Grazie a tutti per i chiarimenti, comunque non è il mio amplificatore, il mio è ancora più estremo, un Otl\Ocl da 70watt su tubi 8x6c33 in classe A.
Comunque, ammetto le mie colpe, sono un audiofilo, ed essendo anche un mezzo tecnico, mi occupo per lo più di SMT al momento, ma la voglia di imparare e capire, mi ha portato ha farmi qualche piccolo progetto diy, adesso sto alle prese con un dac basato su ak4490, ovviamente sono vari pezzi presi in giro per il mondo è assemblati, se vi fa piacere posso aprire un thread e postare qualche foto.
Riguardo al push pull, ho sempre sentito che sono difficili da far suonare bene, per via della distorsione di cross talk e per la loro distorsione di ordine dispari..
Amplificatori accoppiati in Dc verso il carico
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Un'altra domanda, quella resistenza in uscita con quel condensatore che credo di bypass, a cosa serve? E fa da convertitore I/V?
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leon77 ha scritto:Un'altra domanda, quella resistenza in uscita con quel condensatore che credo di bypass, a cosa serve? E fa da convertitore I/V?
Serve a prevenire possibili instabilità ad alta frequenza. In sostanza aggiunge in parallelo al normale carico una resistenza per smorzare eventuali componenti reattive che potrebbero ridurre eccessivamente il margine di fase dell'anello di retroazione, destabilizzandolo ed eventualmente mandarlo in autoscillazione - con esiti solitamente distruttivi per lo stadio finale.
Ciao
Piercarlo
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Grazie, adesso è molto più chiaro.
Quindi, serve per smorzare eventuali correnti inverse indotte dal movimento della bobina, ed eventuali fonti di interferenze elettromagnetiche ad alta frequenza.
Quindi, serve per smorzare eventuali correnti inverse indotte dal movimento della bobina, ed eventuali fonti di interferenze elettromagnetiche ad alta frequenza.
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leon77 ha scritto:Quindi, serve per smorzare eventuali correnti inverse indotte dal movimento della bobina, ed eventuali fonti di interferenze elettromagnetiche ad alta frequenza.
No, serve a quello che ho detto prima e basta.
Ciao
Piercarlo
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Scusa, pensavo che il carico reattivo introducesse questa possibilità, invece è intrinseco al funzionanamento dello stesso amplificatore.
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leon77 ha scritto:Scusa, pensavo che il carico reattivo introducesse questa possibilità, invece è intrinseco al funzionanamento dello stesso amplificatore.
Il carico reattivo aiuta a mandare le cose alle ortiche... ma l'amplificatore è capacissimo di andarci anche da solo se non si prendono le precauzioni che servono. E quella rete RC serie in parallelo all'uscita è proprio una di queste precauzioni.
Ciao
Piercarlo
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leon77 ha scritto: ...sono un audiofilo...
Azz... vade retro... esci da questo forum... ... abiura figliolo, abiura finché sei in tempo (se ancora lo sei Bene,ti lascio in buone mani dato che sono intervenuti alcuni dei veri esperti di elettronica e audio; aggiungo solo due cosette: 1° il problema della distorsione d'incrocio (non cross talk, che è l'indesiderato fenomeno in cui si ha accoppiamento induttivo e/o capacitivo che causa interferenza e intermodulazione tra p. es. piste vicine di una PCB etc.) come lo hai posto è una boiata audiofilitica e per di più con quel push-pull in classe AB1 puoi praticamente scordartela (in pratica i finali appena il biasing li porta in conduzione il punto di incrocio è già superato; con cool biasing otterrai solo meno potenza in uscita rispetto a quella ottenibile con la giusta regolazione, ovviamente prego
2° quella rete RC serie in parallelo all'uscita è detta rete di Zobel (googla);
in altri amplificatori è presente anche una ulteriore rete di compensazione LC parallelo in serie all'uscita detta di Boucherot (googla).

