A seguito del commento di PietroBaima in [21], ho cercato un altro esempio che potesse dimostrare l’effetto dell’inserimento di un ritardo nella retroazione negativa di un buffer… senza riuscirci. Allora ho pensato: costruiamolo. Si tratta in pratica di fare un multivibratore come quello nello schema in [18]
Per prima cosa serve un elemento che possa realizzare il ritardo. Ho cercato nell'antro degli orrori (il cassetto delle parti utilizzate) una linea di ritardo a onda superficiale o qualcosa di simile che mi sembrava di avere, ma che evidentemente non ho più. Allora ho preso un rotolo di cavo LAN cat. 7 da 305 metri e l’ho connesso come in figura.
Considerato che il ritardo è di 5 ns/m, adattando l'impedenza di 100 ohm all'ingresso e all'uscita, abbiamo una linea di ritardo da T = 4 x 305 m x 5 ns = 6,1 us. Il multivibratore dovrebbe avere una frequenza di f = 1/(2 x T) = 81 kHz. Serve un operazionale neanche troppo veloce, ma che sia in grado di pilotare la linea da 100 ohm. Cercando nel solito cassetto è uscito un LM7171 che con 100 MHz di GBP e 100 mA di corrente di uscita, fa proprio al caso nostro.
Lo schema scelto è il seguente.
Con una costruzione ‘dead bug’, forse un po’ eccessiva, vista la frequenza tutto sommato ‘tranquilla’, è uscito il seguente mostro. È visibile l’OPA al centro a gambe all'aria e i due tantalio dell’alimentazione duale. In basso a sinistra il connettore di uscita e a destra quello RJ45 per il cavo che costituisce la linea di ritardo. I due connettori a due pin sono quelli di alimentazione, mentre quello a quattro pin sullo sfondo, con il jumper al centro è quello che cortocircuita la linea di ritardo.
La prova è molto semplice: si parte con la linea cortocircuitata che trasforma il circuito in un amplificatore con Av = 2. A un certo istante si rimuove il jumper, inserendo il ritardo. Il circuito dovrebbe diventare immediatamente instabile
Così succede, come si vede dall'oscillogramma che segue.