LED alimentato a 230 V
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In altre parole si puo' morire.
Questo adattatore USB costa meno di 80 centesimi, e' isolato dalla rete, eroga 5V e non uccide nessuno.
Poi, per carita', ognuno e' libero di scegliersi la morte che preferisce.
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TardoFreak
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SediciAmpere ha scritto:La in-rush current raggiungerebbe valori pericolosi anche con la resistenza in serie da 10kOhm 2W ?
se i LED sono blu o bianchi, una trentina di mA sono sufficienti per farli fuori senza problemi.
I vecchi LED rosso, verde, giallo sono più robusti.
Senza contare che un condensatore in serie è una autostrada per i picchi di sovratensione e altre porcherie che possano esserci sulla rete.
Poi, mettere un ponte e un condensatore grosso per alimentare un LED mi sembra come voler uccidere una mosca con un cannone.
Il circuito non è che non funziona, ma non è molto robusto, si può fare molto di meglio, come ti hanno detto.
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PietroBaima
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capito grazie.
TardoFreak ma dove trovo quel coso a 80 centesimi, immagini ebay ? mi posto il link
o se non si puo' cosa devo cercare ?
PS visto alixpress solo che il mio antivirus non mi pare la pagina, nulla su ebay ?
TardoFreak ma dove trovo quel coso a 80 centesimi, immagini ebay ? mi posto il link
o se non si puo' cosa devo cercare ?
PS visto alixpress solo che il mio antivirus non mi pare la pagina, nulla su ebay ?
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Ho messo il link, e' su aliexpress. Su ebay non compro.
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TardoFreak
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PietroBaima ha scritto: un condensatore in serie è una autostrada per i picchi di sovratensione e altre porcherie che possano esserci sulla rete.
allora la sola resistenza, da 82 - 100kOhm 2W, senza il condensatore
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SediciAmpere
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TardoFreak ha scritto:Questo adattatore USB costa meno di 80 centesimi, e' isolato dalla rete, eroga 5 V e non uccide nessuno.
...
Poi, per carita', ognuno e' libero di scegliersi la morte che preferisce.
Quegli adattatori non sono poi tanto innocui, a me è capitato più di una volta di vederli esplodere... del resto non può essere diversamente: è davvero difficile garantire un funzionamento affidabile, sicuro e duraturo di uno switching che parte dalla tensione di rete in uno spazio così ridotto... per garantire un minimo di funzionalità occorre che chi lo progetta e chi lo realizza abbiano le palle e con quei trabiccoli cinesi non è così.
Poi c'è un altro aspetto ma questo vale solo per me che sono strano: io non riesco a tollerare che per fare accendere un led si debba passare per tanta complicazione.
Sì è vero che quel coso all'apparenza sembra banale ma dentro c'è un circuito complicato, ci sono qualche centinaio, o anche più, di transistor che si danno da fare tutti in sincronismo e ad alta velocità per farlo funzionare... e per fare cosa? per fare quello che una sola resistenza statica e tranquilla saprebbe fare sicuramente meglio.
"Bruno, ma costa poco!" Sì lo so, è vero: l'integrato, tutti gli altri componenti, il contenitore, il circuito stampato, l'assemblaggio, il collaudo, le tasse e pure le spese di spedizione dalla Cina, totale = 0.77$.
A voi sembra una cosa normale? A me no!
Io ho un led lampeggiante montato nell'antifurto di casa che funziona a tensione di rete con una resistenza in serie e un ponte da 25 anni senza problemi.
Ovviamente con la resistenza è pericoloso, sarebbe meglio se una massaia evitasse di assemblarlo... come pure sarebbe meglio se evitasse di sostituire una spina e anche di cambiare una lampadina.
Oggi mi sento polemico
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BrunoValente
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Molte volte in casa si hanno alimentatori di tutti i generi in più (vecchi telefoni cellulari ed altri apparecchi).
Se in soffitta trovi qualcosa hai un dispositivo affidabile ed isolato a costo nullo....
Posta le caratteristiche e poi determiniamo la resistenza da porre in serie.
Se in soffitta trovi qualcosa hai un dispositivo affidabile ed isolato a costo nullo....
Posta le caratteristiche e poi determiniamo la resistenza da porre in serie.
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BrunoValente ha scritto:Oggi mi sento polemicoStefano non te la prendere: tu sei pur sempre un informatico, io una sottospecie di analogico, ognuno con i suoi difetti
.
Ma figurati se me la prendo!
So benissimo che sarebbe uno spreco di tecnologia, se cosi' lo vogliamo chiamare, ed anch'io non penso che tutto questo sia normale.
Resta comunque il fatto che queste opportunita' ci sono e sono disponibili a costi irrisori e funzionano anche bene (tu sei il primo che conosco che lamenta un malfunzionamento).
Io ho diversi dispositivi che usano questi moduli, uno in particolare: lo switch remoto per accendere il termoventilatore in bagno. In buona sostanza avevo il problema di riuscire ad accendere il termoventilatore dal laboratorio ed essere sicuro che questo fosse veramente acceso perche' fra il bagno ed il laboratorio ci sono due solai di cui uno da 60cm.
Ho progettato un circuito e ne ho fatto il circuito stampato. Questo monta un modulino switching piccolino che mi fornisce i 5V per l'alimentazione dalla rete, il rele' ed un modulo WiFi (che monta un microcontrollore a 32bit) con un programma scritto da me che si collega ad una delle reti disponibili e mi genera una pagina web. Tramite il PC o il telefonino accedo a questa pagina (della rete WiFi domestica) ed accendo e spengo questo cavolo di termoventilatore.
E' uno spreco di tecnologia? SI, lo e' alla massima potenza.
E' proprio necessaria questa complicazione? NO, basterebbe un filo dedicato, invece in questo caso e' necessaria un'infrastruttura WiFi ed un programma non proprio banale.
Ma questa e' la soluzione piu' comoda e meno costosa, almeno per me, e l'ho realizzata.
Anche a me fa strano sapere che fra una presa di corrente ed un termoventilatore c'e' un computer potente come quello che ha fatto volare il primo Space Shuttle e che serve solo per accendere un rele' delle balle, ma tant'e'.
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TardoFreak
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