a capo.

Nel tuo caso sembra che:
a) chi ha venduto le macchine si è ben guardato di costruirle atex, non gli è stato chiesto, perché creare problemi.
b) chi ha installato la ventilazione (VAL spero), non gli è stato chiesto di garantire una disponibilità buona.
c) chi ha installato l'impianto elettrico non ha previsto sorgenti di riserva.
d) è arrivato chi doveva valutare le zone atex e non ha potuto far altro che fare una foto e dire, che l'estensione è quella.

Certo può avere anche sbagliato, può aver peccato per eccesso di zelo ma di sicuro non si può rispondere "per funzioni".

Vi dovete trovare ad un tavolo ed adottare un approccio integrato.
a) potete aumentare la disponiblità della ventilazione (ventialatori di riserva? interblocco con il fluido di processo) è tutto normato in CEI 31-35
b) se non è stato preso in esame, analizzerei anche l'efficacia della venitilazione, se ci sono le velocità d'aria necessarie.
c) se proprio non ne vieni fuori . .dopo c'è l''impianto elettrico atex.

Non puoi da elettrico risolvere un problema integrato prevalentemente di processo.
Altrove. .Volutamente Anonimo
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[19] Re: Valutazione rischio esplosione e zone

Messaggioda Foto UtenteEMY78 » 16 mar 2016, 8:16

NSE ha scritto:Questo è il classico esempio in cui secondo me serviva un approccio integrato fin dall'inzio, questo non c'è stato e il problema si è ingigantito ad ogni passaggio.
Esattamente come l'organizzazione per funziuoni.
L'ufficio progetti, progetta un qualcosa di cui non si trovano materiali.
L'ufficio acquisti acqusita altri materiali, i più economici, e che si trovano prima in relazione ai tempi di consegna ma i materiali sono incompatibili tra loro.
E chi deve montarlo. . ha il cerino in mano.

Ad un problema complesso come un impianto atex uno deve avere un approccio integrato altrimenti continua a ragionare per funzioni e rimanda la palla alla funzione precedente senza venirne a capo.

Nel tuo caso sembra che:
a) chi ha venduto le macchine si è ben guardato di costruirle atex, non gli è stato chiesto, perché creare problemi.
b) chi ha installato la ventilazione (VAL spero), non gli è stato chiesto di garantire una disponibilità buona.
c) chi ha installato l'impianto elettrico non ha previsto sorgenti di riserva.
d) è arrivato chi doveva valutare le zone atex e non ha potuto far altro che fare una foto e dire, che l'estensione è quella.

Certo può avere anche sbagliato, può aver peccato per eccesso di zelo ma di sicuro non si può rispondere "per funzioni".

Vi dovete trovare ad un tavolo ed adottare un approccio integrato.
a) potete aumentare la disponiblità della ventilazione (ventialatori di riserva? interblocco con il fluido di processo) è tutto normato in CEI 31-35
b) se non è stato preso in esame, analizzerei anche l'efficacia della venitilazione, se ci sono le velocità d'aria necessarie.
c) se proprio non ne vieni fuori . .dopo c'è l''impianto elettrico atex.

Non puoi da elettrico risolvere un problema integrato prevalentemente di processo.

Grazie delle indicazioni precise e puntuali.
Buona giornata
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