Un lavoro di montaggio meccanico (capriate metalliche di un capannone) si svolge a circa 30-40 m di distanza da una linea elettrica aerea a 380 kV.
Nel momento in cui l'autogrù solleva la capriata da terra per posizionarla, gli operatori avvertono tensioni molto fastidiose sia sulla capriata che sulla carpenteria metallica della gru.
Preciso che l'autogrù è dotata di ruote gommate.
Si tratta di un lavoro non elettrico in un cantiere, che si svolge a distanza ben superiore alla DA9 (7 m per 380 kV, il montaggio avviene a 3O-40 m).
Le tensioni pericolose sono sicuramente dovute al caricamento elettrostatico delle capriate metalliche e delle strutture metalliche delle gru, che vengono a costituire l'armatura di un condensatore, di cui l'altra armatura sono i conduttori AT.
Pare che le scariche siano molto fastidiose e l'impresa che effettua il montaggio ha fermato i lavori spaventata dalla presenza dell'alta tensione.
Sono sicuro che con il provvedimento che ho prescritto le tensioni fastidiose cesseranno, ma mi chiedo se non sia opportuno prescrivere per gli operatori anche l'impiego di guanti e calzature isolanti.
Qualcuno ha suggerimenti o considerazioni da fare? Non si finisce mai di imparare con questo benedetto lavoro.
Lavoro di montaggio in prossimità di una linea a 380 kV.
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Buongiorno
Franco140751,
come hai intuito, se quelle sono le distanze il problema è da attribuire ad accoppiamento elettrostatico tra le strutture metalliche ed i conduttori della linea elettrica.
Ciò sarebbe però possibile solo se le strutture avessero una elevatissima resistenza verso terra, cosa molto verosimile se
e se il telaio/strutture meccaniche dell'autogru non sono collegate ad un impianto di terra.
La prima cosa che farei è quindi collegare galvanicamente l'autogru e la capriata ad un impianto di terra locale.
come hai intuito, se quelle sono le distanze il problema è da attribuire ad accoppiamento elettrostatico tra le strutture metalliche ed i conduttori della linea elettrica.
Ciò sarebbe però possibile solo se le strutture avessero una elevatissima resistenza verso terra, cosa molto verosimile se
Franco140751 ha scritto: l'autogrù è dotata di ruote gommate.
e se il telaio/strutture meccaniche dell'autogru non sono collegate ad un impianto di terra.
La prima cosa che farei è quindi collegare galvanicamente l'autogru e la capriata ad un impianto di terra locale.
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@fpalone
Grazie per la risposta veloce, è proprio quello che ho prescritto di fare.
Per ragioni di resistenza meccanica ho indicato cavi G/V da 10 mmq, ma andrebbero bene anche sezioni minori..
In merito all'utilizzo dei DPI (guanti e scarpe isolanti) che ne pensi?
Grazie per la risposta veloce, è proprio quello che ho prescritto di fare.
Per ragioni di resistenza meccanica ho indicato cavi G/V da 10 mmq, ma andrebbero bene anche sezioni minori..
In merito all'utilizzo dei DPI (guanti e scarpe isolanti) che ne pensi?
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Franco140751
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E' possibile misurare questa corrente di fuga?
Probabilmente non è pericolosa, ma solo molto fastidiosa e sarebbe sufficiente il collegamento a terra
Probabilmente non è pericolosa, ma solo molto fastidiosa e sarebbe sufficiente il collegamento a terra
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SediciAmpere
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Franco140751 ha scritto:Per ragioni di resistenza meccanica ho indicato cavi G/V da 10 mmq, ma andrebbero bene anche sezioni minori..
In merito all'utilizzo dei DPI (guanti e scarpe isolanti) che ne pensi?
Personalmente, facendo riferimento alle normative sugli impianti di terra di AT, sono abituato ad avere, per sole questioni di robustezza meccanica, sezioni maggiori (almeno 25 mm2 in rame).
Relativamente ai DPI, io per prima cosa proverei ad installare le connessioni di terra e verifica con tester/pinza amperometrica l'assenza di tensioni pericolose e l'entità delle correnti drenate verso impianto di terra.
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Immagino che una richiesta di messa fuori servizio della linea all'ente competente sia già stata tentata spiegando il vostro problema?
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fastidio ha scritto: richiesta di messa fuori servizio della linea
Credo proprio che ottenere un fuori servizio di una linea a 400 kV, tra l'altro per lavori non elettrici all'esterno della DA9 (che potrebbero quindi essere gestiti con la linea in servizio) sia molto improbabile.
Tieni conto che un fuori servizio di una linea a 400 kV per un giorno può avere costi per il sistema elettrico nell' ordine del milione di euro.
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una domanda a FPALONE: nel caso di contatto accidentale con la linea a 400KV e fuori servizio conseguente ,in che ordine di risarcimento si finisce?
senza contare che molto difficilmente chi ha provocato il danno puo' andare a raccontarlo.
senza contare che molto difficilmente chi ha provocato il danno puo' andare a raccontarlo.
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@fastidio @ivano
E' stata interessata TERNA, ma come detto da fpalone, trattandosi di lavoro non elettrico a distanza superiore alla DA9 hanno ritenuto la cosa non di loro competenza.
Posizione ineccepibile, anche se personalmente ritengo che non ci sarebbe nulla di male se TERNA ,in simili circostanze, fornisse anche qualche indicazione di carattere operativo all'impresa che effettua il montaggio, considerata l'esperienza di cui TERNA dispone e considerato che è anche soggetto formativo nella materia specifica.
E' stata interessata TERNA, ma come detto da fpalone, trattandosi di lavoro non elettrico a distanza superiore alla DA9 hanno ritenuto la cosa non di loro competenza.
Posizione ineccepibile, anche se personalmente ritengo che non ci sarebbe nulla di male se TERNA ,in simili circostanze, fornisse anche qualche indicazione di carattere operativo all'impresa che effettua il montaggio, considerata l'esperienza di cui TERNA dispone e considerato che è anche soggetto formativo nella materia specifica.
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Franco140751
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Salve
Franco140751,
Avete avuto poi modo di provare a misurare le correnti drenare a terra per accoppiamento capacitivo? La messa a terra ha risolto il problema?
Avete avuto poi modo di provare a misurare le correnti drenare a terra per accoppiamento capacitivo? La messa a terra ha risolto il problema?
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