Oscilloscopio open source realizzato con una Orange Pi Zero (Cortex-A7 Quad-core 1.2 GHz), un ADC MCP3201 (12 bit 100ksps), con display 3.5" (bus SPI) e una manciata di altri componenti tra cui un connettore BNC per la sonda, costo 45 $:
https://hackaday.io/project/90259-cloud-oscilloscope
http://dronov.net/
Ci sono i file per stampare in 3D il case.
Cloud Oscilloscope
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Ciò che colpisce è il circuito stampato a dir poco medioevale: due resistenze PTH, qualche condensatore, un modulo premontato et voilà, il sistema sta in piedi.
È un momento molto interessante per l'elettronica amatoriale: la settimana scorsa ho ordinato 5 PCB a doppia faccia dalla Cina, me ne sono arrivati 10. Ordinati al mercoledì, spediti al giovedì, arrivati lunedì con un DHL Express. Perfetti. 12$ tutto incluso.
Io vedo un fattore determinante in tutto questo: i produttori di silicio, di moduli premontati, di dispositivi di sviluppo (RasPI, Arduino, etc.) hanno un solo scopo esistenziale: penetrare il mercato. A nessuno interessa una scheda iper potente da 100€, o un kit semisconosciuto. Contano tre cose: reperibilità, prezzo e supporto.
Con queste premesse, praticamente chiunque può cimentarsi nel costruire di tutto.
Curiosamente, nella comunità dei cosiddetti maker, vedo ben pochi dei progetti che una volta andavano per la maggiore: alimentatori, apparecchi RF, amplificatori discreti (magari a valvole!). In questi tre settori vige ancora la regola dell'esperienza e della buona progettazione.
Un RasPI mal collegato, mal che vada non si accende o lancia un errore software. Un alimentatore mal progettato ti sputa il fumo in faccia senza tanti complimenti.
È un momento molto interessante per l'elettronica amatoriale: la settimana scorsa ho ordinato 5 PCB a doppia faccia dalla Cina, me ne sono arrivati 10. Ordinati al mercoledì, spediti al giovedì, arrivati lunedì con un DHL Express. Perfetti. 12$ tutto incluso.
Io vedo un fattore determinante in tutto questo: i produttori di silicio, di moduli premontati, di dispositivi di sviluppo (RasPI, Arduino, etc.) hanno un solo scopo esistenziale: penetrare il mercato. A nessuno interessa una scheda iper potente da 100€, o un kit semisconosciuto. Contano tre cose: reperibilità, prezzo e supporto.
Con queste premesse, praticamente chiunque può cimentarsi nel costruire di tutto.
Curiosamente, nella comunità dei cosiddetti maker, vedo ben pochi dei progetti che una volta andavano per la maggiore: alimentatori, apparecchi RF, amplificatori discreti (magari a valvole!). In questi tre settori vige ancora la regola dell'esperienza e della buona progettazione.
Un RasPI mal collegato, mal che vada non si accende o lancia un errore software. Un alimentatore mal progettato ti sputa il fumo in faccia senza tanti complimenti.
Alberto.
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Vale il discorso fatto nell'altro thread sull'oscilloscopio da 10 US$: dove sono le specifiche?
Del resto, che importanza hanno se c'è pure il contenitore da stampare in 3D?
Sono vecchio, perché dal nel titolo di un progetto simile mi aspetterei di leggere
ma invece si legge
Del resto, che ti frega della banda passante della risoluzione o del sampling rate se puoi caricare lo screenshot direttamente in cloud????
WOW!
P.S. Mi associo a brabus per il commento sullo stampato: inguardabile.
E non solo: non è neppure fatto con un minimo di cura nei riguardi dei piani di massa, delle alimentazioni... è un emblema del decadimento della cultura elettronica dei nostri giorni.
Del resto, che importanza hanno se c'è pure il contenitore da stampare in 3D?
Sono vecchio, perché dal nel titolo di un progetto simile mi aspetterei di leggere
5 MHz repetitive (50 kHz single shot) bandwidth, 10 bit effective vertical resolution, single channel digital oscilloscope.
ma invece si legge
A 45$ open source oscilloscope built on Orange Pi Zero. You can make oscillograms, upload it to cloud service, make diffs and share them.
Del resto, che ti frega della banda passante della risoluzione o del sampling rate se puoi caricare lo screenshot direttamente in cloud????
WOW!
P.S. Mi associo a brabus per il commento sullo stampato: inguardabile.
