quindi dite un problema di qualita ? quindi possibile kenwood usava SMD scadenti ? gli altrti no ?
quindi dite su altre apperacchiature di altre marche anche se di molti decenni, magari NON succede nulla ?
grazieee 73
Vecchie radio e problemi agli elettrolitici ?
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claudiocedrone
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No. Non è "solo" problema di qualità.
C'è il problema di qualità che affligge i cap come qualsiasi altra cosa, dove si tratta di porkery, di low cost, se non di truffe. Se comperi un Panasonic POSCAM o OS-CON ti aspetti una durata (e prestazioni) certo migliori di quelli di CapXcon. E se scegli un brand a fantasia dalla PRC per il basso costo dovrai aspettarti problemi.
Ma c'è anche il fatto che esiste un limite di vita per i condensatori elettrolitici a liquido.
Basta che tu vada sul catalogo di un produttore primario per rilevare che la stessa capacità/tensione di lavoro è disponibile in molti modelli/serie con MTBF diversi.
Mi pare ovvio che se scegli un condensatore da 2000 ore la sua vita sarà mediamente minore di uno garantito per 10k ore.
Indipendentemente dalla qualità, perché, in ogni caso, anche per il secondo, dopo le 10k ore, la garanzia termina...
Se poi fai riferimento a condensatori elettrolitici vecchi o molto vecchi, anche di ottima qualità, il tempo e le ore di lavoro , le condizioni di immagazzinamento, ecc sono un fattore rilevante per lo stato di certi componenti.
Queste, ovviamente, sono generalizzazioni.
Insomma, la cosa dipende da vari fattori. Quello che è indubitabile è che in una apparecchiatura con più di 15-20 anni una verifica dello stato dei condensatori è necessario. Che sia un Tektronix o una radiolina no name made in PRC.
Se poi parli di prodotti di 30-40-50 anni fa, sicuramente gli elettrolitici, anche se i migliori dell'epoca, saranno un po' secchini...
Ovvero, prendi caso per caso e verifica, prima a vista , poi dove necessario strumentalmente.
C'è il problema di qualità che affligge i cap come qualsiasi altra cosa, dove si tratta di porkery, di low cost, se non di truffe. Se comperi un Panasonic POSCAM o OS-CON ti aspetti una durata (e prestazioni) certo migliori di quelli di CapXcon. E se scegli un brand a fantasia dalla PRC per il basso costo dovrai aspettarti problemi.
Ma c'è anche il fatto che esiste un limite di vita per i condensatori elettrolitici a liquido.
Basta che tu vada sul catalogo di un produttore primario per rilevare che la stessa capacità/tensione di lavoro è disponibile in molti modelli/serie con MTBF diversi.
Mi pare ovvio che se scegli un condensatore da 2000 ore la sua vita sarà mediamente minore di uno garantito per 10k ore.
Indipendentemente dalla qualità, perché, in ogni caso, anche per il secondo, dopo le 10k ore, la garanzia termina...
Se poi fai riferimento a condensatori elettrolitici vecchi o molto vecchi, anche di ottima qualità, il tempo e le ore di lavoro , le condizioni di immagazzinamento, ecc sono un fattore rilevante per lo stato di certi componenti.
Queste, ovviamente, sono generalizzazioni.
Insomma, la cosa dipende da vari fattori. Quello che è indubitabile è che in una apparecchiatura con più di 15-20 anni una verifica dello stato dei condensatori è necessario. Che sia un Tektronix o una radiolina no name made in PRC.
Se poi parli di prodotti di 30-40-50 anni fa, sicuramente gli elettrolitici, anche se i migliori dell'epoca, saranno un po' secchini...
Ovvero, prendi caso per caso e verifica, prima a vista , poi dove necessario strumentalmente.
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Brianz
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Per quanto riguarda apparecchi d'epoca e magari di un certo pregio, c'è anche chi tenta strade alternative
tipo la rigenerazione (dopo "bollitura" in acqua)
ma per apparecchi d'uso sicuramente non sono vie percorribili
http://www.leradiodisophie.it/Download/ ... ettrol.pdf
K
tipo la rigenerazione (dopo "bollitura" in acqua)
ma per apparecchi d'uso sicuramente non sono vie percorribili
http://www.leradiodisophie.it/Download/ ... ettrol.pdf
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Kagliostro
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Aggiungo a quanto già detto che negli anni la qualità degli elettrolitici è notevolmente migliorata.
