Parliamo più in generale.
L’attuale industria automobilistica ha interesse a passare all’auto elettrica?
Ovviamente la risposta è no. Questo vale per FCA o per chiunque altro.
Ogni rivoluzione tecnologica è un rischio.
Chi oggi sa fare le automobili e ci guadagna bene, non ha nulla da guadagnarci ma solo da perderci a cambiare tecnologia.
Perderebbe i vantaggi degli investimenti e del know how acquisito, che rischierebbe di non valere più nulla.
Al contrario, nuovi soggetti potrebbero trovarsi avvantaggiati con la nuova tecnologia e scalzare le industrie leader attuali.
Saper fare bene motori diesel o i cambi non varrà più nulla un giorno, ma sarà importante fare bene le batterie e farle a basso costo.
Tutta un’altra cosa.
Lo stesso è successo nel passaggio dalla fotografia chimica a quella elettronica.
Che ne è stato dei giganti quali Kodak, Fujifilm, Ilford e Agfa?
Le loro pellicole, i reagenti, la carta fotografica e le macchine per sviluppo e stampa che fine hanno fatto?
Nel giro di pochissimi anni è tutto finito nel grande museo delle tecnologie obsolete.
L’auto elettrica ha un problema: è troppo semplice. Una volta ridotto il costo delle batterie, e sta già accadendo, una volta messi a punto i prodotti e costruiti in serie, l’auto elettrica costerà meno di quella a combustibile perché è costruttivamente più semplice. Più semplice, meno costosa, quindi meno margini di guadagno e più facilità di entrare sul mercato per i nuovi costruttori concorrenti.
Non per nulla, i grandi costruttori di auto vogliono abbinare all’auto a batteria una nuova grande invenzione: la guida automatica. Un nuovo accessorio molto sofisticato con cui arricchire l’auto elettrica troppo semplice. Un prodotto che quando sarà disponibile potrebbe diventare irrinunciabile per buona parte dei clienti, come è oggi il telefonino.
L’auto elettrica, prima o poi, prenderà piede. Bisogna solo aspettare che l’evoluzione delle batterie raggiunga il break even. Quindi è necessario svilupparla. Lo sa anche Marchionne.
Da una parte spingono verso l'elettrico le istanze ambientalistiche che si traducono in incentivazioni/sanzioni per le industrie automobilistiche in base a quanto avranno sviluppato le automobili a basso impatto.
Dall’altra parte ci sarà la richiesta del mercato che non sembra disdegnare l’auto elettrica nonostante le solite limitazioni (scarsa autonomia, lunghi tempi per la ricarica ecc) come insegna Tesla.
Tesla ha iniziato dal nulla e nel giro di pochi anni è entrata nel lucroso settore delle auto da circa 100000 €, dominato soprattutto dai marchi tedeschi, divenendone un leader!
L’auto elettrica una volta provata piace! Cosa succederà tra qualche anno nel settore delle medie e delle piccole?
Lo hanno capito bene i cinesi la cui industria dell’automobile elettrica e delle batterie è in forte sviluppo (44% delle auto elettriche sono cinesi).
Sanno bene che con l’auto elettrica potrebbero diventare i leader mondiali delle automobili scalzando tedeschi e americani. Per questo corrono: vogliono arrivare per primi!
Volenti o nolenti gli altri costruttori si devono adeguare.
C’è chi fa il pioniere. Si muove tra i primi. E’ il caso di Renault e Volkswagen.
Vogliono sviluppare il loro know how (o acquistarselo) e sperimentarlo su larga scala, vogliono conquistarsi da subito la loro fetta di mercato nell’elettrico. Vogliono essere pronti per quando l'auto elettrica sarà per tutti o per quasi tutti.
Anche a costo di perderci per ogni vettura elettrica venduta oggi.
Ci sono altri come FCA che non vogliono perdere un quattrino. Non ci stanno a vendere in perdita un prodotto oggi costosissimo e destinato a evolvere parecchio nei prossimi anni.
Non spingono l’elettrico, anzi lo rallentano, e cercano di valorizzare il più possibile la tecnologia a pistoni che dà buoni margini di guadagno.
Aspettano che la tecnologia elettrica sia matura per lanciarla. Magari acquistando sul mercato la tecnologia non sviluppata in casa. Si pensi alla Nissan che ha deciso di vendere il settore delle batterie andando controcorrente.
Intanto, lasciano che siano gli altri a fare la pista.
Chi avrà ragione?
Solo il tempo lo deciderà.
Arrivare troppo presto o arrivare troppo tardi potrebbero essere entrambi letali.
Tutte le grandi case stanno lavorando sull’elettrico.
Tutti sanno che è la tecnologia dell’auto del futuro.