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claudiocedrone
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Due piccole puntualizzazioni:
1) Il problema dell'incrocio, non appena venga assicurata anche una minima corrente di riposo nei transistori finali (qualche milliampere, solitamente non più di una trentina ma spesso anche molto meno) è oggi praticamente inesistente, soprattutto se viene usata la controreazione seriamente, senza fare troppi giochini escludendo lo stadio di uscita dall'anello di retroazione, come ogni tanto qualcuno fa.
2) la rete di Zobel è l'insieme di due celle (RC in serie posta in parallelo all'uscita ed LR in parallelo posta in serie all'uscita). La prima serve ad aumentare e a rendere dominante la parte reale del carico; la seconda serve a compensare la componente capacitiva dei cavi, che lasciata a sé stessa può causare problemi, soprattutto in amplificatori con una banda passante eccessivamente estesa verso l'alto. La prima viene detta anche cella di Boucherot, perché è in effetti una applicazione dell'omonimo teorema di elettrotecnica (le potenze reali gestite da una rete si sommano additivamente rendendole così dominanti rispetto a quelle reattive che si sommano algebricamente e, a differenza di quelle reali, possono essere compensate e annullate).
L'elettrotecnica è pochissimo audiofila ma è anche più vecchia e saggia dell'elettronica!
Ciao
Piercarlo
1) Il problema dell'incrocio, non appena venga assicurata anche una minima corrente di riposo nei transistori finali (qualche milliampere, solitamente non più di una trentina ma spesso anche molto meno) è oggi praticamente inesistente, soprattutto se viene usata la controreazione seriamente, senza fare troppi giochini escludendo lo stadio di uscita dall'anello di retroazione, come ogni tanto qualcuno fa.
2) la rete di Zobel è l'insieme di due celle (RC in serie posta in parallelo all'uscita ed LR in parallelo posta in serie all'uscita). La prima serve ad aumentare e a rendere dominante la parte reale del carico; la seconda serve a compensare la componente capacitiva dei cavi, che lasciata a sé stessa può causare problemi, soprattutto in amplificatori con una banda passante eccessivamente estesa verso l'alto. La prima viene detta anche cella di Boucherot, perché è in effetti una applicazione dell'omonimo teorema di elettrotecnica (le potenze reali gestite da una rete si sommano additivamente rendendole così dominanti rispetto a quelle reattive che si sommano algebricamente e, a differenza di quelle reali, possono essere compensate e annullate).
L'elettrotecnica è pochissimo audiofila ma è anche più vecchia e saggia dell'elettronica!
Ciao
Piercarlo
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Aggiungo anch'io una puntualizzazione.
Si puo` eliminare il condensatore di uscita direi se sono soddisfatte queste due condizioni. La prima, gia` detta, e` che l'alimentazione deve essere duale e l'altoparlante viene collegato al centro delle due alimentazioni. Questo punto e` lo zero volt, il potenziale di riferimento.
La seconda condizione, che non mi pare sia stata detta e` che ci deve essere una retroazione negativa in continua, preferibilmente con guagagno unitario, riferita allo stesso potenziale a cui e` attaccato l'altoparlante.
In queste condizioni la retroazione porta il potenziale di uscita a riposo pari a quello del potenziale di riferimento (0V) e gli altoparlanti non vanno in fumo.
Mi pare invece che i condensatori dell'alimentazione, benche' importanti per il funzionamento dell'amplificatore, non possano essere considerati in serie al carico.
Si puo` eliminare il condensatore di uscita direi se sono soddisfatte queste due condizioni. La prima, gia` detta, e` che l'alimentazione deve essere duale e l'altoparlante viene collegato al centro delle due alimentazioni. Questo punto e` lo zero volt, il potenziale di riferimento.
La seconda condizione, che non mi pare sia stata detta e` che ci deve essere una retroazione negativa in continua, preferibilmente con guagagno unitario, riferita allo stesso potenziale a cui e` attaccato l'altoparlante.
In queste condizioni la retroazione porta il potenziale di uscita a riposo pari a quello del potenziale di riferimento (0V) e gli altoparlanti non vanno in fumo.
Mi pare invece che i condensatori dell'alimentazione, benche' importanti per il funzionamento dell'amplificatore, non possano essere considerati in serie al carico.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
Plug it in - it works better!
Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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