Parallelo fra generatori
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mario_maggi,
fpalone
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Credo che quello 0.25% si riferisca all'errore di frequenza a regime, che è dettato solamente dal regolatore secondario, che gestisce anche la ripartizione in parallelo tra gruppi: infatti per la classe più prestazionale (G3) la norma ammette un massimo dello 0.5% di errore a regime permanente.
Tempi di reazione di 1-3 secondi possono forse fare riferimento a gruppi più piccoli (1 s) e gruppi più grandi (3-4 s).
Tempi di reazione di 1-3 secondi possono forse fare riferimento a gruppi più piccoli (1 s) e gruppi più grandi (3-4 s).
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Non può che essere l'errore a regime rispetto alla frequenza impostata; per il transitorio specifica solo la sua durata non l'entità delle escursioni di frequenza.
Per quanto riguarda le oscillazioni di frequenza durante il transitorio ribadiamo allora i valori massimi ammessi dalla norma, nonché il tempo di assestamento
7,5 Hz per livello G1; 10 secondi
5 Hz per il livello G2; 5 secondi
3,5 Hz per il livello G3; 3 secondi
Per quanto riguarda le oscillazioni di frequenza durante il transitorio ribadiamo allora i valori massimi ammessi dalla norma, nonché il tempo di assestamento
7,5 Hz per livello G1; 10 secondi
5 Hz per il livello G2; 5 secondi
3,5 Hz per il livello G3; 3 secondi
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Non ho esperienza sui paralleli, ma in effetti anche per il funzionamento in riserva, pare pure a me che 0,25% sia troppo bassa come percentuale. Concordo con
fpalone sul fatto che possa riferirsi all'errore a regime.
I tempi di reazione sono verosimili.
I tempi di reazione sono verosimili.
Igor
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elettrodomus
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admin ha scritto:Robi64 ha scritto:Uscire dal parallelo cosa implica?
Un aumento del carico per il generatore che rimane
Intendo come avviene ovvero uno dei due diminuisce la velocità di rotazione oppure aumenta, oppure entrambi modificano l'assetto, cioè la procedura che viene eseguita con le implicazioni sulle grandezze in gioco.
In base a quello che abbiamo detto finora mi sembra che o uno dei due cioè quello che rimane a generare aumenta temporaneamente la frequenza, poi quando l'altro si scollega si riporta alla frequenza dettata dallo statismo.
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Poiché aumenta il carico quello che rimane diminuisce la frequenza in base allo statismo impostato
Supponiamo due generatori uguali con lo stesso statismo.
Quando alimentano un carico
in parallelo se lo suddividono in parti uguali funzionando alla frequenza
.
Quando G2 esce dal parallelo ed il carico è immutato, G1 fornisce tutta la potenza
ad una frequenza
inferiore.
Con le caratteristiche statiche frequenza-Potenza per il funzionamento a regime, si hanno i grafici
Supponiamo due generatori uguali con lo stesso statismo.
Quando alimentano un carico
in parallelo se lo suddividono in parti uguali funzionando alla frequenza
. Quando G2 esce dal parallelo ed il carico è immutato, G1 fornisce tutta la potenza
ad una frequenza
inferiore.Con le caratteristiche statiche frequenza-Potenza per il funzionamento a regime, si hanno i grafici
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Cioè vuoi dire che non c'è una gestione del transito da un assetto all'altro. Semplicemente un generatore si scollega e l'altro comincia a regolare secondo lo statismo impostato (sempre a parità di carico).
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Non so cosa tu abbia in mente con gestione del transito, come pensi debba avvenire, cos'è che non va in quanto scritto in precedenza.
