Eccomi...ho impiegato la pausa mensa per fare qualche disegnino anch'io...
Ovviamente grazie a Fidocad ho potuto copiare le opere altrui e limitarmi a modificarle
Grazie EY!
Dunque.... spero di non dire castronerie...
Prima i risultati dell'esperimento replicato in box, con la ruota tenuta tra le mani. Devo dire che nel frattempo, leggendo il 3d, se ne potrebbero fare altri, compreso allestire la "
pluritrottola di Bruno"...ma le cose si complicano ...
Tornando alla bici, ovviamente ora è chiaro anche a me che l'effetto stabilizzante dovuto al giroscopio è piccolo.
Per dire fino a quale velocità sia effettivamente trascurabile bisognerebbe fare conti dettagliati però.
Io posso solo illustrare in due disegni quando riscontrato sperimentalmente, ovviamente ritengo sia congruente con la teoria e quanto detto da Bruno, ma c'è un caso in più.
Immaginate di tenere la ruota mentre gira con l'asse orizzontale (insomma come sulla bici ma sollevata da terra).
Se non si cambia l'orientamento dell'asse rispetto alle stelle fisse (spostamenti solo traslatori, in verticale o orizzontale), come da teoria non si sentono forze stabilizzanti.
Se invece si simula la rotazione del manubrio a destra (frecce rosse in figura) l'effetto giroscopico genera due forze che tendono a sollevare il lato destro dellaruota (e quindi della bici) e quindi si oppongono all' "entrata in curva" (frecce blu)
Questo sembra un effetto simile alla forza centripeta, e costringerebbe il pilota a uno sforzo leggermente maggiore per "buttar giù" il velocipede
L'altro possibile movimento è il duale del precedente: se inclino la ruota (o la bici) verso destra (frecce rosse) l'effetto giroscopico genera una coppia di forze (blu) che farebbe ruotare leggermente il manubrio nella direzione giusta
questo sembrerebbe aiutare leggermente ad "inseguire" col manubrio l'entrata in curva, e compenserebbe in piccola parte l'effetto stabilizzante della forcella (che di solito ha avancorsa positiva e tende a raddrizzarsi anche da ferma, come spiegato in altri link)
La multritrottola di Bruno se non ho sbagliato l'esperimento sarebbe soggetta, in seguito alla rotazione imposta (frecce rosse) a una coppia di forze, generata dal giroscopio (frecce blu), che verrebbe scaricata integralmente su tavolo e cuscinetto:
essendo perpendicolari al moto non compiono lavoro e non necessitano di sforzo da parte di Bruno.
Ma la messa in rotazione del marchingegno necessita di un lavoro pari all'aumento di energia cinetica rotazionale, non attorno all'asse (verde) del giroscopio A1 ma intorno all'asse di rotazione A2.
Questo anche con masse del marchingegno nulle, perché immagino non vogliamo ipotizzare nulla anche la massa del giroscopio