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Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[91] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utenteelfo » 17 giu 2021, 10:48

drGremi ha scritto:Chi non sa fare insegna e chi non sa insegnare comanda ;)

None :D

Chi non sa fare insegna e chi non sa insegnare insegna filosofia (asserito da un filosofo).
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[92] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utentefpalone » 17 giu 2021, 10:51

luxinterior ha scritto:da una parte ha ditta importante dove potrebbe fare carriera crescere come lavoro (non tecnico ma organizzativo) e crescere anche di stipendio.
Dall'altra ha una ditta non grandissima che paga meno e dove probabilmente farà il tecnico per i prossimi 30anni

Indicativamente, quella è da noi una delle peggiori iatture per i tecnici.
Secondo una mentalità allucinante, in Italia in genere un tecnico non viene pagato per il beneficio che può portare all'azienda, ma per il numero di persone che ha sotto.
La cosa è esacerbata dal fatto che in molte aziende, nel breve periodo avere un buon tecnico od un tecnico mediocre non sembra fare una differenza dal punto di vista del fatturato (leggi: aziende che lavorano su settori regolati o con contratti di durata pluriennale).
Questo i neo-laureati ormai lo sanno (anzi: iniziano a spiegarglielo anche all'università) e puntano di più ad andare in aziende più grandi con prospettive di crescite organizzative. Ed è anche uno dei motivi per cui i tecnici "puri" per crescere economicamente sono spinti ad emigrare.
Per il resto, la retribuzione di cui si parla, per un neolaureato, è un po' inferiore rispetto a quella che offrono le grandi aziende per l'inserimento in azienda di un ingegnere (diciamo, nel settore elettrico un BSS ha una retribuzione di 2400 euro lordi per 14 mensilità, più straordinari e premi): ci sta che non risulti particolarmente facile riuscire ad attrarre in un colloquio "i meglio fichi del biconzo".
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[93] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 17 giu 2021, 11:35

drGremi ha scritto: Il problema è che chi insegna non è mai uscito dal mondo accademico spesso e a volte si percepisce.

No no io sto parlando di grandi e macroscopici problemi di competenze.
Ad esempio nel mio caso classe 5 elettronica ITIS.
Professore di elettronica laurea in fisica bravissima in matematica ma la elettronica la sa a memoria la studia il giorno prima della lezione.
Non è questione di percezione è facile capire se "la sai o ci fai".
Il top è stata la volta che con molto rispetto ho dovuto dirle che la correzione del compito in classe era totalmente sbagliata.
Lei mi ha mandato alla lavagna dove ho rifatto tutto.
Quindi ha ritirato i compiti e rifatto la correzione come se niente fosse dato che era dopo tutto una persona a modo.
Era la prova del compito di esame di maturità.
E avevamo tutti elettronica scritta e orale col commissario esterno.
Per fortuna abbiamo avuto un professore di elettrotecnica fantastico per ben due anni che ricordo ancora caramente.
Mai visto un insegnante così preparato con grande esperienza anche sul campo e con una umiltà nel porsi agli altri quasi sconcertante e una infinita pazienza.
Nella mia carriera di studente è stato l'unico caso purtroppo.
Col senno di poi direi l'unico professore capace che ho incontrato sul mio percorso in ambito tecnico.
Avevamo un altrettanto preparato professore di meccanica.
Esperienza sul campo pluridecennale in travi prefabbricate.
Ma non aveva alcuna capacità di trasmettere la sua grande conoscenza.
Era avanti anni luce rispetto a noi progettava le travi a mente.
Sapeva fare i conti a mente o col regolo ad una velocità da paura.
Ma dopo 10 minuti eravamo in 4 che riuscivamo a seguirlo.
Poi se uno si appassiona a una materia se la può studiare da solo ma la scuola allora a cosa dovrebbe servire?
A tenere i figli a scuola mentre i genitori lavorano?
Ciao
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[94] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utenteobiuan » 17 giu 2021, 12:31

Mi sembra che si stia un po' troppo cadendo in generalizzazioni che finiscono quasi per diventare luoghi comuni. Mi riferisco alle dualità Italia-Estero e Grande/Piccola Azienza/Multinazionale.

