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Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[41] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentepgiagno » 11 dic 2020, 20:17

Mamma mia, non pensavo di aver suscitato un tale polverone.

Volevo precisare alcune cose:

- Come già detto quell'alimentatore risale al secolo scorso, ma è quello di più facile uso: uno scatolo di 8x11x16cm, interruttore, una manopola e tensioni da 1,3 a 31V e qualcosa. È stato maltrattato più volte, ma ha sempre funzionato.

- Non ho MAI preteso più di 1 o 2 A al massimo da 5, 12 e 24 V e per prove al banco di non più di qualche minuto. Ho fatto inavvertitamente corto circuiti momentanei con i coccodrilli dei terminali, ma me ne sono accorto immediatamente e tutto ha continuato a funzionare. Certo, non ho fatto corti apposta per vedere che succedeva.

- Aveva uno strumento analogico da 4x4cm con un commutatore che consentiva di misurare tensioni e correnti. Quando una manovra sbagliata (del commutatore) l'ha defunto ho deciso per un restyling con amperometro e voltmetro digitali (cinesi, pochi euro, ma come dice Foto Utentestefanopc belli e colorati). Ho dovuto aggiungere un'alimentazione separata per l'amperometro, come si vede dallo schema del post 18 e come correttamente supposto da Foto Utenteedgar e confermato da Foto Utentemaxmix69
- Qualche anno fa, all'uscita sul mercato dello strumento che ha mostrato Foto Utenteedgar, l'ho comprato subito, messo in una bella scatoletta sforacchiata e munita di ventola interna, ma adesso lo uso per prove in cui sia necessaria anche una limitazione della corrente, perché effettivamente il set up non è intuitivo. Già che c'ero ho infilato nella scatoletta una cascata di step-down che mi danno tre tensioni fisse: 9V (ebbene sì, traffico anche con Arduino), 5V e 3,3V.

Tutto ciò precisato, vi ringrazio ancora dei suggerimenti che mi avete dato, spero di non aver duelli sulla coscienza e ho già ordinato il materiale per rimetterlo a posto. Vi saprò dire il risultato e, se interessa, anche una foto della realizzazione.

Se avete domande, prometto di essere più presente per risposte specifiche.

Grazie ancora.

Ciao,
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[42] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 11 dic 2020, 20:23

Ma cosa si è guastato in tutto?
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[43] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentepgiagno » 11 dic 2020, 20:32

Si è guastato il MJ2955. che ora presenta una resistenza di qualche kohm fra i terminali.

L'ho smontato e ho visto che la pasta termica era polverizzata e probabilmente è defunto per calore e si è portato dietro in qualche modo anche il LM314.

Il voltmetro e l'amperometro, funzionano perché sono alimentati separatamente e quella parte non ha subito danni.

Ciao,
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[44] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentemaxmix69 » 11 dic 2020, 21:24

Però adesso che ci hai chiarito i dubbi non possiamo più litigare! (:OO:) (:OO:)
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[45] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 11 dic 2020, 22:12

Ci vorrebbe anche qualche protezione tipo crowbar e comparatori oltre la limitazione in corrente.
Rimaniamo in attesa del restyling. :-)
Ciao
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[46] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utenteedgar » 11 dic 2020, 22:17

pgiagno ha scritto:probabilmente è defunto per calore e si è portato dietro in qualche modo anche il LM317

Potrebbe anche essere capitato il contrario se il povero LM317 era tirato per il collo. Poteva essere l'occasione per metterci la versione HV. Se temi problemi di sovratemperatura, potresti eventualmente mettere una pastiglia termostatica sul dissipatore che, aprendo, scolleghi il secondario del trasformatore. Eviterei di interrompere il primario per non avere la tensione di rete in prossimità della bassa tensione.
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[47] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 11 dic 2020, 22:29

Ma la versione HV non la mette, ha ridotto anche la tensione al secondario del trasformatore.
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[48] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utenteedgar » 11 dic 2020, 22:42

Si, lo aveva specificato, ma può sempre rimettere le 20 spire tolte :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
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[49] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 11 dic 2020, 23:04

Ah beh, allora glie ne metta anche 30 così può salire di tensione col regolatore, dopo aver aumentato il valore della resistenza d'ingresso del regolatore da 15 Ohm a 120 Ohm, ovviamente. Per finale o finali, ci mette uno o due darlington così scaldano loro e non il regolatore. Ma a cosa serve il diodo in parallelo alla resistenza da 15 Ohm?
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[50] Re: Resurrezione di un alimentatore autocostruito

Messaggioda Foto Utentepgiagno » 11 dic 2020, 23:13

Mah, per il momento vorrei rimontare il tutto con i semiconduttori e i dissipatori nuovi. Sono convinto di aver giocato sporco con la dissipazione del calore, pensando che tanto non avrei alimentato circuiti di potenza, ma dài oggi, dài domani alla fine qualcosa ha ceduto.

Monterò la parte relativa alla protezione da cc su una basetta separata, perché non voglio modificare la "one thousand holes board" principale, che fa già schifo da sé. Sperimenterò questa soluzione, ben sapendo che esistono le soluzioni che avete suggerito.

Il solo pensiero di rimettere le spire a posto mi dà il voltastomaco. Va bene così. Però Foto Utenteedgar sei terribile!

Mi sono chiesto anch'io a che serve il diodo in parallelo alla resistenza da 15 Ohm, che in schemi analoghi non esiste, e anche la resistenza ha un valore che balla fra 10 e 22 Ohm, ma lì si capisce perché.

Ciao,
P.
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