SediciAmpere ha scritto:La 27GHz sicuramente garantisce un grande trasferimento di dati, ma una frequenza così alta non riesce neanche ad attraversare la mano che tiene il cellulare, sarà completamente inutilizzabile al chiuso, mi sembra una cosa quantomeno poco affidabile
Pensa ad esempio alle zone montagnose o dove, comunque, è difficile fornire connettività via cavo. L'utilizzo non è unicamente per il consumatore finale, ma anche per la struttura nel mezzo.
SediciAmpere ha scritto:Inoltre, è veramente così importante una maggiore velocità?
Non si implementano soluzioni tecnologiche soli per soddisfare dei bisogni. Spesso capita che con delle innovazioni tecnologiche nascano delle opportunità nuove, a cui prima non si aveva nemmeno pensato. L'innovazione non è solo per soddisfare le applicazioni, spesso crea nuove applicazioni.
Un sempio su tutti? Internet-of-things ed Internet-of-Everything
SediciAmpere ha scritto:Inoltre, negli ultimi 20 anni, la velocità è aumentata enormemente, ma di quanto è migliorata la nostra vita?
Se non riesci a trovare significativi miglioramenti nell'avere accesso alla rete (da casa e dallo smartphone) con bande di decine di Mbps, rispeto alle centinaia di kbps di 20 anni fa (2 ordini di grandezza di differenza), allora concordo che forse per te non è davvero necessario fare questo ulteriore passo avanti...
SediciAmpere ha scritto:A me sembra che la tecnologia prometta sempre di più, ma l'affidabilità sia sempre più bassa
Come sempre dipende dai contesti. E' ovvio che l'elettronica non può garantire le stesse affidabilità dei componenti meccanici (anche se in questa frase parli di "tecnologia", che non è solo elettronica...), ma dire che l'affidabilità sia sempre più bassa non è corretto. Qual è la tua personale definizione di "affidabilità"?
richiurci ha scritto:Il problema è che saremo circondati da oggetti "connessi", la IoT, che di istinto definirei una "cagata pazzesca" ma che poi tutti vorremo...tutti o quasi, almeno per un po' di anni non saremo "costretti" e magari si può sperare che per molti oggetti la connettività resti un "optional".
Lavorando personalmente su sistemi IoT, specialmente in ambito biomedicale, concordo che l'hype sia enorme, ma i benefici non sono da meno. Tanto che non esiste solo IoT, c'è ben di più, tra cui Internet-of-Humans e l'omnicomprensivo Internet-of-Everything. Definirla cagata pazzesca è oggettivamente sinonimo di scarsa conoscenza della materia. Di esempi ce ne sono a migliaia, ma per quanto mi riguarda semplicemente l'applicazione di sensori on-body o in-body connessi con il sistema sanitario è sufficiente per avvalorare tutto il lavoro e la ricerca su questo ambito
Goofy ha scritto:I dati che sono trasferiti aumentano quindi è inevitabile che servano più banda e velocità.
Che i dati che meritano di essere trasmessi siano lo 0,1 % è un altro conto.
Nel contesto dei big data, identificare tutti e soli i dati necessari e contenenti solo l'informazione ricercata è un problema assolutamente non banale su cui c'è tantissima ricerca. Chiaramente dotare di maggiore intelligenza i sensori in modo che la computazione avvenga in loco, discriminando le informazioni utili prima della trasmissione dei dati, sarebbe un gran vantaggio; è tuttavia una sfida non da poco.

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