Intanto noto con piacere che la discussione ha cambiato i toni, e per questo vorrei ringraziare gli utenti intenzionati a tener vivo in pubblico il thread.

alev ha scritto:
BrunoValente ha scritto:un simulatore è in grado anche di simulare un arco elettrico, per di più anche modulato in PWM?
La risposta non la so, ma immagino di no
Però, si potrebbe simulare escludendo l'arco elettrico e poi studiare a parte il circuito
Non dovrebbe essere un grosso problema, così ad una prima occhiata presumo che anche le due seguenti idee possano aggirare la difficoltà
- approssimare la potenza dissipata dall'arco elettrico con quella dissipata da un resistore di resistenza pari a
, impedenza caratteristica del vuoto, connesso ai capi dei terminali del flyback; - approssimare la potenza dissipata dall'arco elettrico misurando in simulazione la potenza sul primario del flyback, per poi moltiplicarla per la sua efficienza.
fairyvilje ha scritto:Si tratta di un progetto per l'università, non sempre hanno completamente senso nel mondo reale, ma servono per capire i modi operandi della progettazione.
BrunoValente ha scritto:Invece io non capisco come si possa diventare bravi frequentando una scuola dove questo è il modus operandi...
BrunoValente ha scritto:Io inviterei Gost91 a far leggere queste nostre considerazioni a tutti quelli che orbitano intorno a questa specie di progetto...professore in primis.
Come esattamente dice fairyvilje, l'esperienza ha lo scopo di mostrare come si scrive una relazione di affidabilità, la progettazione non c'entra niente (salvo che nel mio caso).
Come mi possono confermare gli addetti ai lavori, i modelli utilizzati per calcolare i tassi di guasto dipendono in minima parte dall'architettura del dispositivo in analisi.
Addirittura, nell'analisi di part count si può proprio fare a meno degli schematici in quanto è necessario conoscere solo la part list del dispositivo.
L'esperienza è molto utile, direi che è uno dei pochi casi in cui si affronta un problema
reale. Non per vantarmi, ma quello che fanno i professionisti non si allontana da quello che si fa in questa esperienza.
Infine ci tengo a dire che la mia specializzazione è in controlli automatici, non progettazione. Il corso di laurea è, giustamente, indirizzato alla matematica che riguarda il mondo dei sistemi dinamici, non alla progettazione elettronica. Sto giocando in trasferta non per mia colpa, cercate di comprendermi...
alev ha scritto:Onori ed oneri, si dice, no

Ho provveduto ad informare il gruppo della presente discussione, e, a giudicare dalla risposta, mi sa che non l'hanno presa tanto bene. Mi hanno chiesto di vedersi in privato per dei chiarimenti, per cui dubito in un eventuale intervento del mio collega. Dicono che lo schema presenta dei piccoli errori che lo rendono
irreale, qualcuno può darmi conferma di questo fatto?
Bene, detto questo direi di riportare "sui binari corretti" il thread.
g.schgor ha scritto:Sì. Suggerirei di iniziare con l'esame del della polarizzazione dell'amplificatore
nelle condizioni estreme del potenziometro.
Ho una domanda: non bisognerebbe considerare il sistema come un tutt'uno? In virtù di quali fatti è possibile procedere separando l'amplificatore dal resto della rete?