Ma nessuno conosce con certezza i tempi del break even point.
L'auto elettrica secondo Marchionne
Moderatore:
6367
4
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Si sta parlando molto di auto elettrica, per quanto riguarda lo sviluppo della trazione full-ele.
Ma a parer mio il mezzo che più si presterebbe al momento per dare la spinta all'elettrico sarebbe l'autobus.
I normali mezzi con motore a combustione interna percorrono 2/3 km con un litro, ogni giorno hanno una percorrenza media di 200 km per turno di lavoro e il grosso del consumo finisce in frenata.
Un mezzo elettrico avrebbe l'enorme vantaggio di sfruttare il recupero dell'energia in frenata, che potrebbe comportare un vantaggio economico immediatamente disponibile.
Peccato che per realizzare un sogno di questo genere sarebbe servito:
a) uno stato/collettività che investisse sul rinnovo della flotta degli autobus, ma il pubblico è passato di moda, e il privato vuole rientri immediati.
b) un player nazionale che investisse sulla trazione elettrica per bus e poi riutilizzasse il know-how acquisito.
Ma il più grosso Player nazionale è uscito da quel marcato li.
IMHO
Ma a parer mio il mezzo che più si presterebbe al momento per dare la spinta all'elettrico sarebbe l'autobus.
I normali mezzi con motore a combustione interna percorrono 2/3 km con un litro, ogni giorno hanno una percorrenza media di 200 km per turno di lavoro e il grosso del consumo finisce in frenata.
Un mezzo elettrico avrebbe l'enorme vantaggio di sfruttare il recupero dell'energia in frenata, che potrebbe comportare un vantaggio economico immediatamente disponibile.
Peccato che per realizzare un sogno di questo genere sarebbe servito:
a) uno stato/collettività che investisse sul rinnovo della flotta degli autobus, ma il pubblico è passato di moda, e il privato vuole rientri immediati.
b) un player nazionale che investisse sulla trazione elettrica per bus e poi riutilizzasse il know-how acquisito.
Ma il più grosso Player nazionale è uscito da quel marcato li.
IMHO
Altrove. .Volutamente Anonimo
2
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E' molto vero: la rivoluzione elettrica arriverà prima tra i bus urbani. Sono molte le città ove i bus elettrici sono in circolazione: Ginevra, Göteborg, Amburgo, Vienna, e molte altre. Ora Torino e anche Milano ci lavora. Anche in Italia ci sono costruttori di bus elettrici. Più immediati i vantaggi. Più semplice per dimensioni e volumi elettrificare un bus che un'auto.
3
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Come sempre 6367 ha dimostrato di avere una visione probabilmente più ampia di Marchionne.
Aggiungo le mie considerazioni su un punto
La guida automatica a me non piace, ma questo è solo un parere legato all'età e a un certo piacere nel guidare.
Per esempio io non vorrei mai il cambio automatico... o meglio non lo VOLEVO, ma quando guido la mia Eli apprezzo eccome la coppia elevata e senza le interruzioni della cambiata, che mi fa "sverniciare" auto ben più potenti.
Ma la guida automatica sarà un accessorio ideale delle auto elettriche, un po' meno di quelle termiche...
E soprattutto vedo un'altra contraddizione: se stanno a ragionare sul break even point riguardo batterie e auto elettriche, la guida autonoma dovrebbero ignorarla del tutto.
Mentre un'auto elettrica può già circolare (e lo fa), la guida autonoma VERA si affermerà solo quando tutte le infrastrutture saranno sviluppate e tutte le auto nuove saranno costrette a istallarla, almeno io vedo una convivenza molto difficile tra autisti reali e autisti cibernetici, sia a livello pratico che legale.
Ma soprattutto, e anche questa è solo una mia opinione, i costruttori dovrebbero temere la guida autonoma. Per come la vedo io quando si affermerà renderà ancora più evidente l'assurdità di possedere un'auto.
Una volta che guida da sola, mi porta al lavoro mentre leggo il giornale e poi potrebbe andare altrove, alla maggior parte degli automobilisti converrà noleggiarne una e non comprarla per tenerla ferma la maggior parte del tempo.
Ma di queste considerazioni a lungo termine a Marchionne interessa poco, come tanti altri dirigenti (es di banca...) a lui interessa il breve periodo, direttamente legato al suo stipendio da favola
Aggiungo le mie considerazioni su un punto
6367 ha scritto:L’auto elettrica ha un problema: è troppo semplice. Una volta ridotto il costo delle batterie, e sta già accadendo, una volta messi a punto i prodotti e costruiti in serie, l’auto elettrica costerà meno di quella a combustibile perché è costruttivamente più semplice. Più semplice, meno costosa, quindi meno margini di guadagno e più facilità di entrare sul mercato per i nuovi costruttori concorrenti.
