Il guadagno di corrente di un transistore dipende da come e` venuto il transistore. Dispositivi con la stessa sigla possono tranquillamente avere una dispersione pari a 3, ad esempio l'hFE puo` andare da 100 a 300.
Preso poi un determinato transistore, il guadagno di corrente statico dipende dalla temperatura, dalla tensione VCE e dalla corrente IC.
hFE aumenta con la temperatura, aumenta con la VCE e con la IC prima aumenta poi diminuisce.
Infine dipende dai maltrattamenti che ha subito il transistore (ad esempio funzionamento in valanga della giunzione base-emettitore).
Se per un progetto serve sapere il guadagno di corrente del transistore, significa che si e` sbagliato il progetto. L'unico dato importante e` il guadagno minimo,
Le cose sono diverse se si parla di transistore in saturazione: in quel caso il valore di hFE forzato e` determinato dal circuito, non dal transistore.
L' hFE di un transistor è stabile o può cambiare?
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IsidoroKZ
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Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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IsidoroKZ ha scritto:Se per un progetto serve sapere il guadagno di corrente del transistore, significa che si e` sbagliato il progetto. L'unico dato importante e` il guadagno minimo,
giustissimo,ma chi e come si stabilisce questo guadagno minimo?sappiamo che i transistor che escono dalla stessa fabbrica e siglati con la medesima sigla,hanno differenti guadagni;tu mi dirai:tra i milioni di transistor prodotti da quella fabbrica con quella sigla,ne hanno controllato un certo numero ed hanno assunto il valore minimo,è cosi? ma ciò è sufficiente?inoltre sappiamo bene che un determinato componente può essere prodotto da più fabbriche,usano lo stesso sistema per stabilire il minimo ed il massimo guadagno, ci sono delle convenzioni internazionali che lo impongono?
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IlGuru ha scritto:Il guadagno minimo è stabilito nel progetto. Quando si assembla il circuito poi si scelgono i transistor che rispettano le specifiche del progetto
Io credo che l’hFE minimo sia richiesto per fare in modo che le formule possano approssimarsi come indipendenti dall’hFE.
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PietroBaima
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PietroBaima ha scritto: Io credo che l’hFE minimo sia richiesto per fare in modo che le formule possano approssimarsi come indipendenti dall’hFE.
Tranquillo: nemmeno su questo la gente spreca i propri neuroni. La maggior parte semplicemente si accontenta di quanto basta a non introdurre nei conti discrepanze maggiori di quanto già non le introducano le tolleranze degli altri componenti. E il fatto che HFE aumenti con la temperatura è considerato, nella più parte dei casi, tutto grasso che cola e para il didietro dalle sorprese...
Con i transistor al germanio bisognava naturalmente andarci un po' più cauti ma chi vuoi che li vada a cercare oggi?
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IlGuru ha scritto:Il guadagno minimo è stabilito nel progetto. Quando si assembla il circuito poi si scelgono i transistor che rispettano le specifiche del progetto
la sostanza non cambia,si sa che dopo ci saranno moltissimi transistor che non rispecchiano il progetto,per cui avremo trs che amplificano di più e trs che amplificano di meno rispetto al minimo stabilito in fase di progettazione,quindi essendo che la produzione di una qualsiasi industria del settore ammonta a milioni di trs per un singolo modello,si dovranno, necessariamente fare dei controlli a campione.....
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Non sono molto d'accardo sui termini adoperati:
intendi il 10 % , 1 %, 0,1 % ??
Per progetto intendi Il progetto del transistor (specifica) o il progetto della applicazione che utilizza il transistor ?
dipende dalla progettazione.
Puoi tollerare che un apparato su 100 non superi il collaudo ? e che ricchieda una riparazione (ripresa della lavorazione) ?
moltissimi ha poco significato:si sa che dopo ci saranno moltissimi transistor che non rispecchiano il progetto,
intendi il 10 % , 1 %, 0,1 % ??
Per progetto intendi Il progetto del transistor (specifica) o il progetto della applicazione che utilizza il transistor ?
per cui avremo trs che amplificano di più e trs che amplificano di meno rispetto al minimo stabilito in fase di progettazione,
dipende dalla progettazione.
Puoi tollerare che un apparato su 100 non superi il collaudo ? e che ricchieda una riparazione (ripresa della lavorazione) ?
Penso che li facciano da decenni.quindi essendo che la produzione di una qualsiasi industria del settore ammonta a milioni di trs per un singolo modello, si dovranno, necessariamente fare dei controlli a campione.....
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@marcoD
io penso che quando si vuole fabbricare un trs ,il progettista dovrà avere un idea su come deve essere fatto questo componente ,forma e caratteristiche intrinseche,cioè un progetto
io penso che quando si vuole fabbricare un trs ,il progettista dovrà avere un idea su come deve essere fatto questo componente ,forma e caratteristiche intrinseche,cioè un progetto
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donciccio ha scritto: io penso che quando si vuole fabbricare un transistor, il progettista dovrà avere un idea su come deve essere fatto questo componente, forma e caratteristiche intrinseche, cioè un progetto
Purtroppo la fisica dei transistor, pur offrendo tantissime possibilità, è di gran lunga meno flessibile di quanto lascerebbe pensare l'enorme numero di sigle con cui vengono commercializzati. E sono di gran lunga molto meno suscettibili di "progettazione" di quanto lo siano i circuiti che li usano. È un peccato che quasi mai nei datasheet venga riportato il chip che è incapsulato nella resina di un transistor; altrimenti si avrebbe un'idea molto più chiara e onesta su come e quanto, dietro le innumerevoli sigle, si nasconda un numero relativamente esiguo di transistors realmente differenti tra loro (forse neppure un quarantesimo del totale) di cui, al più, vengono selezionate gamme di valori (A, B, C o anche Y e G, oppure III, IV, V ecc.) che alle volte sono inventate di sana pianta per evitare di far finire tra gli scarti "torte" (wafer) di transistor troppo fuori dai limiti.
Piaccia o no, il convento questo passa, soprattutto se non si vuole pagarlo troppo salato...
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donciccio ha scritto://si sa che dopo ci saranno moltissimi transistor che non rispecchiano il progetto...
Non mi sembra che conosca bene le metodologie di progetto e di testing dei componenti.
Il costruttore, quando vende un componente da` delle specifiche minime (o massime) che sono garantite. Ad esempio per il guadagno in corrente da` il valore minimo in determinate condizioni, valore su cui il progettista si basa. Se le condizioni di lavoro sono diverse da quelle indicate dal costruttore, il progettista sa come scalare il valore di beta minimo che si trovera` nelle sue condizioni.
Chi compra i transistor fa dei controlli a campione, per verificare ad esempio che il beta minimo sia garantito, ma e` gia` un doppio controllo dopo quello del produttore.
Il progetto viene fatto in modo che il circuito funzioni secondo le specifiche qualunque sia il beta, purche` maggiore o uguale al valore minimo assunto nel progetto.
In alcuni casi, quando si sommano tante tolleranze, quelle di tutti i componenti, puo` capitare che alcuni circuiti non rispettino le specifiche a causa di una combinazione molto sfortunata di tutte le tolleranze.
In questo caso, prima di mandare in produzione il circuito, il progettista fa la valutazione statistica di quanti circuiti passeranno il test e di quanti dovranno essere "riparati": se la percentuale di quelli che non passano il test e` sufficientemente piccola, quindi non si hanno particolari costi aggiuntivi, si lascia il progetto cosi` com'e`, altrimenti lo si migliora, andando per esempio a calcolare le sensitivities rispetto ai vari parametri.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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