In un autosilo interrato degli anni ottanta mi ritrovo a dover asseverare un impianto schiumogeno, in quanto previsto da progetto.
Il progetto è del 1982.
Sul progetto c'è scritto che l'impianto suddetto sarà un impianto a secco costituito da due lance da mc/1' 25 di schiuma a media espansione installate all'estremità del corridoio di ciascun scomparto. (ci sono in effetti due erogatori per ogni piano dell'autosilo, in totale ho 3 piani interrati di autosilo)
L'impianto sarà munito di attacco VV.F. posizionato vicino agli altri attacchi consentendo di sommergere agevolmente ogni scomparto di soffice prodotto estinguente.
Ora non sono un esperto di impianti di questo tipo, ma dal corso antincendio mi ricordo che l'impianto schiumogeno deve essere costituito da una miscela di acqua e liquido schiumogeno (con la sua bombola) e poi ci dev'essere un erogatore che crea la schiuma.
In un impianto del genere io però ho trovato solo gli attacchi VV.F e gli erogatori, ma non un attacco per le bombole.
Voi avete esperienza di questi impianti?
Secondo voi un impianto del genere è previsto affinché i VV.F ci pompino dentro direttamente lo schiumogeno (io non credo) o solo l'acqua dagli attacchi VV.F?
A me hanno detto che non sono mai esistiti degli attacchi per le bombole, c'erano solo le bombole, ma non un attacco.
O l'impianto è sempre stato incompleto.
Qualcuno ha esperienza di impianti schiumogeni?
impianto schiumogeno a secco
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iosolo35
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Brutta gatta da pelare.
Giusto qualche considerazione.
Gli impianti che ho visto io avevano tutti il serbatoio con lo schiumogeno collegato permanentemente all'impianto anche perché normalmente proteggono aree dove l'incendio è veloce e distruttivo.
Quasi tutte le autopompe dei vigili del fuoco hanno il serbatoio dello schiumogeno incorporato di modo che la squadra di pompieri, in base al tipo di incendio, possa decidere se usarlo.
Devi cercare nella NFPA11 se trovi qualche procedura di verifica e collaudo dell'impianto in questione.
Una chiacchierata con il Comando comunque me la farei.
Ciao,
Dario
Giusto qualche considerazione.
Gli impianti che ho visto io avevano tutti il serbatoio con lo schiumogeno collegato permanentemente all'impianto anche perché normalmente proteggono aree dove l'incendio è veloce e distruttivo.
Quasi tutte le autopompe dei vigili del fuoco hanno il serbatoio dello schiumogeno incorporato di modo che la squadra di pompieri, in base al tipo di incendio, possa decidere se usarlo.
Devi cercare nella NFPA11 se trovi qualche procedura di verifica e collaudo dell'impianto in questione.
Una chiacchierata con il Comando comunque me la farei.
Ciao,
Dario
⋮ƎlectroYou e non smetti mai di imparare!
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I vigili del fuoco mi hanno risposto che deve esserci un sistema comunque automatico con la bombola, anche perché se no come fare ad asseverare un impianto del genere?
Io rimango del parere che devo rispettare quanto prescritto da progetto approvato e cioè impianto schiumogeno a secco.
Ci faccio installare una bombola e l'impianto entra in funzione solo quando qualcuno ci eroga dentro l'acqua dall'attacco VV.F.
Non vedo i motivi di fare di più di quello che è riportato nel progetto.
Considerato anche il fatto che, non so quale valutazione del rischio sia stata fatta nel lontano 1982, ma mi ritrovo un autosilo presidiato 24 ore su 24 da personale, con rivelazione incendi, impianto a diluvio collegato con la rivelazione incendi, impianto idranti UNI 45, impianto di miscele infiammabili e impianto schiumogeno.
Il resto è tutto funzionante e collaudato... mi spiegate l'utilità di avere tutti questi sistemi di protezione attiva in un autosilo, in cui tra l'altro le macchine entrano spente e non c'è neanche presenza di persone tranne che eventualmente di manutentori?
Che serve poi un impianto schiumogeno in un autosilo? Neanche la regola tecnica dell'86 lo prevede.
Potrei capire se avessi un deposito di carburanti.
Ma rifare un impianto a schiumogeno a nuovo sinceramente mi pare esagerato solo per rinnovare un CPI.
Io rimango del parere che devo rispettare quanto prescritto da progetto approvato e cioè impianto schiumogeno a secco.
Ci faccio installare una bombola e l'impianto entra in funzione solo quando qualcuno ci eroga dentro l'acqua dall'attacco VV.F.
Non vedo i motivi di fare di più di quello che è riportato nel progetto.
Considerato anche il fatto che, non so quale valutazione del rischio sia stata fatta nel lontano 1982, ma mi ritrovo un autosilo presidiato 24 ore su 24 da personale, con rivelazione incendi, impianto a diluvio collegato con la rivelazione incendi, impianto idranti UNI 45, impianto di miscele infiammabili e impianto schiumogeno.
Il resto è tutto funzionante e collaudato... mi spiegate l'utilità di avere tutti questi sistemi di protezione attiva in un autosilo, in cui tra l'altro le macchine entrano spente e non c'è neanche presenza di persone tranne che eventualmente di manutentori?
Che serve poi un impianto schiumogeno in un autosilo? Neanche la regola tecnica dell'86 lo prevede.
Potrei capire se avessi un deposito di carburanti.
Ma rifare un impianto a schiumogeno a nuovo sinceramente mi pare esagerato solo per rinnovare un CPI.
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etec83 ha scritto:Ma rifare un impianto a schiumogeno a nuovo sinceramente mi pare esagerato solo per rinnovare un CPI.
Ma come hanno fatto a rinnovare fino ad adesso?
In ogni caso se ci sono tutte queste problematiche proverei a vedere se è possibile effettuare un progetto di variante dove lo schiumogeno non c'è... non è che è stato previsto da qualche procedura di deroga?
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argonauta ha scritto:Ma come hanno fatto a rinnovare fino ad adesso?
Infatti è circa 19 anni che non rinnovano
Ma non per lo schiumogeno, per altre motivazioni.
Non avevo specificato, ma si tratta di un condominio... e come si sa i CPI dei condomini finiscono sempre nel dimenticatoio.
argonauta ha scritto:In ogni caso se ci sono tutte queste problematiche proverei a vedere se è possibile effettuare un progetto di variante dove lo schiumogeno non c'è... non è che è stato previsto da qualche procedura di deroga?
Ma per me le problematiche non ci sono e no, non mi risulta sia stata approvata alcuna deroga, anche perché non penso ci fosse normativa da derogare nel 1982 per le autorimesse.
Presentare un nuovo progetto non ci penso neanche, a parte che per un'autorimessa esistente all'86 è sempre un azzardo capire quale normativa applicare, ma poi cioè non ci penso proprio a dover rifare tutte le certificazioni, perderei sicuramente l'incarico.
Gli impianti sono vecchi alcuni ante 46/90.
Le uniche cose che ho fatto rimettere apposto sono l'impianto di rivelazione incendi e miscele infiammabili, le porte REI che non c'erano e mettere apposto illuminazione di emergenza.
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