Esprimo il mio pensiero, che ovviamente è opinabile e quindi può anche essere completamente sbagliato:

Il fatto che in media all'estero si paghi di più mica è vero, ci sono paesi in cui pagano di più, altri in cui pagano meno, altri ancora in pagano enormemente meno. E' giusto confrontarsi con chi sta meglio, ma nell'ottica di provare a migliorare non in quella di lamentarsi, ché francamente quando leggo le persone lamentarsi dell'Italia mi sale un po' il nervo a pensare agli altri 6 miliardi di persone che stanno peggio (centinaio di milioni più, centinaio di milioni meno)...vi invito a guardare questo, è istruttivo: https://www.youtube.com/watch?v=Wf0B-xByAOo
Io non ho mai pensato nemmeno per un decimo di secondo di trasferirmi all'estero, perché se è vero che potrei prendere qualche soldo in più, dovrei anche tener conto del malus di vivere non in Italia che per me vale molto di più della differenza di stipendio. Inoltre, se casa mia sta crollando, resto e aiuto a puntellare non vado a dormire dal vicino.

Inoltre, vorrei far notare che il semplice paragone di stipendio lascia un po' il tempo che trova. In un esempio è stato riportato uno stage in Svizzera a 2800€, che diventano 2300€ dopo l'affitto. E' uno stage, quindi niente contributi (suppongo, di solito è così)...e la sanità? in Svizzera si paga a parte, circa 400€/mese. Tolto tutto, restano diciamo 1800€. Quanto costa in più la vita in Svizzera rispetto all'Italia? sicuro quindi che quello stage alla fine sia pagato di più? la risposta è sì, perché suppongo che quel laureato viva in Italia facendo lo stage in Svizzera...va bene, son contento per lui, ma non è un metro di paragone corretto.

Lo stipendio medio in Svizzera al momento è di 4.650,45...in italia 1.431€. E' il triplo? beh sì, la matematica dice questo, ma se analizziamo il potere d'acquisto reale, il rapporto si restringe di un bel po'.

Da quanto trovo girando un po' in giro (per esempio, https://www.forextradingitalia.it/costo-della-vita/svizzera.html), il costo della vita per una famiglia di 4 persone per sopravvivere in Svizzera è di 4300€. (L'iscrizione a scuola di un bambino in prima elementare costa 22.000€(!!!), per esempio). Questo significa che con 4300€ si sbarca il lunario, niente lussi, niente cene fuori, cinema, divertimenti, macchinoni, super cellulari, tablet, Sky, Mediaset premium etc etc. Ora vi chiedo, con che stipendio da noi una famiglia di 4 persone è in quelle condizioni? non potersi permettere mai una pizza fuori, avere cellulari a conchiglia del 2002, girare con un ape car? di quanto questa cifra dista dai 1431€? quella è la differenza fra quanto si prende lì e quanto qui...e poi c'è da tenere conto che se uno vive in Svizzera...beh, vive in Svizzera!

Per quanto riguarda l'altra dualità di cui accennavo...io ho avuto l'enorme sfortuna di lavorare per due multinazionali, pur restando nella stessa azienda (Holding 1 acquistata da Holding 2). La prima era, pur nella sua enormità, un'azienda ancora dinamica, pronta all'investimento, rapida nelle decisioni, in quanto non era una multinazionale strutturata come tale, era un'azienda con un boss proprietario da solo delle quote di maggioranza e chiare catene di comando e responsabilità. Holding 2, la classica multinazionale dei giorni nostri: struttura a matrice, nessuno che decide nulla, tutto impostato sul "saving" e niente sull'innovazione. Son scappato a gambe levate.
Per me la verità è che una volta che lo stipendio ti concede una vita senza eccessive preoccupazioni economiche, è molto più importante fare un lavoro appagante perché sul posto di lavoro, alla fine, si passa il 40% del proprio tempo. Io preferisco passare il tempo in modo costruttivo e appagante, e magari avere qualche euro in meno da spendere nei week end, piuttosto che vivere male 8-10 ore al giorno finendo per stressarmi e rovinarmi anche il restante 60%, tutto per qualche soldo in più.
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[95] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utenteelfo » 17 giu 2021, 14:09

Quanto segue tutto rigorosamente IMHO.