L'uso massiccio dei condensatori elettrolitici nei moderni circuiti switching, dove sono particolarmente stressati, ha reso necessario un miglioramento della qualità e soprattutto che fosse prevedibile con sufficiente approssimazione la durata, così i costruttori oggi, per ogni tipologia, forniscono nei datasheet i dati di impiego per garantire un funzionamento in condizioni ottimali e l'aspettativa di vita del componente, cosa che in passato non si usava fare.
La qualità degli elettrolitici di un tempo era notevolmente inferiore a quella degli attuali: se un elettrolitico di 40 anni fa che fosse ancora in buone condizioni venisse utilizzato oggi per applicazioni switching, dove sarebbe percorso da forti correnti impulsive ad alta frequenza, avrebbe comunque vita breve.
Comunque, indipendentemente da tutto, gli elettrolitici, più di altri componenti, si usurano con l'uso e hanno quindi una durata che dipende dalla qualità e dalle condizioni di utilizzo, perciò molto dipende da scelte progettuali.
Ma, a differenza di altri componenti, soprattutto per quelli di un tempo, si usurano anche se non vengono utilizzati affatto, anzi il modo migliore per farli campare a lungo è quello di utilizzarli moderatamente, accendendo ogni tanto le apparecchiature in disuso.
L'uso massiccio dei condensatori elettrolitici nei moderni circuiti switching, dove sono particolarmente stressati, ha reso necessario un miglioramento della qualità e soprattutto che fosse prevedibile con sufficiente approssimazione la durata, così i costruttori oggi, per ogni tipologia, forniscono nei datasheet i dati di impiego per garantire un funzionamento in condizioni ottimali e l'aspettativa di vita del componente, cosa che in passato non si usava fare.
La qualità degli elettrolitici di un tempo era notevolmente inferiore a quella degli attuali: se un elettrolitico di 40 anni fa che fosse ancora in buone condizioni venisse utilizzato oggi per applicazioni switching, dove sarebbe percorso da forti correnti impulsive ad alta frequenza, avrebbe comunque vita breve.
Comunque, indipendentemente da tutto, gli elettrolitici, più di altri componenti, si usurano con l'uso e hanno quindi una durata che dipende dalla qualità e dalle condizioni di utilizzo, perciò molto dipende da scelte progettuali.
Ma, a differenza di altri componenti, soprattutto per quelli di un tempo, si usurano anche se non vengono utilizzati affatto, anzi il modo migliore per farli campare a lungo è quello di utilizzarli moderatamente, accendendo ogni tanto le apparecchiature in disuso.
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BrunoValente
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grazie , ma quindi cambia qualcosa se per evitare sti rpoblem, ogni tanto si tira fuori la radio da casetto ogni tanto, rispetto a lascairlo decenni nel cassetto senza mai accenderla? cambia o no ?
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Certo che cambia, mi pare di averlo appena scritto.
Se un'apparecchiatura è spenta da anni conviene alimentarla facendo salire gradualmente la tensione di alimentazione per favorire il ripristino del sottile strato di ossido che funge da dielettrico che, se si perfora, il condensatore va in cortocircuito provocando anche la rottura di altri componenti. Occorre un variac.
Questa accortezza non garantisce un recupero sicuro, comunque gli elettrolitici potrebbero andare in cortocircuito e comunque dà qualche risultato soprattutto con le apparecchiature a valvole dove la distribuzione interna delle varie tensioni era (è) grosso modo proporzionale alla tensione di alimentazione, in altre apparecchiature più complicate invece una sottoalimentazione, unita al malfunzionamento di qualche elettrolitico, potrebbe causare altri danni.
Io quando recupero qualche radio d'epoca non ci sto proprio a perdere tempo: prima di accenderla sostituisco tutti gli elettrolitici
Se un'apparecchiatura è spenta da anni conviene alimentarla facendo salire gradualmente la tensione di alimentazione per favorire il ripristino del sottile strato di ossido che funge da dielettrico che, se si perfora, il condensatore va in cortocircuito provocando anche la rottura di altri componenti. Occorre un variac.
Questa accortezza non garantisce un recupero sicuro, comunque gli elettrolitici potrebbero andare in cortocircuito e comunque dà qualche risultato soprattutto con le apparecchiature a valvole dove la distribuzione interna delle varie tensioni era (è) grosso modo proporzionale alla tensione di alimentazione, in altre apparecchiature più complicate invece una sottoalimentazione, unita al malfunzionamento di qualche elettrolitico, potrebbe causare altri danni.
Io quando recupero qualche radio d'epoca non ci sto proprio a perdere tempo: prima di accenderla sostituisco tutti gli elettrolitici
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BrunoValente
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