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analogico e digitale: dematerializzazione

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[1] analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentemarc96 » 14 dic 2017, 20:41

Secondo voi è possibile affermare che l'informazione digitale è dematerializzata in quanto associabile soltanto ad un numero, mentre l'informazione analogica non si può dissociare da una grandezza fisica di supporto (tensione, corrente, campo magnetico, ... anche se questo supporto si può convertire...) ?
Io sarei propenso di si ma gradirei il vostro parere.
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[2] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentebiget » 14 dic 2017, 21:03

nonsense
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[3] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentedadduni » 14 dic 2017, 21:04

Per come la vedo io l' elettronica digitale è un "sottoinsieme" dell'analogica. Certo, un livello di astrazione numerica che l analogica forse non permette ma sempre di transistor e tensioni si parla.
Quando dici 1 e 0 e li affianchi a creare byte e numeri, non stai comunque usando la grandezza fisica di supporto che è la tensione alta (1)/bassa (0)?
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[4] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentemarc96 » 14 dic 2017, 21:53

dadduni ha scritto:Quando dici 1 e 0 e li affianchi a creare byte e numeri, non stai comunque usando la grandezza fisica di supporto che è la tensione alta (1)/bassa (0)?

Dopo che l'informazione è estratta, e tra l'altro in termini di numero naturale, questa può essere completamente isolata dalla "tensione alta/bassa" e diventa un fatto mentale, se me lo consentite. Cos'è un numero?
Si può fare lo stesso con l'informazione analogica?
Può darsi che sia un nonsense...
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[5] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 15 dic 2017, 0:23

marc96 ha scritto:Si può fare lo stesso con l'informazione analogica?

Sì. Invece di numeri naturali usi numeri reali o complessi (o funzioni degli stessi).

Oppure digitalizzi l'informazione analogica con errore di quantizzazione sotto la soglia del rumore, e con frequenza di campionamento che soddisfi il teorema di Nyquist, e hai ricondotto l'informazione analogica al caso digitale.

Comunque un supporto fisico (fatto di materia o energia) per veicolare l'informazione, sia analogica che digitale, ci vuole sempre.
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[6] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentedadduni » 15 dic 2017, 10:00

E aggiungerei che serve anche sempre uno strumento di misura per legarsi alle quantità fisiche. In analogico possiamo misurare 4V (oscilloscopio/voltmetro) in digitale possiamo scrivere 0100 che lo si vede in vari modi (PC, debbugger, analizzatore stati logici) ma sono sempre strumenti legati alla fisicità della misura.
Il fatto che con i processori si possa programmare ad un livello di astrazione più alto è un altro discorso, a noi sembra astrarre ma solo perché il compilatore fa il lavoro sporco di riportare tutto in segnali di controllo che il processore possa elaborare... e già siamo tornati ad un livello basso in cui vanno gestite tensioni e scritture in singoli registri!
Certamente il python ha un'astrazione ben diversa dal C ma il processore parla una lingua sola, ed è di basso livello e legata a Singoli egnali "analogici"
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[7] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 dic 2017, 10:21

Anche l’informazione digitale è veicolata da una tensione o da una corrente.

Comunque l’informazione è strettamente correlata con il concetto di energia, non importa se analogica, digitale, meccanica (bandiera alzata o abbassata), chimica (DNA) o altro.
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[8] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto UtenteBrunoValente » 15 dic 2017, 18:01

Eviterei il termine "dematerializzazione", che mi sa di fantascienza, direi che semplicemente "trasduzione" sia più corretto.

E' il trasduttore che produce una nuova grandezza in un ambito completamente diverso da quello dove il fenomeno da controllare/misurare è originato, ad esempio un microfono produce segnali elettrici che non hanno nulla a che fare con i suoni ma che sono ad essi "corrispondenti" tramite una funzione matematica in questo caso lineare (o quasi), quindi, se vogliamo, già dopo la trasduzione si è perso qualsiasi collegamento con la realtà del fenomeno.

Un trasduttore che produce una grandezza analogica può essere seguito o meno da un convertitore analogico-digitale ma la sostanza non cambia, il distacco completo dalla realtà del fenomeno è già avvenuto nel processo di trasduzione.

Alcuni trasduttori, come gli encoder, non passano per l'analogico, producono direttamente una grandezza digitale, o meglio la parte analogica non arriva a diventare elettrica, resta meccanica, la trasduzione in elettrica avviene insieme alla conversione in digitale, non prima.
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[9] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto Utentemarc96 » 15 dic 2017, 21:22

Ringrazio tutti per le cortesi risposte e spero di non esagerare con una replica perché anche io ho dei dubbi su quello che affermo.
GuidoB ha scritto: Comunque un supporto fisico (fatto di materia o energia) per veicolare l'informazione, sia analogica che digitale, ci vuole sempre

Supponiamo che vogliamo memorizzare l'informazione ed usiamo ... la nostra memoria! E' un particolare supporto fisico.
Se è digitale lo possiamo fare, certamente non molti campioni ma è possibile e senza commettere errori oltre quello di quantizzazione.
Se è analogica come facciamo a memorizzare gli infiniti valori in un intervallo di tempo piccolo a piacere e per giunta valori reali? Quando uso il brutto termine "dematerializzazione" intendo questo.
A mio avviso l'informazione analogica (dopo che è stata acquisita tramite sensori OK) per essere, elaborata, trasmessa. memorizzata ecc..., necessita di un supporto fisico, ad es. un nastro magnetico, e non si può ridurre ad un un ente astratto puramente mentale.
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[10] Re: analogico e digitale: dematerializzazione

Messaggioda Foto UtentePietroBaima » 15 dic 2017, 21:26

quel che dici é un nonsense.
Hai letto il mio commento?
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