Era così.
Adesso ho visto anche volumi unici di programmazione e controlli automatici (se non ricordo male)
Problemi di base coi transistor : un esempio
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Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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EdmondDantes
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Io ho preso in cartaceo le edizioni recenti dell'Impallomeni, ma il confronto con i precedenti PDF è al limite dell'impietoso. Ovviamente non è colpa degli autori (che sono gli stessi quindi non si può certo dire che non sappiano il fatto loro) ma del degrado dell'istruzione nel paese e il conseguente riflesso sui programmi ministeriali.
Il discorso si potrebbe ampliare e mostrerebbe uno scenario anche peggiore. L'unico, sottolineo l'unico libro che mi ha permesso di capire come funziona un transistor l'ha scritto un americano nei primi anni '70 e quando non capisco una cosa quasi sempre riesco a capirla con i libri americani di quel periodo. Anche se il motivo non è nobile (gli USA intrapresero un enorme programma educativo anche per avere un vivaio di cervelli da opporre all'URSS) il fine è stato raggiunto: chiarezza come se piovesse, figure fantastiche e una gran voglia di spiegarsi che supera tranquillamente i limiti di un testo scritto. Ma anche le riviste italiane degli anni '50 e '60 sono sulla stessa linea. Esistevano tante persone che volevano ampliare i propri orizzonti e l'educazione era un valore. Questo produsse la pressione selettiva sul materiale didattico, e questo oggi purtroppo non c'è quasi più: l'istruzione deve preparare il futuro "schiavo", l'offerta è superiore alla domanda quindi lo studente si arrangi.
Il discorso si potrebbe ampliare e mostrerebbe uno scenario anche peggiore. L'unico, sottolineo l'unico libro che mi ha permesso di capire come funziona un transistor l'ha scritto un americano nei primi anni '70 e quando non capisco una cosa quasi sempre riesco a capirla con i libri americani di quel periodo. Anche se il motivo non è nobile (gli USA intrapresero un enorme programma educativo anche per avere un vivaio di cervelli da opporre all'URSS) il fine è stato raggiunto: chiarezza come se piovesse, figure fantastiche e una gran voglia di spiegarsi che supera tranquillamente i limiti di un testo scritto. Ma anche le riviste italiane degli anni '50 e '60 sono sulla stessa linea. Esistevano tante persone che volevano ampliare i propri orizzonti e l'educazione era un valore. Questo produsse la pressione selettiva sul materiale didattico, e questo oggi purtroppo non c'è quasi più: l'istruzione deve preparare il futuro "schiavo", l'offerta è superiore alla domanda quindi lo studente si arrangi.
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EdmondDantes ha scritto:Riesci ad allegare l'immagine senza usare siti esterni?
Quando rispondi, vai nella scheda invia allegato, in basso. Fai sfoglia, scegli il file e poi premi aggiungi file. Poi ti spiego come scrivere le formule.
Ciao,
in allegato invio l'immagine del circuito.
Mi son dimenticata di inviarlo ieri anche per il fatto che questo stesso forum permette di inserire immagini tramite link a siti esterni e dunque, proprio per tale motivo, non avrei immaginato che il link potesse costituire un problema.
Ciao, grazie
Chiara
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Quanto dici è corretto, ma anche la Vcc deve essere maggiore di Vbb più la caduta di tensione su Rc altrimenti la giunzione cb viene polarizzata direttamente.
Non vedo altre domande, per quanto riguarda l'iserimento dei pedici, su questo forum si fa in con latex:
ecc...
Non vedo altre domande, per quanto riguarda l'iserimento dei pedici, su questo forum si fa in con latex:
ecc...
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Fantastico, il problema della polarizzazione diretta a séguito delle FEM dei generatori è un ottimo modo per mettere un mattoncino nel piccolo edificio della mia comprensione del transistor, al momento solo agli inizi.
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EdmondDantes ha scritto:Era così.
Adesso ho visto anche volumi unici di programmazione e controlli automatici
Ho giusto preso il caffè con il 'donatore' dei libri, sperando non si ricordasse che me li aveva 'prestati'...
Mi ha confermato che elettrotecnica era divisa addirittura in due insegnamenti: elettrotecnica e macchine elettriche, poi c'era elettronica 1, elettronica 2 e tecnologia (l'equivalente di dispositivi elettronici a ingegneria). Controlli automatici era un insegnamento a parte chiamato 'elettronica industriale' suddiviso in teoria (appunto controlli), e pratica (sensori, attuatori e impianti).
