trasformatori in parallelo, si può?
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claudiocedrone
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certo ma c'è un interruttore aperto in quello schema, e immagino il voltmetro debba essere in AC.
Detto a parole senza schema se non mi sbaglio sarebbe:
Indicati con A e B i capi del secondario del 1o trafo, e con C e D quello del 2o, si collegano due poli dei secondari insieme, per esempio A e C.
Se la tensione AC tra i poli liberi B e D è nulla ok basta collegare insieme B e D per avere le uscite in parallelo.
Se la tensione è elevata (il doppio della nominale dei trafo) bisogna invece collegare tra loro A-D e B-C
Detto a parole senza schema se non mi sbaglio sarebbe:
Indicati con A e B i capi del secondario del 1o trafo, e con C e D quello del 2o, si collegano due poli dei secondari insieme, per esempio A e C.
Se la tensione AC tra i poli liberi B e D è nulla ok basta collegare insieme B e D per avere le uscite in parallelo.
Se la tensione è elevata (il doppio della nominale dei trafo) bisogna invece collegare tra loro A-D e B-C
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richiurci ha scritto: ...certo ma c'è un interruttore aperto in quello schema...
Ecco... e tu credi che ci avessi fatto caso ?
Comunque ovviamente il voltmetro deve essere per alternata, almeno di quasto sono certo
effettivamente il voltmetro fa da impedenza di carico evitando il corto franco; avevo letto qualche cosa riguardo al parallelamento di trasformatori trifase che ne faceva cenno...
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claudiocedrone
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danyto ha scritto: come posso procedere per essere certo di fare un collegamento corretto?
Come ha scritto
La stessa cosa si può dire spendendo molte parole.
Colleghi i primari all'alimentazione senza preoccuparti di far corrispondere i loro terminali.
Prendi un qualsiasi terminale del secondario di un trasformatore e lo colleghi con un qualsiasi terminale del secondario dell'altro trasformatore.
Misuri con un voltmetro in c.a. la tensione tra i due terminali secondari rimasti liberi.
Se il voltmetro misura zero volt, puoi collegare i due terminali rimasti liberi ed hai il parallelo desiderato.
Se invece la tensione non è nulla, (e sarà il doppio della tensione nominale secondaria dei due trasformatori uguali), scolleghi i terminali collegati, ed uno qualsiasi di questi lo colleghi ad uno qualsiasi dei terminali che avevi lasciato scollegati.
Ora il voltmetro segnerà zero tra i due nuovi terminali rimasti scollegati, che ora puoi collegare per il parallelo.
PS:
Quanto sopra è scritto in modo meno tecnico del post di
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claudiocedrone ha scritto: ...Forse invece a essere messo male sono io...
Ecco, direi che si può togliere il forse

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claudiocedrone
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ciao a tutti e grazie per l'aiuto che mi date ogni volta che pongo un quesito. per quanto riguarda la strumentazione, magari avercelo un voltmetro parlante, ma posso farmi aiutare da mio figlio con un normalissimo multimetro. ringrazio admin che, con la sua spiegazione poco tecnica ha chiarito i miei dubbi. un grosso abbraccio, daniele 
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per quanto riguarda la strumentazione, magari avercelo un voltmetro parlante,
Al posto del voltmetro potresti usare un cicalino: se suona, bisogna invertire, se non suona il collegamento è giusto.
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StefanoSunda
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Buongiorno nn so chi mi può aiutare a risolvere un dubbio :
Ho un trasformatori 3f In rete con carico E devo inserirne un altro in parallelo Identico : posso variare il rapporto spire di quello entrante X eguagliarlo a quello già in rete successivamente e cioè sotto carico?
Ho un trasformatori 3f In rete con carico E devo inserirne un altro in parallelo Identico : posso variare il rapporto spire di quello entrante X eguagliarlo a quello già in rete successivamente e cioè sotto carico?
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Buongiorno nn so chi mi può aiutare a risolvere un dubbio :
Ho un trasformatori 3f In rete con carico E devo inserirne un altro in parallelo Identico : posso variare il rapporto spire di quello entrante X eguagliarlo a quello già in rete successivamente e cioè sotto carico?
Se il trasformatore è identico, perché variare il rapporto spire.
Affinché i trasformatori possano funzionare in parallelo senza dar luogo a inconvenienti, devono soddisfatte le seguenti condizioni: Le tensioni nominali sia del primario sia del secondario, devono essere uguali. La tensione di corto circuito non deve scostarsi di +- 10% di quella risultante dal trasformatore già esistente.
Inoltre gli schemi di collegamento sia del primario sia del secondario, devono appartenere allo stesso gruppo.
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StefanoSunda
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