Non per nulla, i grandi costruttori di auto vogliono abbinare all’auto a batteria una nuova grande invenzione: la guida automatica. Un nuovo accessorio molto sofisticato con cui arricchire l’auto elettrica troppo semplice. Un prodotto che quando sarà disponibile potrebbe diventare irrinunciabile per buona parte dei clienti, come è oggi il telefonino.
La guida automatica a me non piace, ma questo è solo un parere legato all'età e a un certo piacere nel guidare.
Per esempio io non vorrei mai il cambio automatico... o meglio non lo VOLEVO, ma quando guido la mia Eli apprezzo eccome la coppia elevata e senza le interruzioni della cambiata, che mi fa "sverniciare" auto ben più potenti.
Ma la guida automatica sarà un accessorio ideale delle auto elettriche, un po' meno di quelle termiche...
E soprattutto vedo un'altra contraddizione: se stanno a ragionare sul break even point riguardo batterie e auto elettriche, la guida autonoma dovrebbero ignorarla del tutto.
Mentre un'auto elettrica può già circolare (e lo fa), la guida autonoma VERA si affermerà solo quando tutte le infrastrutture saranno sviluppate e tutte le auto nuove saranno costrette a istallarla, almeno io vedo una convivenza molto difficile tra autisti reali e autisti cibernetici, sia a livello pratico che legale.
Ma soprattutto, e anche questa è solo una mia opinione, i costruttori dovrebbero temere la guida autonoma. Per come la vedo io quando si affermerà renderà ancora più evidente l'assurdità di possedere un'auto.
Una volta che guida da sola, mi porta al lavoro mentre leggo il giornale e poi potrebbe andare altrove, alla maggior parte degli automobilisti converrà noleggiarne una e non comprarla per tenerla ferma la maggior parte del tempo.
Ma di queste considerazioni a lungo termine a Marchionne interessa poco, come tanti altri dirigenti (es di banca...) a lui interessa il breve periodo, direttamente legato al suo stipendio da favola
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Gran bel post di 6367 
Le parole di Marchionne mi sembrano quelle di chi vede il passaggio all'auto elettrica vicino ma vuole ancora rimandare il più possibile per sfruttare i prodotti di cui la fiat è maestra al momento.
A riguardo delle automobili a guida assistita ci sono topic dedicati? L'argomento è molto interessante e aziende come Google ormai hanno macinato tanti km coi loro prototipi

Le parole di Marchionne mi sembrano quelle di chi vede il passaggio all'auto elettrica vicino ma vuole ancora rimandare il più possibile per sfruttare i prodotti di cui la fiat è maestra al momento.
A riguardo delle automobili a guida assistita ci sono topic dedicati? L'argomento è molto interessante e aziende come Google ormai hanno macinato tanti km coi loro prototipi
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Interessanti le considerazioni di @6367.
Allora mi chiedo, al netto delle altre valutazioni, quali potrebbero essere le modalità e i tempi di reazione delle altre case automobilistiche rispetto ad una ipotizzabile(e neanche tanto balzana) "colonizzazione" del mercato della mobilità elettrica da parte della Cina, ammesso si guardi ad oriente con questa attenzione, sensibilità, preoccupazione ...
Saluti
Allora mi chiedo, al netto delle altre valutazioni, quali potrebbero essere le modalità e i tempi di reazione delle altre case automobilistiche rispetto ad una ipotizzabile(e neanche tanto balzana) "colonizzazione" del mercato della mobilità elettrica da parte della Cina, ammesso si guardi ad oriente con questa attenzione, sensibilità, preoccupazione ...
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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Non sarà facile per molte persone dover rimettersi sul mercato quando chiuderanno gli stabilimenti, chiuderanno le raffinerie, chiuderanno i benzinai, chiuderanno i meccanici e chiuderà tutto l'indotto.
Che cosa andrà a fare questa gente con delle professionalità che non servono più?
Alcune zone d'italia saranno ridotte al lastrico.
Al processo deve essere lento per poter permettere l'adeguamento della società.
Che cosa andrà a fare questa gente con delle professionalità che non servono più?
Alcune zone d'italia saranno ridotte al lastrico.
Al processo deve essere lento per poter permettere l'adeguamento della società.
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blusol
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Certamente: scompariranno alcuni mestieri, ne compariranno di nuovi.
Il processo di suo è abbastanza lento.
Tuttavia in Italia, a confronto con il resto di Europa, è veramente lentissimo e questo potrebbe rivelarsi un boomerang.
Il processo di suo è abbastanza lento.
Tuttavia in Italia, a confronto con il resto di Europa, è veramente lentissimo e questo potrebbe rivelarsi un boomerang.
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