Girogiro mi sa che non hai ben chiaro il comportamento dei circuiti risonanti e dei convertitori a commutazione: parti da un LC lineare tempo continuo, e arrivi alla formula del buck-boost in modo discontinuo! I suggerimenti dalli quando conosci bene cosa dici!
MarcoD per dimensionare quel gruppo LC puoi lavorare nel dominio del tempo, supponendo la tensione di uscita praticamente costante, nel dominio della frequenza con trasformate di onde quadre... oppure ancora usando l'approssimazione di prima armonica, che dice che in un'onda quadra, la componente che porta piu` energia e`quella a frequenza fondamentale, e questo contributo e` massimo quando il duty cycle e` del 50%.
Quindi al posto di fare un calcolo con lo spettro di un'onda quadra, si prende solo la fondamentale con l'ampiezza che ha nell'onda quadra al 50% di duty cycle e si trascurano le altre armoniche, tanto scendono come 1/n e nella potenza, che e` la grandezza che conta, scendono come 1/n^2
Nel circuito che stavi guardando il segnale ha una ampiezza di tensione picco picco di 50V (la parte media non conta per il filtro, e` quella che va ad alimentare la cella Peltier). Il valore picco picco della sinusoide a frequenza fondamentale nascosto dentro un'onda quadra al 50% di duty cycle vale 4/pi il valore dell'onda quadra, quindi i conti si fanno con una sinusoide di valore picco picco pari a 50Vx4/pi=63.7V.
Il dimensionamento lo si fa ad esempio a buon senso, senza tirare in ballo la teoria dei filtri, considerando che vuoi attenuare la variazione di corrente attraverso la cella peltier.
Il condensatore in parallelo alla peltier (considerata una resistenza lineare R) deve avere una reattanza alla frequenza fondamentale abbastanza piu` bassa di R. Se XC in modulo fosse uguale ad R, farebbe scendere solo del 30% il valore del ripple, tanto varrebbe non metterlo!
Si sceglie un valore di reattanza capacitiva pari a un terzo (o meno) di R. Da notare che se XC in modulo e` pari a R/3 o meno, l'attenuazione della corrente variabile nella cella e` circa pari a XC/R.
Abbiamo adesso un partitore di corrente che attenua di un fattore circa XC/R la corrente che arriva dall'induttanza, il cui valore deve dare una corrente di ripple abbastanza bassa da stare nelle specifiche.
Ad esempio, tensione di ingresso picco picco (alla frequenza fondamentale) di 63.7V, resistenza della Peltier di 11 ohm, si vuole una corrente massima di ripple picco picco nella peltier di 1A.
Scegliamo un condensatore con una reattanza di 3.6ohm, un terzo della resistenza. Vuol dire che la corrente di prima armonica nell'induttore puo` essere circa 3 volte piu` elevata della specifica, quindi il suo valore picco picco puo` essere di 3A. Il carico (R//XC) ha una impedenza dalle parti di 3.5 ohm
e con una corrente picco picco di 3A che la attraversa avra` un ripple di 10V circa che sono abbastanza piu` piccoli della tensione di 64V di ingresso, e gia` che ci siamo trascuriamoli, cosi` otterremo un risultato cautelativo.
L'induttanza deve avere una reattanza XL alla frequenza di prima armonica tale da far passare 3A con una tensione ai suoi capi di 64V, quindi XL=63.7V/3A=21.2 Ω.
Ora proviamo a vedere quali valori vengono. Per la L, a 500 Hz, vengono 6.7mH, mentre per il condensatore si ha 91µF. Il Q del circuito risonante vale circa 1.3, MA questo picco non e` alla frequenza del segnale, ma e` piu` in basso, 200Hz circa.
Ovviamente 6.7mH e` un valore enorme, a questo punto si puo` provare ad aumentare C e ridurre L per avere risultati meno costosi. Da notare che si poteva arrivare allo stesso risultato in modo piu` matematico.
Si calcola l'attenuazione di corrente che il filtro deve introdurre. Vogliamo 3A sull'induttore, abbiamo una tensione di 64V su una resistenza di 11Ω, che darebbe una corrente picco picco di quasi 6A. Il filtro e` del secondo ordine, quindi per avere una attenuazione di quasi 6 volte, dobbiamo mettere il doppio polo a √(6) volte piu` basso della frequenza di prima armonica, quindi 208Hz circa. Abbiamo una equazione che da`il prodotto LC, con l'equazione del Q abbiamo il rapporto L/C e quindi si tirano fuori i due valori voluti.
Questa e` una approssimazione nella prima armonica, ma il circuito non ha un generatore sinusoidale, c'e` un buck davanti, per cui se si scende troppo con il valore di L, salendo per compensare con C, finisce che il Buck va in modo discontinuo, per cui meglio usare qualche altra tecnica per affinare i conti.
E infine per
AleEl. Non c'e` verso di usare una frequenza cosi` bassa per fare un PWM di "piccola" potenza, gli induttori diventano proibitivi anche come costo. PWM a 500 Hz va bene per le metropolitane e i grossi tram, non per una peltier. E non e` neanche sensata l'idea di fare un circuito che aumenta la frequenza mantenendo il duty cycle!
La cosa migliore da fare e` buttare via Arduino e usare un micro che abbia prestazioni migliori, frequenze piu` elevate sul PWM. La frequenza di Arduino serve per accendere i led, non per fare gli switching.
Altra soluzione, che ho usato in passato, e` quella di prendere il segnale PWM a 500Hz, filtrarlo con un paio di RC, tanto la velocita` di risposta non e` fondamentale, e tirare fuori un valore medio che costituira` il comando che arriva dal micro.
Poi prendi un circuito integrato per il controllo degli switching, current mode, ad esempio UC1842 o LT1246 o uno dei tanti altri, e fai un controllore ad alta frequenza nel quale il segnale di controllo e` dato dall'uscita filtrata del micro. Questa soluzione e` parecchio piu` complicata che non cambiare il micro.