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Raddrizzatore al selenio

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteEdison13 » 28 giu 2016, 1:19

Buonasera, O_/
vorrei un consulto riguardo questo componente.
Il raddrizzatore al selenio trifase presente nell'immagine è situato dentro una saldatrice ad arco, 400V 100A 3 kW che purtroppo ha smesso di funzionare. Non ci sono danni apparenti e non ho ancora controllato bene la bontà del trasformatore ma una cosa mi è subito sembrata strana. Non conoscendo bene questi diodi e non sapendo come testare il loro funzionamento, chiedo:
* è possibile che i tre cavi rossi da 2,5 mm2 che si vedono in alto nella foto siano in cortocircuito? (Sono collegati ai diodi, guardare bene)
Questi cavi tornano al trasformatore e forse, dico forse, danno alimentazione alla ventola di raffreddamento a 20V c.a.. Immagino quindi che la tensione sia ancora in alternata e intercettata prima del passaggio nei diodi. Oppure si tratta di un centro stella??
Altrimenti non mi spiego a cosa servirebbero quei tre cavetti.
Qualcuno ha già visto questi diodi???? Grazie
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[2] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto Utenteg.schgor » 28 giu 2016, 6:23

I raddrizzatori al selenio erano utilizzati cinqant'anni fa,
sostituiti poi da quelli al silicio.
Penso siano collegati a ponte trifase per dare 100A
continui a bassa tensione.
Consiglierei di controllare le tensioni secondarie
del trasformatore: che valori hanno?
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[3] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 28 giu 2016, 6:53

non penso che il raddrizzatore al selenio dell'immagine sia in grado di erogare 100 A. Avrebbero adoperato un raddrizzatore a ossido di rame.
Se ben ricordo, ogni piastra del selenio ha una tensione inversa di circa 20 V e una resistenza in conduzione dell'ordine del'ohm.
Ogni piastra del ossido di rame ha una tensione inversa di circa 5 V e una resistenza in conduzione dell'ordine del 0,1 ohm.
Sono obsoleti da almeno 50 anni !!
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[4] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteEdison13 » 29 giu 2016, 0:32

Infatti le tensioni sul secondario sono di quasi 40 Vca,
e misurando ai poli in uscita del raddrizzatore la tensione è di 50 Vcc. Funzionano correttamente secondo lei?
Spiego da dove vengono i miei dubbi sulla funzionalità di questa macchina.
Nella foto c'è il trasformatore a riluttanza variabile:
_ i primi tre morsetti sono dell'alimentazione principale;
_ i seguenti tre alimentano il motore della ventola, che dai dati di targa funziona a 20 Vca;
_ i prossimi tre, a quanto sembra, sono un collegamento a stella che viene dal raddrizzatore (foto precedente) per far funzionare la ventola;
_ poi c'è il collegamento a stella degli avvolgimenti del primario;
_ gli ultimi tre non so perché esistono ma in uscita ci sono 125 Vca;
Un giorno accendo la saldatrice e sento la ventola che gira più piano del solito, misurando la tensione ai capi dei suoi morsetti vedo che ci sono 10 V invece che 20, ergo qualcosa non funziona più bene!
Così non ho provato neanche ad usarla per non fare altri danni, ma non riesco davvero a capire dove sia il problema... secondo me qualche diodo non funziona più bene, ma non ho la più pallida idea di come testarli.
Ma cosa sono quelle spire che si vedono uscire dalle bobine sul primario?
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[5] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 29 giu 2016, 8:12

Belle immagini, abbastanza chiare.
Purtroppo conosco pochissimo sulle saldatrici ad arco per aiutarti.
alcune domande per la mia curiosita, ma per te inutili:
L'uscita principale è monofase, con una connessione a Zig-Zag ?? per ripartire il carico monofase in modo equilibrato sulle tre fasi ?
Credevo che la corrente dell'arco fosse in continua, nella tua saldatrice è in AC ?

I raddrizzatori al selenio sono solo per gli ausiliari ?, dovrebbe esere possibile sostituirli con diodi al Si senza grossi problemi.
Non ho idea come si costruisce un centro stella con i diodi.
Ma non ho compreso il circuito, dovresti ricavare lo schema elettrico
Buone prove. O_/
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[6] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteEdison13 » 1 lug 2016, 22:30

E' andata così.. Marco il trasformatore al secondario mi sembra a stella. La morsettiera che si vede in foto è tutto il primario mentre a sinistra dell'immagine, le bobine del secondario. L'uscita del secondario a bassa tensione è collegata al raddrizzatore ma non sono riuscito a decifrare lo schema del ponte. Sicuramente però i diodi saranno collegati a ponte trifase, come dice schgor. All'uscita c'è collegata la massa e il positivo, quindi l'elettrodo. Gli ausiliari, ovvero l'alimentazione del motore della ventola, è ricavata dal primario. Le induttanze del trasformatore dedicate a questo sono collegate a stella utilizzando il ponte a diodi. Secondo me questi diodi sono molto sensibili alla temperatura (il cui innalzamento si provoca saldando) e nel collegamento a stella cambia un qualche parametro elettrico che fa variare la velocità al motore. Fatto stà che ho provato ad utilizzarla lo stesso e ha funzionato proprio così. Ero abituato, nel momento in cui davo tensione alla macchina, a sentire la ventola che girava più velocemente. Quel giorno ha girato più piano e ho pensato che ci fosse qualche problema. A quanto pare funziona tutto regolarmente! Di sicuro adesso dovrò trovare qualche libro su questi diodi, per curiosità! Grazie a tutti!!!
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[7] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 18 gen 2019, 16:19

Edison13 ha scritto:_ gli ultimi tre non so perché esistono ma in uscita ci sono 125 Vca;

Essendo degli anni '60 è probabile che fosse predisposto per essere alimentato con varie tensioni e questi avvogimenti potrebbero essere un altro primario da 125/220 V

Le spire servono per evitare che con le vibrazioni il filo smaltato si spezzi nel punto in cui esce dal trasformatore
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[8] Re: Raddrizzatore al selenio

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 18 gen 2019, 16:23

Ma la ventola è da 20Va.c. trifase?
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