E non solo: non è neppure fatto con un minimo di cura nei riguardi dei piani di massa, delle alimentazioni... è un emblema del decadimento della cultura elettronica dei nostri giorni.
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venexian ha scritto:Vale il discorso fatto nell'altro thread sull'oscilloscopio da 10 US$: dove sono le specifiche?
Sono quelle del ADC utilizzato MCP3201, come ho indicato ha una risoluzione di 12 bit con 100 ksps, quindi molto lontane rispetto a un oscilloscopio professionale.
E' open source quindi in qualche modo è migliorabile la parte software con aggiunte di funzioni. Orange Pi Zero utilizzata ha potenza di calcolo sufficiente per fare parecchie elaborazioni sul segnale d'ingresso.
lo schema (non particolarmente curato) della parte analogica è il minimo indispensabile per un ingresso di un oscilloscopio.
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xyz ha scritto:venexian ha scritto:Vale il discorso fatto nell'altro thread sull'oscilloscopio da 10 US$: dove sono le specifiche?
Sono quelle del ADC utilizzato MCP3201, come ho indicato ha una risoluzione di 12 bit con 100 ksps, quindi molto lontane rispetto a un oscilloscopio professionale.
No, no, non ci siamo proprio.
Le specifiche di un oscilloscopio hanno ben poco a che vedere con le specifiche di un ADC: è possibile fare un oscilloscopio da 100 MHz, utilizzando un convertitore da 100 ks/s! Dipende se si parla di banda passante ripetitiva o 'single shot'.
E poi, quanto è la profondità di memoria? La banda passante analogica? L'impedenza di ingresso? Com'è fatto il trigger?
Il non specificare questi dati non dipende da quanto è 'professionale' (leggi costoso) l'oggetto cui ci si riferisce. Il non specificarlo è semplice pura e trasparente ignoranza.
L'aggettivo professionale non ha nulla a che fare con le specifiche: si può fare un oscilloscopio professionale da 100 ks/s e da 45 US$, se nel limite delle sue specifiche lo si può utilizzare in modo proficuo per fare delle misure affidabili.
Quella 'cosa' non è professionale non perché costa 45 US$, ma perché è 'progettata' da chi di elettronica e di misure non ha capito assolutamente nulla.
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venexian ha scritto:(...)
Le specifiche di un oscilloscopio hanno ben poco a che vedere con le specifiche di un ADC: è possibile fare un oscilloscopio da 100 MHz, utilizzando un convertitore da 100 ks/s! Dipende se si parla di banda passante ripetitiva o 'single shot'.(...)
Chapeau! Finalmente qualcuno che ha capito il concetto!

Ti assicuro che molti elettronici non sarebbero in grado di comprendere ciò che hai scritto.
Alberto.
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Ti ringrazio del complimento.
Comunque, fosse solo questo...
Nessuno parla della distorsione (sin x)/x dovuta al campionamento, di quella dovuta al jitter del clock, per non parlare delle impedenze dinamiche dovute alla variazione del tempo di sampling...
Molte di queste sono correggibili via software in modo semplice per ottenere un vero strumento di misura, ma pare che dell'elettronica non freghi niente a nessuno: conta solo postare immagini fiche su fb e avere tanti, tanti like da parte di altri che capiscono ancora meno di chi ha postato.
Ciò che lascia perplessi è tutte queste informazioni sono sui libri, sono sui datasheet, sono nei corsi universitari che si trovano in rete, ma pare sia nata una nuova refrattarietà al nozionismo, come se fosse possibile farne a meno, come se 'open source' fosse un passepartout che permette di saltare ogni necessità di conoscenza su qualsiasi argomento... Mah.
Vedo comunque con piacere che almeno qualcuno di diverso c'è, e restituisco il 'Chapeau'.
Comunque, fosse solo questo...
Nessuno parla della distorsione (sin x)/x dovuta al campionamento, di quella dovuta al jitter del clock, per non parlare delle impedenze dinamiche dovute alla variazione del tempo di sampling...
Molte di queste sono correggibili via software in modo semplice per ottenere un vero strumento di misura, ma pare che dell'elettronica non freghi niente a nessuno: conta solo postare immagini fiche su fb e avere tanti, tanti like da parte di altri che capiscono ancora meno di chi ha postato.
