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Perito elettronico e lavoro in proprio.

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Moderatore: Foto Utenteadmin

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[11] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto UtenteMike » 9 ott 2016, 16:56

Purtroppo i giovani hanno una grande difficoltà nell'affrontare il futuro, me ne accorgo con i miei figli e i figli dei miei amici e conoscenti... quando avevo 20 anni, nei favolosi anni 80 :mrgreen: , non mi ponevo il problema di cosa farò da grande (a parte che facevo il musicista e pensavo che quella fosse la mia carriera), semplicemente perché le opportunità erano tantissime e mettersi in proprio era la cosa più naturale del mondo, almeno qui in Veneto. Io mi sono messo in proprio (studio professionale) nel 1999 e ho avuto grandi soddisfazioni professionali. Dal 2006 ho notato un progressivo peggioramento del mondo del lavoro imprenditoriale ma da fine 2011 ho visto il tracollo, hanno massacrato le piccole, piccolissime e medie imprese, ovvero il 95% della nostra economia, nel giro di qualche anno hanno fatto tabula rasa... E' stato fatto appositamente ma questo è un altro discorso.
Al momento attuale, con una TTR del 75%, la burocrazia asfissiante e le spese inutili che tocca accollarsi per colpa di questo, aprire una partita IVA lo ritengo un suicidio e lo sconsiglio a un giovane. Questo paese è oramai destinato a morte certa, siamo in un declino oramai irreversibile, consiglio pertanto di investire tutto il tempo e le risorse disponibili in:
- lingue straniere, l'inglese non basta più, consiglio tedesco e spagnolo;
- prendersi una laurea in una università all'estero
- trovarsi lavoro all'estero
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[12] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 10 ott 2016, 10:06

sono d'accordo con te Foto Utenteaddre91,
però considera che io sia un imprenditore, con un azienda avviata che deve produrre, assumo uno laureato che mi tolga del lavoro perché io devo gestire l'azienda e tempo non ne ho più, inoltre posso spero di "attribuire all'azienda una maggiore capacità di progettazione", (cioè che teoricamente insegna anche a me), io posso fare l'investimento, ma se mi trovo uno che non sa portare avanti il lavoro perché dovrei assumerlo? allora mi prendo un diplomato, e dopo avergli insegnato le cose ristrette del lavoro che dovrà svolgere sono allo stesso punto e spendo meno. no?

poi giustamente come dici tu questa è la mia idea, sicuramente sbagliata, visto che non lavoro nel campo.

saluti.
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[13] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto Utenteaddre91 » 12 ott 2016, 15:49

Teoricamente Foto Utentelelerelele la tua idea è giusta. Praticamente in Italia, ma la situazione potrebbe essere uguale, è molto difficile trovare un neolaureato che possa dare un contributo quantificabile nella progettazione senza almeno un minimo di formazione extra scolastica.

Poi dipende dai settori: è molto più facile trovare un neolaureato realmente capace a programmare e quindi in grado di dare un contributo attivo all'azienda che un neolaureato in elettronica che abbia mai progettato, prodotto e debagguto un PCB. Di solito a scuola si arriva fino alla progettazione teorica e poi ci si ferma.

Poi vale sempre il discorso che un diplomato realmente appassionato e con un background attivo possa dare un contributo maggiore di un laureato che "studio questo così trovo lavoro subito".

Andrea
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[14] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 13 ott 2016, 8:12

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[15] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto UtenteAntonioCaruso » 13 ott 2016, 8:54

Io ho il diploma di perito elettronico (95/100) e la laurea in ingegneria elettronica (110/110 presa in quasi 8 anni dei 5 previsti).

Tutto è relativo al periodo e lo stato attuale del paese, se potessi tornare indietro mi fermerei al diploma, ti spiego il perché. Quando mi sono diplomato le opportunità di lavoro erano tantissime, ebbi delle offerte sia per iniziare a lavorare nel privato che in enti pubblici. Non ti nascondo che ero il migliore della mia classe e fui incitato da tutti a proseguire gli studi, mentre i miei amici di classe periti (tra il 75/85 su 100) si buttarono tutti nel mondo del lavoro. Il risultato è che adesso io lavoro per una grande azienda, ma con contratto a tempo determinato e non so se tra qualche mese lavorerò ancora, non ho nessuna stabilità che mi permetta di fare programmi per il futuro. I miei amici invece, lavorano chi in enti pubblici (enel-terna-telecom) e chi in aziende private, tutti a tempo indeterminato e con contratto migliore del mio (se sono fortunato li dovrei raggiungere tra una quindicina di anni), sposati e con figli.

Purtroppo io mi sono trovato in un periodo di transizione ed è stata ad oggi la scelta peggiore che potessi fare.
Oggi gli scenari sono diversi da quelli quando mi sono diplomato io, quello che serve oggi è conoscere le lingue straniere, avere una laurea (il problema degli stipendi rispetto ai diplomati non c'è, tanto oggi ne sono tanti i laureati e con il favore delle leggi possono pagarli/sfruttarli come i periti) ed esperienza nel senso di saper fare davvero qualcosa oltre a conoscere la teoria studiata all'università.

Se dovessi consigliare mio figlio gli direi: iscriviti all'università, impara bene le lingue straniere, fai esperienze all'estero (tipo erasmus) e smanetta nel tempo libero con quello che studi all'università (tipo PCB, fpga e simili)

Poi una volta laureato, non ti consiglierei di iniziare direttamente in privato, ma fare prima esperienza in qualche azienda e poi passare in proprio, l'impatto universita->lavoro in proprio potrebbe demoralizzarti(per non dire peggio) a tal punto da abbandonare per sempre l'idea.

Spero di esserti stato utile, ciao
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[16] Re: Perito elettronico e lavoro in proprio.

Messaggioda Foto Utenteelfo » 15 ott 2016, 21:44

Prova a guardare il curriculum del PE e Ing Luca Cecchi

http://www.lucacecchi.net/curriculum.php

Guarda anche tutto il sito e in particolare:

Meglio fare il garagista

http://www.lucacecchi.net/Ironia.php
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