Aggiungo un'altra domanda a quella precedente.
Normativamente mi pare venga vietato, se si utilizza un differenziale di tipo B a valle, di installarne uno a monte di tipo non B (questo per i problemi di saturazione del nucleo magnetico causati dalla corrente di dispersione continua)...
Data una certa taglia di differenziale, è quantificabile la corrente continua necessaria alla saturazione del nucleo di un differenziale non di tipo B?
p.s. c'è un interessante articolo su TNE (gennaio 2016) dove si arriva alla conclusione che non c'è una sufficiente giustificazione tecnica per imporre che un interruttore differenziale debba essere di tipo B se a valle c'è un tipo B (perché si dice, garantendo la selettività tra monte e valle e quindi scegliendo una taglia di differenziale a monte con Idn > 3 x Idn a valle la saturazione del nucleo non si verifica mai)
Dimensionamento Protezione differenziale
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Jack82 ha scritto:Data una certa taglia di differenziale, è quantificabile la corrente continua necessaria alla saturazione del nucleo di un differenziale non di tipo B?
0 mA per i tipo AC
6 mA per i tipo A
10 mA per i tipo F
Queste sono le prestazioni minime come da norma. Poi è facile che a seconda del progetto possano essere più robusti di questo minimo (0,3 Idn? 0,5 Idn? chi può dirlo?).
Jack82 ha scritto:p.s. c'è un interessante articolo su TNE (gennaio 2016) dove si arriva alla conclusione che non c'è una sufficiente giustificazione tecnica per imporre che un interruttore differenziale debba essere di tipo B se a valle c'è un tipo B
Be', è quanto prescrive per esempio la norma CEI EN 62477-1.
Comunque sia, la questione come sempre è di responsabilità.
Chi è responsabile se un interruttore differenziale non è intervenuto?
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Grazie mille per la risposta...
Avrei però da porre un'altra domanda...
In uno stabilimento industriale con più di 100 ventilatori, per i quali il costruttore indica per ciascuno la necessità di un differenziale di tipo B da 300mA super resistente (K), è praticamente impossibile far digerire al cliente un esborso economico che preveda la protezione di ciascun ventilatore singolarmente, unitamente al fatto che anche tutti i differenziali a monte esistenti dovrebbero essere cambiati a favore di interruttori di tipo B. Voi cosa fareste?
E' possibile secondo voi raggruppare un certo numero di ventilatori proteggendoli con un unico differenziale? Esempio: se ho tre ventilatori trifase, qual è secondo voi la taglia del differenziale da scegliere (sempre 300mA oppure 3 volte 300mA =1A )?
Infine due dubbi:
1) se proteggo un gruppo di 3 ventilatori monofase perfettamente uguali (distribuiti sulle tre fasi) con un differenziale quadripolare, la terna delle correnti di dispersione ha risultante praticamente nulla...
stessa cosa se ho 6, 9, 12 ecc ventilatori distribuiti equamente... Mi domando in questo caso: quando interviene l'interruttore differenziale in condizioni di funzionamento normale (senza guasti) ?
2) Avendo n interruttori differenziali da 300mA tipo B super resistenti a valle, qual è la taglia e la tipologia di interruttore differenziale da installare a monte (per evitare scatti intempestivi)?
Vi ringrazio e scusate la prolissità
Avrei però da porre un'altra domanda...
In uno stabilimento industriale con più di 100 ventilatori, per i quali il costruttore indica per ciascuno la necessità di un differenziale di tipo B da 300mA super resistente (K), è praticamente impossibile far digerire al cliente un esborso economico che preveda la protezione di ciascun ventilatore singolarmente, unitamente al fatto che anche tutti i differenziali a monte esistenti dovrebbero essere cambiati a favore di interruttori di tipo B. Voi cosa fareste?
E' possibile secondo voi raggruppare un certo numero di ventilatori proteggendoli con un unico differenziale? Esempio: se ho tre ventilatori trifase, qual è secondo voi la taglia del differenziale da scegliere (sempre 300mA oppure 3 volte 300mA =1A )?
Infine due dubbi:
1) se proteggo un gruppo di 3 ventilatori monofase perfettamente uguali (distribuiti sulle tre fasi) con un differenziale quadripolare, la terna delle correnti di dispersione ha risultante praticamente nulla...
stessa cosa se ho 6, 9, 12 ecc ventilatori distribuiti equamente... Mi domando in questo caso: quando interviene l'interruttore differenziale in condizioni di funzionamento normale (senza guasti) ?
2) Avendo n interruttori differenziali da 300mA tipo B super resistenti a valle, qual è la taglia e la tipologia di interruttore differenziale da installare a monte (per evitare scatti intempestivi)?
Vi ringrazio e scusate la prolissità
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Ci sono un po' di cose che non vanno.
250 mA di dispersione in assenza di guasto non è possibile, non rispetta la IEC 61140.
Non sarebbe necessario proteggere ogni apparecchio con un suo differenziale: se il fabbricante lo prescrive evidentemente vuole tutelarsi da eventuali fuori servizio.
In generale mi chiedo se serva avere tanti differenziali uno sopra l'altro. Siamo in TT o in TN ?
250 mA di dispersione in assenza di guasto non è possibile, non rispetta la IEC 61140.
