Se inserisci in una rete un elmento che riesce a far assorbire meno energia e a fare il solito lavoro. . puoi tranquillamente gareggiare per il nobel.
Non direi, ci sono vari fattori per i quali si può ottenere un rendimento diverso dell'azionamento (motore+inverter), a parità di potenza in uscita.
Uno di questi, probabilmente quello più pesante, è il punto di lavoro della macchina in termini di flusso.
Ad un certo valore di coppia in uscita (e velocità), rimane un grado di libertà nella scelta del flusso. In generale esisterà un punto di lavoro che minimizza le perdite. Per carichi bassi rispetto a quello nominale del motore, la differenza in termini di rendimento può essere importante.
Siccome la variabile più importante, per il ventilatore, è la velocità, non la confonderei con la frequenza: in un asincrono non corrispondono del tutto, sono due cose diverse anche concettualmente.
Questa confusione purtroppo è "alimentata" da alcuni costruttori di inverter, che fanno inserire all'utente il riferimento in termini di frequenza (anziché velocità), anche se magari il controllo è vettoriale...

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