Sono ai primi approcci. Sicuramente il mondo meccanico ha più elementi, maggiori famiglie e tanta documentazione, guide, ed i produttori di apparati sono pronti con il giusto supporto.
Nel mondo elettrico si muovo i primi passi.
I programmi principali ragionano all'anglosassone (complicato per noi quindi pensare di realizzare distribuzione terminale o progettare il classico impianto "misto" fra c/soffitto, massetto, incasso.
atomorama ha scritto:Buongiorno,
un amico che usa REVIT mi ha detto che è molto utile per gli impianti meccanici ma di nessuna utilità per l'elettrico.
Da quanto so in impianti industriali complessi (petrolchimico) si usano tali strumenti; nel terziario avanzato l'utilità è nello studio delle interferenze; avendo un modello 3d condiviso e sul quale tutte le discipline lavorano, ci si accorge per tempo se i 12 canali da 500x75 hanno conflitti con le strutture, con gli impianti ad aria o fra loro (mettiamo i canali, ma poi la posa cavi??).
Non devi rimodellare gli ambienti in Dialux (esiste possibilità di integrazione) con esportazione degli apparecchi poi nel modello.
Alcuni programmi di calcolo "iniziano" a fare riferimenti a modelli dialux.
Le tante funzioni del Cad bidimensionale sono state implementate e si sono usate con li progredire delle conoscenze del programma da parte dell'utilizzatore, delle nuove funzioni... ormai si usa CAD da 20 anni e si è forse arrivati in prossimità dell'apice della curva funzionalità/usabilità/completezza.
Il vero problema è che con il cad, tempo, manuali, forum e voglia di apprenderlo sono di grande aiuto.
Nella modellazione 3D degli impianti gli approcci sono talmente diversi, e se imposta male un lavoro diviene difficile rimediare. La curva di apprendimento poi è veramente complessa.
Al limite trovi video e guide per i comandi stesura canali, blindosbarre e poco altro.
Comunque si è agli inizi. prova ne è che googolando non trovi un modello decente di distribuzione elettrica terminale, e trovi pochi professionisti che probabilmente la sappiano realizzare e abbiano voglia di "condividere" le loro esperienze.