1) Riporto alcuni confronti Italia - Svizzera da numbeo.com (che ritengo una fonte "affidabile")

Local Purchasing Power in Bologna is 49.64% lower than in Geneva
Local Purchasing Power in Bologna is 53.99% lower than in Zurich
Local Purchasing Power in Milan is 53.18% lower than in Geneva
obiuan ha scritto:L'iscrizione a scuola di un bambino in prima elementare costa 22.000€(!!!), per esempio

Vero, ma e' una scuola "internazionale" privata.
a Milano lo stesso tipo di scuola costa 13,961.54 € e a Bologna 11,600.00 €

ECOLINT
Classes 1 to 4 CHF 27,740
https://www.ecolint.ch/admissions/tuition-and-fees

La scuola e' rivolta principalmente ai figli dei diplomatici (la Svizzera ne e' piena data la presenza di molte organizzazioni internazionali): hai presente quanto guadagnano?

2) Ritengo - e il video su youtube che hai linkato (e che conoscevo) lo conferma https://www.youtube.com/watch?v=Wf0B-xByAOo - che l'Italia abbia un grande futuro (dietro le spalle :( )

Come sai l'adrenalina non viene da dove sei ma da dove sarai. (viaggiare a 300 km/h non da la stessa senzazione di accelerare 0-100 km/h in 3 s netti :D ).

E "piu' meglio" avere "du' sassi" (il Colosseo) o inviare e far volare "du' pezzi de fero" (Ingenuity) su Marte?

3) in altri ambiti si ha l'ambizione non di avere un (buon) lavoro, ma di esssere "finanziariamente indipendenti" - cioe' il "lusso" di poter lavorare senza averne necessita' (rectius: non dover lavorare).

Questo concetto l'ho accquisto (troppo) "tardi" nella mia vita.

Detto come magno: "il denaro deve lavorare x te e non te per il denaro"

Anche In questo thread ho riportato (post [67]) l'esempio di una persona giovane (31 anni) che persegue (per il momento con successo) questo obiettivo.
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[96] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto UtentedrGremi » 17 giu 2021, 14:59

luxinterior ha scritto:Compito della scuola non è insegnare la pratica sarebbe riduttivo e inutile vista la quantità di cose diverse che dovrai affronatre. Compito della scuola è fornire informazioni metodi strategie che poi uno applicherà al suo caso specifico. Va benissimo che ci siano insegnanti completamente scollegati dal mondo reale non è quello il loro compito. Un insgenante che completa le sue lezioni con esempi reali ben venga ma per me non è indispensabile.

Eh, dipende. Se fai fisica gli esempi reali li devi fare, così come se fai campi elettromagnetici. La teoria nasce per risolvere problemi, se nemmeno si sa che problemi stai risolvendo e sono conti filati dove sei tu che devi trovargli un senso diventa complesso.
Questo non vuol dire ricevere una preparazione sul software x che domani è obsoleto, ma sui metodi di lavoro si, che alla fine sono universali per ogni software.
Se insegni un circuito non puoi fare i conti e basta, devi spiegare perché nasce, perché ce n'è l'esigenza e non se ne usa un altro. Se ce ne sono molti per esempio vuol dire che fanno tutti abbastanza schifo e quindi se ne usa uno a seconda del caso specifico.

Purtroppo, come al solito dipende dalla persona.

luxinterior ha scritto:Nell unico corso di programmazione che ho fatto ai miei tempi abbiamo studiato il PASCAL, all'epoca nel mondo reale tutti scrivevano in C.

