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Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

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[21] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto UtenteElet88 » 17 nov 2020, 21:13

WALTERmwp ha scritto:
Elet88 ha scritto:(...) Insomma, il differenziale "salva" con gli elettrodomestici, ma non da un contatto diretto con la presa di corrente (...)
?

Saluti


Non è così?
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[22] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto Utentedjnz » 17 nov 2020, 23:27

Elet88 ha scritto:Comunque grazie per le risposte. Insomma, il differenziale "salva" con gli elettrodomestici, ma non da un contatto diretto con la presa di corrente. Vedi che ho ragione io ad avere paura della corrente... :D

Diciamo che salvavita è un nome davvero infelice usato al posto di disgiuntore differenziale. Il fatto che la salvi o meno dipende da tanti fattori.

Per salvare davvero (cioè per non causare fibrillazione) dovrebbe staccare non oltre i 10mA, ma non è che 10mA facciano solo il solletico eh.

PS: le prese bagno (lavatrice phon stufetta) le ho mese comunque sotto un 10mA.
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[23] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 18 nov 2020, 0:08

djnz ha scritto:Per salvare davvero (cioè per non causare fibrillazione) dovrebbe staccare non oltre i 10mA

Non è proprio così. 10 mA è l'intensità di corrente che un corpo umano adulto e sano dovrebbe (statisticamente) tollerare in maniera continuativa senza subire danni irreversibili o importanti.
L'intervento dell'interruttore differenziale avviene entro la cosiddetta "curva di sicurezza", che tiene conto sia dell'intensità di corrente vera e propria, sia del tempo per il quale tale corrente viene mantenuta.
Basti pensare che, come già detto nel mio precedente post [9], durante il tempo che trascorre tra la rilevazione dell'evento e l'effettiva interruzione della corrente, il corpo umano viene percorso da una corrente che è indipendente dalla taratura del differenziale, ma dipende solo dalla tensione e dalla resistenza totale, presente in quel momento, del circuito che chiude l'anello.
Pertanto, se la resistenza in quel momento è ad esempio di 750 ohm, i 230 volt dell'impianto faranno passare poco più di 30 mA nel corpo dello sventurato, anche se il differenziale è tarato per 10 mA. Tuttavia, se il differenziale interviene correttamente (ossia entro i tempi stabiliti), l'esito sarà una bella "schicchera", ma senza (presumibilmente) conseguenze pericolose.
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[24] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 nov 2020, 9:05

In corrente continua la soglia di pericolosità dei 50 V diventa 120 V e quella dei 30 mA più o meno 100 mA.

Ma come far passare 1 A applicando solo 120 V ? C'è sempre la resistenza del corpo umano in mezzo.
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[25] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 nov 2020, 11:25

stefanopc ha scritto:Di sicuro nel tuo corpo non passerà 1A e di sicuro nessuno monta un differenziale sulla continua perché non funziona.
Il differenziale che tutti conoscono funziona tramite un circuito magnetico progettato per la 50Hz.



I differenziali per la corrente continua sono allo studio.

https://webstore.iec.ch/publication/27795

https://www.iec.ch/dyn/www/f?p=103:38:1 ... ,23,102860
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[26] Re: Dubbio sul funzionamento del differenziale (salvavita)

Messaggioda Foto Utente6367 » 18 nov 2020, 11:43

Franco012 ha scritto:10 mA è l'intensità di corrente che un corpo umano adulto e sano dovrebbe (statisticamente) tollerare in maniera continuativa senza subire danni irreversibili o importanti.


Giusto parlare al condizionale.

10 mA è comunque la soglia di pericolo corrispondente alla tetanizzazione muscolare.
Significa contrazione spasmodica dei muscoli con difficoltà ad effettuare movimenti volontari.
C'è la possibilità di "restare attaccati".

"Di solito" non ci sono danni permanenti purché in un certo tempo si interrompa l'elettrocuzione.
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