Senz'altro ci sarà una logica di gestione del carico, nel senso che si stabilirà quando un generatore deve entrare in parallelo e quando deve uscirne, logica che stabilisce chi conosce l'applicazione, oltre che i gruppi elettrogeni. All'inserzione si dovrà rispettare la procedura di avviamento e così alla disinserzione, procedura descritta dal costruttore del gruppo. Dopo che un generatore è disinserito l'altro si prende tutto il carico che c'è. Si suppone ovviamente che la logica sia che la disinserzione può avvenire quando la potenza da erogare è erogabile da quello che rimane in funzione il quale si assesterà sulla frequenza che nella caratteristica statica corrisponde alla potenza da erogare, con un transitorio del tipo di quelli descritti. Può darsi sia opportuno che il suo statismo sia in tal caso posto a zero come è consigliabile quando un gruppo lavora in isola.
Insomma qualcuno che ci capisce qualcosa sul posto, che conosce il problema da affrontare e ne progetta la soluzione, ci dovrà pur essere.
Io qui su una tastiera con qualche libro in mano con nessuna esperienza pratica al riguardo non riesco a fare molto di più che scrivere di alcune nozioni teoriche di base.
Senz'altro ci sarà una logica di gestione del carico, nel senso che si stabilirà quando un generatore deve entrare in parallelo e quando deve uscirne, logica che stabilisce chi conosce l'applicazione, oltre che i gruppi elettrogeni. All'inserzione si dovrà rispettare la procedura di avviamento e così alla disinserzione, procedura descritta dal costruttore del gruppo. Dopo che un generatore è disinserito l'altro si prende tutto il carico che c'è. Si suppone ovviamente che la logica sia che la disinserzione può avvenire quando la potenza da erogare è erogabile da quello che rimane in funzione il quale si assesterà sulla frequenza che nella caratteristica statica corrisponde alla potenza da erogare, con un transitorio del tipo di quelli descritti. Può darsi sia opportuno che il suo statismo sia in tal caso posto a zero come è consigliabile quando un gruppo lavora in isola.
Insomma qualcuno che ci capisce qualcosa sul posto, che conosce il problema da affrontare e ne progetta la soluzione, ci dovrà pur essere.
Io qui su una tastiera con qualche libro in mano con nessuna esperienza pratica al riguardo non riesco a fare molto di più che scrivere di alcune nozioni teoriche di base.
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Allora lImito la mia domanda a quest'ultima parte del mio post precedente premettendo che : "Quando un generatore deve uscire dal parallelo allora "
Quando un generatore deve uscire dal parallelo implica che la richiesta di potenza è scesa ad un livello tale che può essere presa in carico dall'altro così come quando un generatore entra in parallelo è perché la potenza cresce e si avvicina alla nominale dell'altro superando una soglia impostabile.
Avrei detto che succedeva questo
Solo questo volevo dire. Osservando il fenomeno mi sembrava, prima di sentire il rumore degli interruttori, di vedere delle fluttuazioni della frequenza che mi facevano pensare a quanto dice EcoTan a cui
mi verrebbe automatico aggiungere che nel contempo, se uno si scarica, l'altro comincia a prendersi quanto l'altro si scarica.
Tuttavia se mi dite che queste strategie sono solo teoriche mi va bene la spiegazione
Robi64 ha scritto:un generatore si scollega e l'altro comincia a regolare secondo lo statismo impostato (sempre a parità di carico).
Quando un generatore deve uscire dal parallelo implica che la richiesta di potenza è scesa ad un livello tale che può essere presa in carico dall'altro così come quando un generatore entra in parallelo è perché la potenza cresce e si avvicina alla nominale dell'altro superando una soglia impostabile.
Avrei detto che succedeva questo
EcoTan ha scritto:Robi64 ha scritto:non c'è una gestione del transito
Si potrebbe anche scaricare un alternatore prima di sconnetterlo, per avere un minore sbalzo, cosa piuttosto teorica.
Solo questo volevo dire. Osservando il fenomeno mi sembrava, prima di sentire il rumore degli interruttori, di vedere delle fluttuazioni della frequenza che mi facevano pensare a quanto dice EcoTan a cui
mi verrebbe automatico aggiungere che nel contempo, se uno si scarica, l'altro comincia a prendersi quanto l'altro si scarica.
Tuttavia se mi dite che queste strategie sono solo teoriche mi va bene la spiegazione
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