Buonasera a tutto il forum,
di recente mi è capitato tra le mani un antico magnetofono marchiato "Rhodex", prodotto nel lontanissimo 1958 e mi sto divertendo a restaurarlo sia a livello meccanico, sia a livello elettronico, ma sono incappato in un dubbio che da solo non riesco a sciogliere, poiché non avevo mai visto niente di simile in precedenza.
In pratica all'interno dell'apparecchio sono presenti due condensatori elettrolitici a dir poco giganti, collegati uno vicino all altro. Sopra di essi vi è riportato il valore in uF ripetuto due volte:
32uF 32uF 250V
32uF 32uf 350V
Entrambi hanno due collegamenti sul lato positivo ma uno solo, su quello negativo.
Possiedo anche lo schema elettrico e questi due condensatori in realtà è come se fossero 4:
quello da 350V sullo schema è denominato C8 e C9, mentre quello da 250V sono indicati come C16 e C17.
Vorrei sostituirli con alcuni esemplari attuali e non so come muovermi:
Devo munirmi di 4 unità dal valore 33uF/400v , collegarli a coppia unendo il polo negativo, oppure bastano due dello stesso valore?
Allego foto dei condensatori e parte dello schema elettrico.
Grazie e scusate se vi sembra una fesseria ma non vorrei combinare danni
Condensatori su apparecchio "vintage"
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Puoi usare quattro condensatori come hai detto e collegarli come da schema elettrico
Stefano
Stefano
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stefanodelfiore
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stefanodelfiore ha scritto:Puoi usare quattro condensatori come hai detto e collegarli come da schema elettrico
Stefano
Grazie mille Stefano, era la opzione che mi era venuta in mente pero' volevo essere sicuro.
Riflettendoci, all epoca, essendo enormi come dimensioni, mancava lo spazio fisico e ovviavano in questo modo.
Grazie ancora e saluti
Nicola
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Condensatori elettrolitici multipli per i livellamenti delle alimentazioni erano cosa consueta sugli apparecchi valvolari p. es., anche tripli e con valori capacitivi differenti in molti casi (non solo con valori uguali come nel tuo caso); spesso (non nel tuo caso) con il terminale comune negativo coincidente con la carcassa e fissati al telaio tramite viti.
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claudiocedrone
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Metterli in parallelo aveva un'altra particolarità, abbassava la ESR e quindi campavano più a lungo
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elektronik
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Non è detto tra l'altro che siano da buttare. Ho recuperato qualche condensatore del genere collegandolo ad un piccolo generatore a 200V tramite una resistenza intorno a 100 kohm per un paio di giorni. All'inizio scorre una certa corrente, ma dopo qualche ora la corrente tende a scendere fino a livelli molto bassi.
Se dopo due giorni la corrente resta sempre attorno al mA, il condensatore è da buttare.
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DarwinNE
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Grazie ancora a tutti per le gentili risposte.
Non ho intenzione di gettarli, sono cosi belli e rari che meritano di essere conservati.
Tuttavia, dopo una sessantina di anni, presumo che siano "secchi".
L'apparecchio conta in tutto solamente 5 condensatori di tipo elettrolitico, gli altri hanno un valore di 25uF/25v , non so se sostituirli con dei 22 o 33uf..
Non ho intenzione di gettarli, sono cosi belli e rari che meritano di essere conservati.
Tuttavia, dopo una sessantina di anni, presumo che siano "secchi".
L'apparecchio conta in tutto solamente 5 condensatori di tipo elettrolitico, gli altri hanno un valore di 25uF/25v , non so se sostituirli con dei 22 o 33uf..
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E' facile dire di cambiarli, così elimini possibili problemi futuri, perché in effetti c'è la possibilità che nell'uso futuro possano esplodere o andare in corto e causare danni al raddrizzatore o al trasformatore d'alimentazione o anche quello d'uscita, senz'altro uno sarà anche su quel circuito.
Io su vecchie radio o apparecchiature tipo il tuo magnetofono, li ho sempre o quasi sempre cambiati.
Intanto è da sapere che tipo di raddrizzatore ha.
Dandogli tensione l'apparecchio funziona regolarmente.
Controlla che gli elettrolitici non scaldino, lo tieni in funzione un paio di minuti e poi da spento senti con un dito cauto se sono caldi.
Se scaldano vanno sostituiti.
Però, guardandoli non mi pare di vedere nessun rigonfiamento su un punto di scarico gas ed hanno proprio un bell'aspetto, quindi se non scaldano li lascerei, al limite potresti mettere un fusibile da 500 mA T (ritardato)
subito dopo il raddrizzatore così nell'eventualità che vadano in corto ti salvi, ma poi quanto hai intenzione di usarlo?
