Cos'è ElectroYou | Login Iscriviti

ElectroYou - la comunità dei professionisti del mondo elettrico

Reostato di potenza autocostruito

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

Moderatori: Foto Utentecarloc, Foto Utenteg.schgor, Foto UtenteBrunoValente, Foto UtenteIsidoroKZ

1
voti

[21] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utentesetteali » 26 lug 2017, 22:50

Rispondo a @marioursino, @elektronik mi ha preceduto O_/

ma così facendo, si ha a disposizione solo la metà della resistenza, perché il cursore dovrà fare contatto solo sulle spire di andata ( o di ritorno ) e la costruzione si complica un pochino.

Secondo me conviene avere un carico fittizio solo per ogni tipo di apparecchio.
Per HI-FI resistenze da 8 ohm 50W corrazzate e messe su un buon radiatore ( per canale ).
Si può provare anche un'uscita da 4 ohm usando gli 8 ohm per i due canali si vede benissimo il funzionamento, oppure per un momento si prova un canale per volta mettendo i due canali in parallelo.
Per RF carico da 50 ohm ci sono in vendita anche resistenze non induttive da 250W che messe su una piastrina di metallo e poi a bagno d'olio si raggiungono potenze di tutto rispetto.
Per carichi tipo piccoli motori o alimentatori, si possono usare adeguate lampade ad incandescenza di potenze idonee.

In questa foto, si vede come ho realizzato il " carico fittizio " per la prova di amplificatori HI-FI, si vede il radiatore, l'oscilloscopio e i commutatori a 3 posizioni, posso scegliere se mandare il segnale sugli altoparlanti o sul carico fittizio dove c'è collegato l'oscilloscopio.
Questa è un'idea e capisci perché avere i carichi fittizi dedicati è meglio.
Allegati
SAM_0748.JPG
e questa è la resistenza non induttiva da 50 ohm 250W
SAM_0745.JPG
Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica

<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
Avatar utente
Foto Utentesetteali
11,9k 5 5 9
Master
Master
 
Messaggi: 5921
Iscritto il: 15 dic 2013, 21:09

0
voti

[22] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utenteelektronik » 27 lug 2017, 8:49

perché il deviatore a tre vie, io ho sempre saputo che un amplificatore BF- o un amplificatore per trasmettitori deve essere sempre messo sotto carico se no si rischia la bruciatura dei finali. :?: :!: :!:
Avatar utente
Foto Utenteelektronik
7.800 4 6 7
Master
Master
 
Messaggi: 3836
Iscritto il: 12 mag 2015, 22:26

1
voti

[23] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utentesetteali » 27 lug 2017, 9:05

Ciao, buongiorno
ho usato dei commutatori a tre vie....(perché li avevo :mrgreen: ) ma sono risultati utili e comodi, perché la posizione centrale, scollegata a tutto a volte la uso, ma soltanto su questo carico che è destinato ad amplificatori HI-FI ed è di 8 ohm.

Per la RF ho invece un carico fittizio con resistenza anti-induttiva , montata su radiatore, come quella in foto, te ho letto che usi delle lampade ad incandescenza, possono sembrare utili perché ti indicano la potenza che ricevono, ma sono molto induttive e l'accordo di antenna è falsato dal ROS, meglio unsare un carico anti-induttivo con il ROS-meter in serie.
O_/
Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica

<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
Avatar utente
Foto Utentesetteali
11,9k 5 5 9
Master
Master
 
Messaggi: 5921
Iscritto il: 15 dic 2013, 21:09

0
voti

[24] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utenteelektronik » 27 lug 2017, 9:10

Hai ragione su quello che dici ma ai miei tempi ci adattavamo, le prove servivano per capire un alimentatore se reggeva la potenza indicata dal circuito. Comprendo che non ha nulla di professionale ma serviva allo scopo.
Avatar utente
Foto Utenteelektronik
7.800 4 6 7
Master
Master
 
Messaggi: 3836
Iscritto il: 12 mag 2015, 22:26

0
voti

[25] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utentesetteali » 27 lug 2017, 9:23

Ma per provare gli alimentatori , anch'io uso delle lampade ad incandescenza, per prove veloci.
E ho usato anch'io, ai tempi dei trasmettitori a 27 MHz una lampadina collegata ad un paio di spire avvolte in aria e accoppiata al pi-greco . ;-)

O_/
Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica

<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
Avatar utente
Foto Utentesetteali
11,9k 5 5 9
Master
Master
 
Messaggi: 5921
Iscritto il: 15 dic 2013, 21:09

1
voti

[26] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 27 lug 2017, 10:35

elektronik ha scritto: ...io ho sempre saputo che un amplificatore BF- o un amplificatore per trasmettitori deve essere sempre messo sotto carico se no si rischia la bruciatura dei finali...

