Scusami, in buona fede ti attribuivo conoscenze che non hai.
Mi hai spiazzato, ne ero convinto visti i molteplici argomenti dove ti vedo coinvolto.
Facciamo un passo indietro.
Non sono un professore, e qui certamente c'è chi è più qualificato a darti una risposta più esaustiva e più consona, ma provo a darti un indicazione di massima.
Il led è una brutta bestia, ha il pregio di fare una discreta luce con un consumo di corrente piuttosto contenuto, e come difetto ha che tende a richiedere una corrente maggiore all'innalzarsi della temperatura.
La precedente affermazione è una semplificazione ma mi serve per farti capire che sono 2 cose diverse se uno deve fare accendere un led per fare una segnalazione, o pilotate il led per fare illuminazione.
Ci si affida (o ci si dovrebbe affidare...) ad alimentatori a corrente costante quando si parla di alimentazione per i led "da illuminazione", in modo da controllare l'assorbimento ed impedire al led di andare a lavorare in un zona dove si andrebbe a fumare rapidamente.
Se invece basta far accendere il led per la semplice segnalazione o indicazione di stato, ci si può affidare ad una resistenza in serie calcolata con la formula:

e arrotondata al valore commerciale superiore, di fatti sottoalimentando il led.
Tutto questo pappardone per farti capire che i led, anche se maltrattati, hanno la loro maniera di essere usati correttamente.
Detto questo torniamo al caso di specie,
ci ho pensato mezzo pomeriggio, ma non riesco a trovare le parole per spiegarti il perché sia scorretto usare un led in serie ad un coil. Mi sarebbe venuto da dirti come esempio, che per tenere la magnetizzazione del rele e vincere la forza della molla che riporta i contatti in riposo, serve una certa energia ottenibile con una certa corrente, Poi riguardando i ds della finder saltano fuori che mi fanno una serie di relè con potenze molto basse, per cui l'esempio trova il tempo che trova.
Diciamo che siamo in un caso in cui anche se pare possibile poter fare una cosa, è formalmente scorretto.