Altrimenti c'è un'altra soluzione, svuotare i contenitori dei condensatori e inserirci all'interno dei condensatori nuovi.
Questa soluzione potrebbe sembrare ottima, ma ha l'inconveniente di dover realizzare un lavoro certosino , specialmente nel rimuovere il tappo senza sciuparlo e senza sciupare il bordo del condensatore perché poi devi rigodronare il condensatore per renderlo presentabile.
Se te la senti ed hai un po' di attrezzatura puoi avventurartici.
Oppure li tieni staccati sul lato positivo e nascondi i nuovi, sono anche di dimensioni più piccole, ma forse 4 sono un po' tanti, bisogna vedere che condensatori hai o trovi.
Ti seguo
Io su vecchie radio o apparecchiature tipo il tuo magnetofono, li ho sempre o quasi sempre cambiati.
Intanto è da sapere che tipo di raddrizzatore ha.
Dandogli tensione l'apparecchio funziona regolarmente.
Controlla che gli elettrolitici non scaldino, lo tieni in funzione un paio di minuti e poi da spento senti con un dito cauto se sono caldi.
Se scaldano vanno sostituiti.
Però, guardandoli non mi pare di vedere nessun rigonfiamento su un punto di scarico gas ed hanno proprio un bell'aspetto, quindi se non scaldano li lascerei, al limite potresti mettere un fusibile da 500 mA T (ritardato)
subito dopo il raddrizzatore così nell'eventualità che vadano in corto ti salvi, ma poi quanto hai intenzione di usarlo?
Altrimenti c'è un'altra soluzione, svuotare i contenitori dei condensatori e inserirci all'interno dei condensatori nuovi.
Questa soluzione potrebbe sembrare ottima, ma ha l'inconveniente di dover realizzare un lavoro certosino , specialmente nel rimuovere il tappo senza sciuparlo e senza sciupare il bordo del condensatore perché poi devi rigodronare il condensatore per renderlo presentabile.
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Oppure li tieni staccati sul lato positivo e nascondi i nuovi, sono anche di dimensioni più piccole, ma forse 4 sono un po' tanti, bisogna vedere che condensatori hai o trovi.
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Alex
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se non altro è schietto e paesano.
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Nicodemo ha scritto: ...gli altri hanno un valore di 25uF/25v , non so se sostituirli con dei 22 o 33uf...
Sostituiscili tranquillamente con condensatori da 22 uF, data l'ampia tolleranza sul valore nominale degli elettrolitici di uso comune (che può raggiungere anche il 30%... ) non avrai problemi di sorta.

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claudiocedrone
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setteali ha scritto:Intanto è da sapere che tipo di raddrizzatore ha.
Dandogli tensione l'apparecchio funziona regolarmente.
Controlla che gli elettrolitici non scaldino, lo tieni in funzione un paio di minuti e poi da spento senti con un dito cauto se sono caldi.
Se scaldano vanno sostituiti.
Ciao setteali, innanzitutto grazie per il tuo interesse.
Il raddrizzatore, (ho faticato a trovarlo nei meandri di fili, connessioni, leve meccaniche) è di un tipo mai visto. Nel senso che ha cinque connessioni,anzichè le quattro dei tradizionali ponti raddrizzatori o dei ponti di Graetz. Un positivo, le due alternate e due negativi (in luogo di uno). Allego una foto.
Dando tensione l'apparecchio funziona regolarmente: ho risolto il problema dei gracchiamenti nei pontenziometri volume e tono, (a volte emettevano dei veri e propri botti) inondandoli di WD40.
I due condensatori giganti non scaldano per niente ma vorrei sostituirli ugualmente.
Potrei sostituire anche il raddrizzatore, ma mi trovo questo dilemma dei due negativi, che non avevo mai riscontrato in precedenza.
ma poi quanto hai intenzione di usarlo?
Non molto, è uno sfizio riuscire a ripararlo, non lo utilizzerò sicuramente come utilizzo il mio impianto stereo in macchina
Altrimenti c'è un'altra soluzione, svuotare i contenitori dei condensatori e inserirci all'interno dei condensatori nuovi.
Questa soluzione potrebbe sembrare ottima, ma ha l'inconveniente di dover realizzare un lavoro certosino , specialmente nel rimuovere il tappo senza sciuparlo e senza sciupare il bordo del condensatore perché poi devi rigodronare il condensatore per renderlo presentabile.
Se te la senti ed hai un po' di attrezzatura puoi avventurartici.
Potrei provare a fare un lavoro simile ma finché non avro sottomano i condensatori nuovi non potro' valutare se entrano a livello di spazio, due insieme, dentro ognuno di essi.Il problema "presentabilità" comunque non sussiste in quanto, una volta terminato il tutto, chiudendolo, nessuno lo vedrà più al suo interno.
Grazie dell'attenzione
Nicola
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