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Circuito per Piccoli Segnali

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[21] Re: Circuito per Piccoli Segnali

Messaggioda Foto UtenteMarkyMark » 29 mar 2017, 16:12

ochei stai trascurando la corrente di base del secondo transistor e stai calcolando la tensione che cade sulla resistenza di emettitore. Va bene ma non è un equivalente Thévenin. Se trascuri la corrente di base del secondo transistor puoi calcolare la polarizzazione del primo transistor in modo facile perché è come se fosse da solo nel circuito.
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[22] Re: Circuito per Piccoli Segnali

Messaggioda Foto Utentemarcot1004 » 2 apr 2017, 22:10

MarkyMark ha scritto:ochei stai trascurando la corrente di base del secondo transistor e stai calcolando la tensione che cade sulla resistenza di emettitore. Va bene ma non è un equivalente Thévenin. Se trascuri la corrente di base del secondo transistor puoi calcolare la polarizzazione del primo transistor in modo facile perché è come se fosse da solo nel circuito.
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però se ci pensi applicando thevenin tra C e D tu imponi che la corrente di carico sia nulla e la corrente di carico è proprio la corrente di base di Q2
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[23] Re: Circuito per Piccoli Segnali

Messaggioda Foto UtenteMarkyMark » 2 apr 2017, 22:36

Secondo il teorema di Thévenin qualunque circuito lineare visto da due punti A-B è equivalente a un generatore reale di tensione:


Ora, come saprai, un transistor non è un componente lineare per cui niente Thévenin. Il comportamento del BJT si può linearizzare nell'intorno di un punto di lavoro e quindi si può parlare di equivalente Thévenin quando si usa il modello di piccolo segnale.

Per fare il calcolo in continua si trascura I_{B2} nell'ipotesi che I_{B2} << I_{C1} e si risolve facilmente il circuito avendo i transistor separati in continua. Se si vogliono ottenere risultati più precisi bisogna scrivere le equazioni alle maglie e ai nodi.
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[24] Re: Circuito per Piccoli Segnali

Messaggioda Foto Utentemarcot1004 » 2 apr 2017, 22:54

okok capito :ok:

Però mi chiedo una visto che in questi primi esercizi usiamo il seguente modello semplificato del transistor


e quindi lo semplifichiamo con un circuitino equivalente che è costituito da componenti lineari (si tratta di un approssimazione ovviamente che compiamo supponendo che si trovi in zona attiva) l'applicazione di thevenin è corretta?

Il dubbio sorge che applicando thevenin trovo direttamente il risultato corretto ottenuto dal sedra nel momento in cui non trascura più la corrente di base di Q2

infatti per il calcolo di Rth tengo conto del modello di ebers moll e quindi mi sostituisco il generatore di tensione con un diodo. Tuttavia non essendo il transistor alimentato (ho cortocircuitato tutti i generatori di tensione indipendenti che lo alimentavano) nel diodo non scorre corrente e quindi Ib = 0.
Ottengo quindi che il generatore di corrente controllato è un circuito aperto e da qui mi calcolo la resistenza equivalente

Tu che dici, assumendo questo modello semplificato e facendo queste considerazioni è sbagliato applicarlo?
(Lo chiedo perché applicandolo in questo modo ottengo risultati corretti però non so se si può fare... :oops: )
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[25] Re: Circuito per Piccoli Segnali

Messaggioda Foto UtenteMarkyMark » 9 apr 2017, 11:05

Ho chiesto aiuto e ho ricevuto qualche suggerimento su questo problema. Sono costretto a ritirare (una parte di) quello che ho detto :oops:
Usando il modello di ampio segnale si ha un circuito che è lineare e dato che si sta calcolando il BIAS, quindi le varie tensioni non cambiano, si può provare a fare un equivalente Thévenin. Facciamo prima un Thévenin del partitore sulla base (un Thévenin all'interno di un Thévenin :mrgreen: )



Il calcolo della tensione a vuoto è abbastanza semplice


La tensione equivalente di Thévenin è V_{eq}

Invece di calcolare la resistenza equivalente (perché non so bene come fare :( ) si può calcolare la corrente di cortocircuito

Si calcola la resistenza come R_{eq}=\frac{V_{eq}}{I_{short}}.

Qualche nota sul calcolo della resistenza:
Per calcolare la resistenza equivalente si deve modificare il circuito inserendo un generatore di prova come hai fatto tu oppure aggiungendo un cortocircuito come ho fatto io. Bisogna verificare che dopo aver fatto le modifiche il modello che si sta usando sia ancora valido. Se il circuito fosse lineare su tutto il piano tensione-corrente non si avrebbe questo problema.
- Per un circuito lineare un generatore di prova può avere qualsiasi valore. In questo caso non è vero! Se si mette ad esempio un generatore di prova di tensione sull'emettitore bisogna dare a quel generatore un valore per cui il transistor sia in RAD. Questo significa, se si usa il modello di Ebers Moll, fare prima la semplificazione di BJT in RAD e dopo spegnere i generatori indipendenti e applicare il generatore di prova.
- Volendo calcolare la corrente di cortocircuito per ricavare la resistenza equivalente bisogna verificare che il transistor continui a funzionare in RAD anche dopo aver aggiunto il corto altrimenti il modello che si sta usando non è valido.
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