Ma qui non è problema di C (e varianti), python o rust. Qui il problema è insegnare a programmare. Perché usi un metodo o un algoritmo e non un altro, etc, etc. Insegnare a pensare. Ma se non hai mai fatto davvero quello che insegni, non sai dove andare.

Poi dipende. Chi insegna per passione si vede. Se insegni per ripiego pure.

stefanopc ha scritto:Lei mi ha mandato alla lavagna dove ho rifatto tutto.

Almeno era intelligente e te l'ha fatto fare.

stefanopc ha scritto:Ma dopo 10 minuti eravamo in 4 che riuscivamo a seguirlo.

Che infatti oltre a sapere le cose bisogna saperle insegnare. Però devo dire che chi non sa le cose non le sa nemmeno insegnare e di casi di "scienziato pazzo" bravissimo e un cane a spiegare non ne ho mai incontrato alcuno, mi sa molto da film. Ma a quanto pare il tuo era così!

stefanopc ha scritto:Poi se uno si appassiona a una materia se la può studiare da solo ma la scuola allora a cosa dovrebbe servire?

A volte ho questa sensazione con l'uni. Se le cose poi le devo studiare e capire da solo, che cavolo ci vado a fare? Per il pezzo di carta? Il docente che lo pago a fare se mi bastava il libro? È bastato cambiare università per la specialistica, ora invece che 4 pippe su 5 ne incontro 1 su 5.

obiuan ha scritto:vi invito a guardare questo, è istruttivo

Lo conoscevo. Ma mi dispiace guardo solo al meglio. Il peggio deve diventare meglio. Chi sta peggio di noi deve superarci e noi dobbiamo superare chi sta meglio di noi.

obiuan ha scritto:se casa mia sta crollando, resto e aiuto a puntellare non vado a dormire dal vicino

Dipende. Ma io non "vado a ballare in puglia" (se non sai a cosa mi riferisco è una canzone di Caparezza).

obiuan ha scritto:Per me la verità è che una volta che lo stipendio ti concede una vita senza eccessive preoccupazioni economiche, è molto più importante fare un lavoro appagante perché sul posto di lavoro, alla fine, si passa il 40% del proprio tempo. Io preferisco passare il tempo in modo costruttivo e appagante, e magari avere qualche euro in meno da spendere nei week end, piuttosto che vivere male 8-10 ore al giorno finendo per stressarmi e rovinarmi anche il restante 60%, tutto per qualche soldo in più.

Dipende. Se l'azienda è tua è un discorso, se sei dipendente è un altro. Se sono parte dell'azienda è giusto essere pagati per il valore aggiunto che si fornisce.

obiuan ha scritto:Mi sembra che si stia un po' troppo cadendo in generalizzazioni che finiscono quasi per diventare luoghi comuni. Mi riferisco alle dualità Italia-Estero e Grande/Piccola Azienza/Multinazionale.

Le generalizzazioni sono sbagliate sempre. Tra l'altro l'esperienza è variegata, c'è chi ha avuto culo e si è trovato bene in una piccola azienda, magari al pensionamento del principale l'ha anche acquistata. C'è chi si è trovato soffocato dalla grande azienda. Come tutte le cose di questo mondo è complicato.
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[97] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utenteobiuan » 17 giu 2021, 17:20

Dipende. Se l'azienda è tua è un discorso, se sei dipendente è un altro. Se sono parte dell'azienda è giusto essere pagati per il valore aggiunto che si fornisce.