Non sarebbe necessario proteggere ogni apparecchio con un suo differenziale: se il fabbricante lo prescrive evidentemente vuole tutelarsi da eventuali fuori servizio.
In generale mi chiedo se serva avere tanti differenziali uno sopra l'altro. Siamo in TT o in TN ?
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6367 ha scritto:Ci sono un po' di cose che non vanno.
250 mA di dispersione in assenza di guasto non è possibile, non rispetta la IEC 61140.
Non sarebbe necessario proteggere ogni apparecchio con un suo differenziale: se il fabbricante lo prescrive evidentemente vuole tutelarsi da eventuali fuori servizio.
In generale mi chiedo se serva avere tanti differenziali uno sopra l'altro. Siamo in TT o in TN ?
Si, in verità il valore di 250mA era un errore...ho chiamato il produttore, i valori reali sono (ventilatori monofase I< 3.5mA, trifase I<10mA...ma ha affermato che durante non meglio definiti transitori la corrente di dispersione possa salire, da qui la necessità di una protezione con soglia 300mA)...
Il sistema è un TT per cui i differenziali sono praticamente d'obbligo...
Qualche suggerimento / idea su come sia meglio procedere?
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Valuta l'installazione di un trasformatore in doppio isolamento.
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arabino1983
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arabino1983 ha scritto:Valuta l'installazione di un trasformatore in doppio isolamento.
Grazie per il suggerimento, in effetti in alcuni casi può essere la soluzione ma non per grandi impianti molto estesi.
Vorrei aggiungere alla discussione due domande...
1) ho dei ventilatori monofase per i quale il costruttore richiederebbe una protezione differenziale di tipo A o di tipo B; ora, per motivi pratici, questi ventilatori saranno alimentati a gruppi di 3 (ciascuno collegato tra una fase diversa ed il neutro). Ogni gruppo sarà protetto da un interruttore magnetotermico differenziale quadripolare. Domanda: il differenziale in questione può essere del tipo A oppure, essendo il carico di fatto trifase, è necessario un tipo B?
2)Ho degli inverter per i quali il costruttore indica un valore di corrente di dispersione in AC (max 7mA) e un valore di corrente di dispesione in DC (max 159mA ... non ho letto male, è proprio 159mA).
Sul manuale dell'inverter però c'è scritto chiaramente che l'inverter può essere protetto sia da un magnetormico o fusibile sia da un magnetotermico differenziale (non viene indicato il tipo) ma che, in quest'ultimo caso, è possibile che si soffrano degli scatti intempestivi (sembra che, per questa ragione, il differenziale non venga consigliato).
Ho anche telefonato al costruttore...mi è stata confermata questa grandissima "libertà di scelta" ...differenziale "si" o "no" non cambia nulla, se differenziale si, allora va bene sia il tipo AC, A o B...non importa.
Addirittura mi è stato detto che se utilizzo un differenziale di tipo AC la corrente da considerare per la scelta della taglia è 7mA mentre se uso un tipo B devo considerare 159mA come se utilizzando un differenziale di tipo AC la componente continua sparisse in qualche buco nero...
Vi sembra una cosa plausibile???
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arabino1983 ha scritto:Valuta l'installazione di un trasformatore in doppio isolamento.
Cioè?
Jack82 ha scritto:il differenziale in questione può essere del tipo A oppure, essendo il carico di fatto trifase, è necessario un tipo B?
Solo il costruttore te lo può dire. E' una questione di responsabilità.
Jack82 ha scritto:un valore di corrente di dispesione in DC (max 159mA ... non ho letto male, è proprio 159mA).
E' stato abbondante!
Jack82 ha scritto:Sul manuale dell'inverter però c'è scritto chiaramente che l'inverter può essere protetto sia da un magnetormico o fusibile sia da un magnetotermico differenziale (non viene indicato il tipo) ma che, in quest'ultimo caso, è possibile che si soffrano degli scatti intempestivi (sembra che, per questa ragione, il differenziale non venga consigliato).![]()
In effetti in un TN forse il magnetotermico potrebbe bastare.
Jack82 ha scritto:Ho anche telefonato al costruttore...mi è stata confermata questa grandissima "libertà di scelta" ...differenziale "si" o "no" non cambia nulla, se differenziale si, allora va bene sia il tipo AC, A o B...non importa.
Fattelo mettere per iscritto.
Jack82 ha scritto:Addirittura mi è stato detto che se utilizzo un differenziale di tipo AC la corrente da considerare per la scelta della taglia è 7mA mentre se uso un tipo B devo considerare 159mA come se utilizzando un differenziale di tipo AC la componente continua sparisse in qualche buco nero...
Ah, beh certo. Con questa DC il differenziale AC resta accecato!
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6367 ha scritto:arabino1983 ha scritto:Valuta l'installazione di un trasformatore in doppio isolamento.
Cioè?
No corrente di guasto a terra, no differenziali.
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arabino1983
568 3 4 8 - Sostenitore

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trasformatore in doppio isolamento di isolamento
Sebastiano
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"Eo bos issettaìa, avanzade e non timedas / sas ben'ennidas siedas, rundinas, a domo mia" (P. Mossa)
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