Non sono d'accordo perché avevi detto tu stesso che volevi limitare la tensione ai capi del supercap durante la carica e per farlo occorre gestire una corrente che sia dello stesso ordine di grandezza (lineare o switching che sia il circuito).
Il circuito che stavi progettando soddisfaceva a pieno questa esigenza.
Se ti basta equalizzare i supercap a carica terminata puoi utilizzare un balancing che gestisca correnti inferiori ammesso che, tra la carica e la successiva scarica, rimanga il tempo per farlo dato che è un processo che può essere molto lungo (da ore a giorni).
Credo che tu non abbia ancora le idee del tutto chiare su quello che vuoi/devi realizzare e soprattutto non hai fatto un'analisi attenta (o almeno non l'hai riportata qui nel forum) di quelli, che in quest'appicazione, sarebbero gli aspetti funzionali negativi da poter tollerare e quelli non.
Per esempio a me verrebbe spontaneo pormi queste domande:
-è tollerabile che a fine carica la differenza di potenziale tra le varie celle possa essere del 20%?
-è tollerabile andare in over-charge su qualche elemento aspettandosi poi una sua vita utile ridotta?
-è tollerabile la perdita di energia totale immagazzinata dallo stack a causa di varie celle che a fine carica risultano sottocaricate?
-tra una carica e la sucessiva scarica ho il tempo utile per fare un' operazione di bilanciamento a bassa corrente?
-è pensabile di fare un ciclo di carica in più step? (carica, bilanciamento, ulteriore carica di rabbocco, ri-bilaciamento e così via...)
Occorre che tu ti ponga, e dia, una risposta a domande come queste, definendo i compromessi accettabili per "piantare dei paletti" e dopo procedere con l'individuazione della soluzione progettuale più soddisfacente (possibilmente elaborata dalla TUA testa

).
Oltretutto dovresti essere un po' più esaustivo nel fornire le caratteristiche generali del sistema, ci hai detto solo che la corrente di carica è 40A, la capacità e tensione dei supercap e il loro numero.
Per una corretta valutazione occorrerebbero anche queste informazioni:
- La corrente di carica è costante? se no, quali sono i valori min.e max.?
- qual è la tensione di carica che si raggiunge a vuoto? (senza i supercap)
- qual è la corrente di scarica? se è variabile quali sono i valori min. e max.?
- Chi, come, e sulla base di quali perametri gestisce l'attivazione (e disattivazione) della corrente di carica?
- Com'è concepito il ciclo di lavoro del sistema? (tempo di carica, periodo di mantenimento, tempo di scarica..)
- C'è la necessita di minimizzare i costi di servizio legati alla vita utile dei supercap? (probabilmente a discapito dei costi dell'elettronica).
- Sarebbe pensabile immagazzinare la stessa energia utilizzando un minor numero di supercap (e di circuiti annessi!) ma di capacità e tensione più alte?
da li prenderò spunto per proporre il sistema di balancing che prevede l'uso di convertitori DC-DC forward, che è il più veloce e meno dissipativo...ovviamente più costoso :)... vediamo un po'..
Ma poi ti sentiresti in grado di progettarlo?
Veloce lo è in funzione della corrente che riesce a fornire, non in termini assoluti.
Purtroppo questo tema del bilanciamento dei supercap sembra seplice solo in apparenza....
