Grazie
stefanopc per gli schemi. Mi sono fatto una minima idea di quello che può essere un carico attivo variabile. Non dimentichiamo che sono totalmente profano sulla maggior parte degli argomenti. Quindi anche cose che magari ai più possono apparire banali, per me sono di grande aiuto.
Ora, come aveva già detto
IsidoroKZ, le strade sono 2. O cimentarsi nella realizzazione di un circuito, e con la scusa studiarne il funzionamento, oppure più rapidamente, prendere un po' di resistenze e metterle in parallelo.
Devo essere sincero, gli schemi di
stefanopc mi tentano, sia per l'apparente semplicità di realizzazione, tanto semplice che forse ho capito anche come funziona...sia perché trovo il tutto mentalmente più stimolante rispetto al piazzare le resistenze in parallelo e misurare da quanta corrente sono attraversate (anche se forse sarebbe la soluzione più rapida e più da praticoni per ciò che vogliamo sapere). Ma come qualcuno aveva già notato, le soluzioni semplici non fanno parte di questa discussione
Mi rendo conto che non avere sempre e subito a disposizione i vari componenti che servono e doverli recuperare, rende un po' meno dinamica la discussione, ma purtroppo per ora è così. Conto, in futuro, di essere sempre più fornito. In più c'è da considerare, visto che trovo giusto che sia così, che ogni volta che salta fuori un argomento nuovo, cerco di studiacchiarlo dalla rete in modo da avere almeno idea di quello di cui si parla e farmi delle minime basi. E per farlo, ci vuole ovviamente il suo tempo e non sempre rispondo alle vostre indicazioni con la rapidità che vorrei.
Detto ciò, vorrei capire se ho capito come funziona il circuito e se è così semplice come penso.
In pratica la corrente che eroga l'alimentatore è "gestita" dal potenziometro da

, il quale regola la corrente che arriva in base di T1. La corrente transitante tra collettore ed emettitore di T1 (proporzionale alla corrente che arriva alla sua base), finisce a sua volta in base di T2 e T3. A questo punto T2 e T3 vanno proporzionalmente in conduzione e chiudono il circuito attraverso le 2 resistenze di basso valore ove fluirà la corrente totale del circuito.
Ci ho preso?
Tutta la potenza o quasi, viene dissipata in calore?
Non ho ben capito, nella pratica, a quali componenti applicare il dissipatore. Solo ai transistor?
E' possibile vedere la foto di una realizzazione pratica di questo circuito?
Ho trovato in rete altre varianti atte allo stesso scopo, un po' più elaborate come accennava
IsidoroKZ (operazionale, protezione da inversione di polarità, protezione da overheating, ecc.), ma partirei dalle cose facili facili.
Nel mio caso, penso si possa adattare bene la soluzione n. 2, quella fino a 10A.
Vorrei sapere, visto che in casa ho diversi transistor, quali caratteristiche "essenziali" devono avere T1 e T2 per capire se posso usare componenti equivalenti.
Grazie.