Alla faccia del programma! Praticamente sovrapponibile (*) a quello del triennio di ingegneria.
Però, un dramma: non avevano ancora Arduino...
(*) Non con lo stesso approfondimento, questo è ovvio.
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Ancora pochi anni e arriveremo ad avere un sussidiario elettrico, meccanico, chimico...
Che tristezza.
P.S.
e poi leggo di iscritti che desiderano sapere se lo studio della chimica è fondamentale per affrontare quell'altra materia e così via.
È solo colpa dei programmi? Non credo.
Chiara96 hai ricevuto un paio di risposte. Se hai ancora dei dubbi dovresti intervenire in tal senso.
Che tristezza.
P.S.
e poi leggo di iscritti che desiderano sapere se lo studio della chimica è fondamentale per affrontare quell'altra materia e così via.
È solo colpa dei programmi? Non credo.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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EdmondDantes
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Non sarei così pessimista. Le materie di studio si evolvono.
Una volta non c'erano i calcolatori, quindi niente informatica, protocolli di comunicazione, configurazione dei sistemi operativi, conversioni analogico -digitali e viceversa.
Integrando ci si sposta dai componenti ai sistemi, ci si allontana dalla fisica e dalla elettronica a basso livello, certo che una conoscenza di base è sempre utile/indispensabile.
Negli anni 920-30 c'erano ancora piccole ditte che costruivano in laboratorio i tubi elettronici, a partire dal filamento di tungsteno, inserendo gli elettrodi e soffiando il vetro. Ora è storia.
Per
Chiara96 :
il primo obiettivo è studiare per superare l'esame.
Però conoscere un rudimento di elettronica pratica non guasterebbe:
- almeno acquistare un multimetro e imparare ad adoperarlo.
- leggere qualche rivista per hobbisti, per esempio RadioKit elettronica, ci sono vari livelli di articoli, si trova sempre qualcosa per principianti.
Agli aspiranti all'assunzione, alle volte si chiedeva di progettare un circuito di pilotaggio di una lampadina
a partire da un segnale 0-5V.
O di spiegare come funziona il boiler elettrico domestico (tenbsinoi ,potenze, ecc.)
Si capisce subito se hanno pratica dell'elettronica.
Poi ci sono anche persone valide in matematica/teoria che si dichiarano non interessate all'elettronica spicciola..
Una volta non c'erano i calcolatori, quindi niente informatica, protocolli di comunicazione, configurazione dei sistemi operativi, conversioni analogico -digitali e viceversa.
Integrando ci si sposta dai componenti ai sistemi, ci si allontana dalla fisica e dalla elettronica a basso livello, certo che una conoscenza di base è sempre utile/indispensabile.
Negli anni 920-30 c'erano ancora piccole ditte che costruivano in laboratorio i tubi elettronici, a partire dal filamento di tungsteno, inserendo gli elettrodi e soffiando il vetro. Ora è storia.
Per
il primo obiettivo è studiare per superare l'esame.
Però conoscere un rudimento di elettronica pratica non guasterebbe:
- almeno acquistare un multimetro e imparare ad adoperarlo.
- leggere qualche rivista per hobbisti, per esempio RadioKit elettronica, ci sono vari livelli di articoli, si trova sempre qualcosa per principianti.
Agli aspiranti all'assunzione, alle volte si chiedeva di progettare un circuito di pilotaggio di una lampadina
a partire da un segnale 0-5V.
O di spiegare come funziona il boiler elettrico domestico (tenbsinoi ,potenze, ecc.)
Si capisce subito se hanno pratica dell'elettronica.
Poi ci sono anche persone valide in matematica/teoria che si dichiarano non interessate all'elettronica spicciola..
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Boh, io sono più spartano...
Vedo nello schema elettrico il punto B, ma non il punto A.
Non vedo la resistenza RX
Non vedo il "polo" K, né la resistenza K.
Chiara96 ha scritto:V(AB) = Tensione tra i punti A e B
Vedo nello schema elettrico il punto B, ma non il punto A.
Chiara96 ha scritto:V(RX) = Tensione ai capi della resistenza RX
Non vedo la resistenza RX
Chiara96 ha scritto:i(K) = corrente entrante nel polo K ovvero nella resistenza K
Non vedo il "polo" K, né la resistenza K.
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PietroBaima
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