io scriverei a "due pigreco", é anche più breve.
Iniettare tensione schede elettroniche in corto
Moderatori:
carloc,
g.schgor,
BrunoValente,
IsidoroKZ
30 messaggi
• Pagina 2 di 3 • 1, 2, 3
1
voti
BrunoValente ha scritto:IlGuru ha scritto:Con quel metodo potresti friggere anche qualche pista, in fondo su un PCB ce ne sono tante, una più una meno che vuoi che sia.
Mi associo: metodo barbaro!
Si, può anche essere un metodo barbaro ma se usato con sale in zucca porta a buoni risultati.
Se ad esempio alla prima accensione di un "lenzuolo" 370 mm x 230 mm con assemblati più di 1000 componenti si interrompe istantaneamente il fusibile e se ne metti uno nuovo e anche questo ti saluta all'istante allora o è la tua giornata fortunata e vedi subito dove è il corto (ammesso che non sia sotto la pancia di qualche componente) oppure oltre ad avere una vista di aquila devi mettere in conto un bel po' di tempo perché la scheda si riprenda dalla profonda catalessi.
Personalmente ho usato più di una volta questo metodo di ricerca per riparare schede come ad esempio quella in allegato. Quando mi capita, raramente per mia fortuna, imposto una tensione di 1 V e poi aumento la corrente di 250 mA per volta con intervalli regolari di circa 10-15 secondi fino ad un massimo di 3 ... 4 A. Tra un incremento e il successivo cerco la pista o il componente che scalda; è bastevole seguire il calore e il guasto è li nei d'intorni. Per cercare il punto più caldo se si ha la possibilità di usare una camera a raggi infrarossi tanto meglio.
0
voti
MariX ha scritto:BrunoValente ha scritto:IlGuru ha scritto:Con quel metodo potresti friggere anche qualche pista, in fondo su un PCB ce ne sono tante, una più una meno che vuoi che sia.
Mi associo: metodo barbaro!
Si, può anche essere un metodo barbaro ma se usato con sale in zucca porta a buoni risultati.
Se ad esempio alla prima accensione di un "lenzuolo" 370 mm x 230 mm con assemblati più di 1000 componenti si interrompe istantaneamente il fusibile e se ne metti uno nuovo e anche questo ti saluta all'istante allora o è la tua giornata fortunata e vedi subito dove è il corto (ammesso che non sia sotto la pancia di qualche componente) oppure oltre ad avere una vista di aquila devi mettere in conto un bel po' di tempo perché la scheda si riprenda dalla profonda catalessi.
Personalmente ho usato più di una volta questo metodo di ricerca per riparare schede come ad esempio quella in allegato. Quando mi capita, raramente per mia fortuna, imposto una tensione di 1 V e poi aumento la corrente di 250 mA per volta con intervalli regolari di circa 10-15 secondi fino ad un massimo di 3 ... 4 A. Tra un incremento e il successivo cerco la pista o il componente che scalda; è bastevole seguire il calore e il guasto è li nei d'intorni. Per cercare il punto più caldo se si ha la possibilità di usare una camera a raggi infrarossi tanto meglio.
Certo !!!! Sempre con un minimo di criterio e di moderazione , magari con piccoli incrementi di corrente con piccole tensioni (anche un quarto di quella originale)!! Grazie comunque a tutti per le risposte...!

0
voti
Con un alimentatore ben fatto magari switching regoli la corrente da "iniettare" per la diagnosi e alla fine non è per niente un metodo barbaro se condotto con giudizio a valori accettabili.
Alla peggio anche una resistenza da 5ohm in serie all'alimentatore che eroga 5V permette di avere 1 A sul corto.
Si potrebbe anche misurare la caduta di tensione con un volmetro in mV digitale e spostandosi lungo la pista in corto per vedere dove si legge la tensione minore se col sistema termico non si dovesse capire con certezza il problema.
Ciao
Alla peggio anche una resistenza da 5ohm in serie all'alimentatore che eroga 5V permette di avere 1 A sul corto.
Si potrebbe anche misurare la caduta di tensione con un volmetro in mV digitale e spostandosi lungo la pista in corto per vedere dove si legge la tensione minore se col sistema termico non si dovesse capire con certezza il problema.
Ciao

0
voti
Può sempre accadere che con 1A il corto si interrompa e che quella corrente vada a circolare da altre parti danneggiando componenti che non la sopportano.
Diciamo che con questo metodo, anche con le dovute cautele, si rischia comunque di far danno peggiorando la situazione e che non sempre si arriva a trovare il guasto.
Diciamo che con questo metodo, anche con le dovute cautele, si rischia comunque di far danno peggiorando la situazione e che non sempre si arriva a trovare il guasto.
-

BrunoValente
39,6k 7 11 13 - G.Master EY

- Messaggi: 7796
- Iscritto il: 8 mag 2007, 14:48
0
voti
Ieri mi e' arrivato LM338T, l'ho montato secondo il canonico schema del datasheet come generatore di corrente costante, con 2 resistenze ceramiche da 5w che avevo nel cassetto da 0,15 l'una, secondo i calcoli, mi escono fuori : 1,25/0,30 = 4,16 ampere, ma riesco a misurare con l'alimentatore variabile (5A) a 4 V, simulando un cc coi terminali, solo 3 ampere...! Ho pensato alla percentuale di tolleranza delle resistenze, unita alla sezione dei fili della circuiteria non proprio adeguata che non mi permette di raggiungere e superare i 4 A ...o sbaglio in qualche altra cosa? Grazie dell'attenzione... 

0
voti
picciw ha scritto: ma riesco a misurare con l'alimentatore variabile (5A) a 4 V
Se 4V è la tensione con cui alimenti il LM338, proverei ad alzarla un po' e vedere cosa succede.
Altra possibilità: cortocircuiti una delle due resistenze e pian piano incrementi la corrente erogata dall'alimentatore variabile. Se Arrivi ai 5 A potrebbe proprio essere la tolleranza delle resistenze o una resistenza troppo elevata dei collegamenti
0
voti
Purtroppo l'alimentatore e' un vecchio lineare variabile solo in tensione non in corrente ! Ho provato ad alzare la tensione fino a circa 6V e sono arrivato ad avere circa 3 A. Con solo una resistenza 0,15 ohm, ho paura di andare fuori range e danneggiare l'alimentatore/LM338.
30 messaggi
• Pagina 2 di 3 • 1, 2, 3
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 37 ospiti

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)






