Franco012 ha scritto:Tuttavia, come già detto, le considerazioni che ho fatto valgono per il mio impianto, non necessariamente uguale a tanti altri.
Certamente ognuno, a casa propria, si regola come crede. Ed è apprezzabile il tuo ragionare su questi temi alla ricerca di buone soluzioni. Devi però sapere che queste tematiche sono state oggetto di studi e sperimentazioni che hanno dato ormai da anni sistematicità alla materia, sia dal punto di vista strettamente tecnico che dal punto di vista delle norme di legge. Che poi questo nella pratica costruttiva sia ancora oggetto di discussione è solo il frutto di ignoranza (nel senso, affatto non offensivo, di ignorare, non sapere).
Qualche spiegazione. Forzatamente sintetica, dato lo spazio.
Partiamo dall'aspetto normativo:
Si tratta dell'ultima versione (DM 26 giugno 2015) della normativa in tema di efficienza energetica in edilizia. Questo obbligo è reiterato in tutte le versioni che si sono succedute, ormai da decenni. Si noti come è coniugato il verbo: imperativo:
devono. Si tratta quindi di obbligo cogente.
Interessante anche il fatto che lo stesso testo spieghi molto succintamente i motivi per i quali la regolazione è necessaria: "al fine di non determinare sovra riscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni".
Cosa si intenda per apporti solari è evidente, forse meno evidente, per i non addetti, è cosa si intenda per apporti gratuiti.
Cerco di spiegare. Partendo da come dovrebbe funzionare un impianto di riscaldamento di un alloggio, che possiamo immaginare come un involucro all'interno del quale versiamo energia termica che a sua volta fuoriesce attraverso la inevitabile dispersione delle strutture, siano esse opache, pareti o pavimenti-soffitti o trasparenti, le finestre. Se vogliamo garantire una certa temperatura (i classici 20°C) all'interno dell'ambiente dovremo fare in modo che vi sia un costante equilibrio fra l'energia entrante e quella dispersa. Normalmente questo si realizza con un sistema di regolazione. Ad esempio il termostato ambiente, che attiverà o meno il generatore di calore in funzione della temperatura che rileva nell'ambiente nel quale è collocato. Tutto bene? In teoria sì. A patto di essere in presenza di condizioni sostanzialmente statiche. Ma in genere non è così.
Facciamo degli esempi.
Classico appartamento, soggiorno cucina, camera (o camere), bagno, ecc. con riscaldamento autonomo: la classica caldaia murale e radiatori in ogni locale. Tecnicamente definita zona termica è dotata di un cronotermostato posto in soggiorno.
Ipotizziamo uno scenario. E' ora di cena, si accende il forno, qualche kW di potenza si aggiunge al locale cucina, dove il radiatore continua a funzionare sulla base delle condizioni dettate dal termostato (che però sta in soggiorno e quindi non si accorge, se non marginalmente, che in cucina la temperatura sta aumentando. Risultato, in cucina la temperatura sale aumentando le dispersioni, con spreco di energia. E magari di disagio di chi sta cucinando, che aprirà la finestra (ulteriore spreco di energia).
Altro scenario. Giornata invernale, il termostato fa il suo dovere e ordina alla caldaia l'energia sufficiente per raggiungere all'interno dell'alloggio i fatidici 20°C. E' anche però una bella giornata di sole e la finestra della camera, rivolta a sud, è tale che di fatto la camera diventa una piccola serra solare. L'energia radiante si somma a quella emessa dal radiatore che, anche qui continua ad erogare energia sulla base delle istruzioni del termostato. Energia sprecata.
Quanto sopra è, detto in modo semplicistico, cosa accade quando in un alloggio vi è solo una regolazione di zona. Diverso è il risultato quando invece sono presenti regolazioni per singolo ambiente. Nei due casi ipotizzati le valvole termostatiche rilevando un aumento di temperatura avrebbero gradatamente ridotto la portata in modo da compensare gli apporti gratuiti o solari.
Con conseguente risparmio di energia. E, il che non guasta certo, di soldi.
Risparmio, tra l'altro ottenibile con una limitata spesa. In molti casi si è visto che il tempo di ritorno dell'investimento coincide con una stagione termica.
Tutto bene dunque? Ma ... se... A tutte le diverse obiezioni che mi è capitato di sentire, sia qui sul forum che nel corso della mia attività professionale rispondo che certo nessun lavoro è esente da potenziali problemi. In particolare negli impianti centralizzati nei condomini. Problemi che, se affrontati, come sempre dovrebbe, con la dovuta competenza possono trovare le opportune soluzioni.