:-) Per i finali audio a stato solido generalmente ciò non è affatto vero (è più o meno una "leggenda di NE"... ), altrimenti anche gli anti-bump metterebbero a rischio i finali... quello che non va mai lasciato col secondario aperto è il trasformatore d'uscita dei finali valvolari causa il concreto rischio di sovratensioni distruttive nel primario. O_/
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
Avatar utente
Foto Utenteclaudiocedrone
21,3k 4 7 9
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 15302
Iscritto il: 18 gen 2012, 13:36

0
voti

[27] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto Utentedgmosfet » 29 lug 2017, 22:45

Ciao !!

1 - per quanto riguarda i finali BF a stato solido:
è più o meno una "leggenda di NE"...

Anni addietro, ne ho costruito tantissimi su commissione, proprio con i kit di NE e, effettivamente, non mi sembra di ricordare che qualcuno abbia mai smesso di funzionare dopo essere stato lasciato senza carico. Quello che, invece, mi falciava spietatamente i transistor, o i mosfet, finali era l'interruzione di uno dei due rami di alimentazione, nel caso questa fosse duale. Alla fine mi decisi a tagliare la testa al toro, eliminando del tutto i fusibili, e non ebbi piu' sorprese.

2 - relativamente al reostato:
Il rotolo di filo in Ni-Cr che avevo ordinato non e', purtroppo, piu' disponibile. Ce ne sono solo da 11.33 ohm/m, minimo, che ripiegati ( per ottenere resistori in parallelo ) complicano la costruzione. Effettivamente, come saggiamente consigliatomi qui, mi conviene prendere 5 resistori da 4 ohm e 100 w ( 60mm x 21 mm x 16 mm ), per una spesa totale di 12 euro. Sono pieno di dissipatori e ventole, percio' non vi sarebbero spese aggiuntive.

https://www.amazon.it/100W-Ferita-Resistore-Alluminio-Resistenza/dp/B01LYZATBE/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1501359188&sr=8-1&keywords=resistenze%2B2%2Bohm&th=1


3 - che significa, esattamente, che un resistore e' da 100 w ?
Intuitivamente e' chiaro: se gli si fa dissipare di piu' gli succede "qualcosa di brutto". Ma i 100 watt si riferiscono all'elemento isolato o in condizioni opportune di dissipazione ? Sono una potenza di picco o puo' essere mantenuta indefinitamente ?

O_/
Avatar utente
Foto Utentedgmosfet
10 2
 
Messaggi: 24
Iscritto il: 16 lug 2017, 14:30

0
voti

[28] Re: Reostato di potenza autocostruito

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 30 lug 2017, 10:01

che significa, esattamente, che un resistore e' da 100 w ?
Ma i 100 watt si riferiscono all'elemento isolato o in condizioni opportune di dissipazione ? Sono una potenza di picco o puo' essere mantenuta indefinitamente ?


Bella domanda ! =D> Provo a formulare le risposte:

Risposta precisa: :-)
Non è detto che i resistori siano tutti uguali, leggi il data sheet del componente.
Ogni fornitore dettaglia accuratamente le caratteristiche del suo componente.
I professionisti le leggono tutte con grande cura.
Nelle grandi aziende un uffico apposito (ufficio normalizzazione componenti)
seleziona i vari componenti/ fornitori e ne scrive le procedure di utilizzo.
Di solito un progettista può scegliere solo un componente fra quelli approvati (salvo richiesta opportunamente motivata).


Risposta approssimata: :mrgreen:
Di solito la potenza massima nominale dissipabile si riferisce a un resistore isolato nell'aria ambiente avente una temperatura di riferimento di 25 C°.
Se è a contatto di una superficie non conduttrice del calore la dissipazinoe massima si dovrebbe ridurre.
all'aumentare della temperatura ambiente esistono delle curve di derating. Mi pare che a 75 C° la dissipazione si annulli o riduca al 10 %.
La potenza dissipata si intende continuativa.

O_/
Avatar utente
Foto UtenteMarcoD
12,2k 5 9 13
Master EY
Master EY
 
Messaggi: 6696
Iscritto il: 9 lug 2015, 16:58
Località: Torino

Precedente

Torna a Elettronica generale

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 134 ospiti