Ciò che lascia perplessi è tutte queste informazioni sono sui libri, sono sui datasheet, sono nei corsi universitari che si trovano in rete, ma pare sia nata una nuova refrattarietà al nozionismo, come se fosse possibile farne a meno, come se 'open source' fosse un passepartout che permette di saltare ogni necessità di conoscenza su qualsiasi argomento... Mah.
Vedo comunque con piacere che almeno qualcuno di diverso c'è, e restituisco il 'Chapeau'.
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questo mi sembra uno spunto interessante per un'analisi, magari per interpretare la tendenza e prefigurare uno scenario da qui a 5 o 10 anni.brabus ha scritto:(...) Io vedo un fattore determinante in tutto questo: i produttori di silicio, di moduli premontati, di dispositivi di sviluppo (RasPI, Arduino, etc.) hanno un solo scopo esistenziale: penetrare il mercato. A nessuno interessa una scheda iper potente da 100€, o un kit semisconosciuto. Contano tre cose: reperibilità, prezzo e supporto.
Con queste premesse, praticamente chiunque può cimentarsi nel costruire di tutto (...)
ma mi pare non sia stato magnificato quale surrogato per operare in un contesto professionale.venexian ha scritto:No, no, non ci siamo proprio (...)
Il biasimo sulla carente esposizione delle peculiarità varrebbe per un discorso di vetrina, trasformarlo in una critica per denigrare è altra cosa, a mio parere.
Lasciando la critica della critica, passerei alla proposta: se ci si proponesse di colmare lacune d'ignoranza, mi sembrerebbe interessante trasformare la competenza di quelle esternazioni in un articolo sull'oscilloscopio, ce ne sarebbe da scrivere.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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WALTERmwp ha scritto: ma mi pare non sia stato magnificato quale surrogato per operare in un contesto professionale.
Ho già scritto
venexian ha scritto:L'aggettivo professionale non ha nulla a che fare con le specifiche: si può fare un oscilloscopio professionale da 100 ks/s e da 45 US$
Ci sono cose fatte bene e cose fatte male, indipendentemente dal loro costo e dall'uso professionale o amatoriale che sia.
Normalmente, il costo è una funzione crescente con le prestazioni, ma la qualità di un progetto non ha nulla a che vedere con il suo posizionamento nella scala delle prestazioni. Ci sono voltmetri professionali a 7 1/2 cifre, ma questo non significa che i voltmetri a 3 1/2 cifre non lo siano. Ci sono voltmetri professionali a 3 1/2 cifre perché sono stati progettati in modo corretto. Probabilmente costano tanto quanto, o ben poco di più di quelli a 3 1/2 cifre fatti male.
WALTERmwp ha scritto:Lasciando la critica della critica, passerei alla proposta: se ci si proponesse di colmare lacune d'ignoranza, mi sembrerebbe interessante trasformare la competenza di quelle esternazioni in un articolo sull'oscilloscopio, ce ne sarebbe da scrivere.
Mi pare che la tua proposta non lasci affatto la critica: la forma dubitativa e il definire 'esternazioni' i miei commenti la dicono lunga.
Lasciando la mia critica alla tua critica, ti spiego perché non scriverò un tale articolo: primo perché non sono un elettronico e l'elettronica la sto studiando come altri studenti su questo sito, ma sopratutto perché queste informazioni ci sono già. Basta leggere un qualsiasi (decente) testo di misure, oppure cercare una application note dei vari costruttori di convertitori, o ancora un qualsiasi opuscolo informativo dei vari costruttori di oscilloscopi (professionali) sul mercato.
E poi, a chi interesserebbe un articolo sugli oscilloscopi che non tratti la cosa basandosi su Arduino, Cloud, Open Source, Pinguini vari, ecc. ecc? Inutile, lo si capisce prima di scriverlo.
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Penso che il mercato e le comunità di appassionati si stiano un po' assestando in questo modo: fino a prova contraria nessun progetto viene davvero preso sul serio. Per molti progetti, questo incluso, l'autore spende diverso tempo cercando di vendere più la volontà di costruire qualcosa che altro. Infatti non si cura granché di dare specifiche o misure, oppure dell'idea di fare un progetto completo e documentato. L'aggeggio viene concepito per far colpo su un po' di gente e magari dare qualche spunto...null'altro di serio.
Poi magari qualcuno lo usa un poco, prova a farlo, si stufa...eccetera. Insomma non lo vedo come un progetto come lo si intende in altri ambiti
Poi magari qualcuno lo usa un poco, prova a farlo, si stufa...eccetera. Insomma non lo vedo come un progetto come lo si intende in altri ambiti
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