Ma questo è ovvio, intendevo dire che lo stipendio non è il solo metro di misura per stabilire quanto convenga prendere una strada piuttosto che un'altra.

elfo ha scritto:1) Riporto alcuni confronti Italia - Svizzera da numbeo.com (che ritengo una fonte "affidabile")

Local Purchasing Power in Bologna is 49.64% lower than in Geneva
Local Purchasing Power in Bologna is 53.99% lower than in Zurich
Local Purchasing Power in Milan is 53.18% lower than in Geneva


Questo cozza un po' con quanto da me trovato, ma insomma...mi fido, sembri avere decisamente più competenze in merito. In ogni caso, lo stipendio medio di 4600€ diventa quindi equivalente a 2300€ italiani, distante ma non così tanto, o quantomeno decisamente meno. La sanità è compresa in quel conto?
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[98] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utentebrabus » 17 giu 2021, 18:10

obiuan ha scritto:(...)
Io non ho mai pensato nemmeno per un decimo di secondo di trasferirmi all'estero, perché se è vero che potrei prendere qualche soldo in più, dovrei anche tener conto del malus di vivere non in Italia che per me vale molto di più della differenza di stipendio. Inoltre, se casa mia sta crollando, resto e aiuto a puntellare non vado a dormire dal vicino.
(...)


Avendo vissuto la cosa in prima persona, descrivo così la mia scelta: se la casa sta crollando e non so mettere un puntello, vado da chi lo sa fare, imparo e poi torno con la competenza.

Io ho lavorato inizialmente in Italia, per due anni: ben presto mi sono reso conto che stavo imparando a lavorare in maniera fortemente sbagliata (del tipo: insultare i fornitori, fare giochetti con le fatture, trattare i dipendenti come pezze da piedi, etc.). Dunque mi son detto: è possibile lavorare in maniera diversa?
Ho fatto numerosi colloqui con le aziende della zona e venivo sempre messo di fronte alla realtà "feudale" della bassa padana: azienducola col macchinone del panzuto proprietario rigorosamente davanti all'ingresso, ambiente di lavoro deprimente e scarsissima preparazione da parte di chi mi stava selezionando. Nella maggior parte dei casi non avevano letto il mio curriculum (a parte la prima riga) e perdevamo un'ora a ripetere ciò che c'era già scritto.

Da lì ho deciso di vedere se fuori era diverso. Posso dirlo francamente: nelle zone giuste è un altro pianeta. Metto piede in Austria e mi viene subito proposto gratuitamente il corso intensivo di lingua tedesca, inizio a lavorare con colleghi e partner di tutto il mondo. In breve guadagno, netto, il triplo rispetto a pochi mesi prima in Italia. Il costo della vita è simile. Nel giro di qualche anno mi permetto l'acquisto di un appartamento, della macchina e pure di un terreno in Italia, il tutto lavorando tipicamente fino alle 15:30. In piena pandemia ho fondato la mia impresa, in maniera completamente digitale, senza scartoffie e impedimenti.
La prospettiva è ovviamente quella di tornare e portare giù un po' della mentalità che ho acquisito (i famosi puntelli di cui si parlava prima). Voglio dimostrare che è possibile fornire servizi ad alto valore aggiunto, trattare i collaboratori come persone, incrementare la competitività dell'azienda investendo sul capitale umano interno. Se i miei collaboratori rimangono a casa, io chiudo. Sono IO ad essere dipendente da loro, non il contrario!

Volete sapere che cosa ho imparato? Una lezione davvero semplicissima.
Nel mondo mitteleuropeo ciò che conta è il RISULTATO. Tu fai il tuo, porti avanti il progetto, produci risultati tangibili, finisci e vai a casa. Niente drammi, niente alzate di voce: siamo orientati alla cosa, all'oggetto del nostro lavoro.
Nelle mie esperienze italiane (ho avuto anche grossi clienti italiani da fornitore di servizi in Austria), ciò che conta è invece l'EMOZIONE. Il lavoro deve essere duro, intenso, difficile, bisogna avere i nervi a fior di pelle. Insomma, il lavoro deve essere CATARTICO. Se fai il tuo ed esci alle 15:30, evidentemente hai poco da fare. Se non ti lamenti, hai poco da fare. Se non stai a sbuffare, a bestemmiare, a lamentarti di continuo del capo e del Governo, evidentemente non fai una cippa.

Ricordo una presentazione ricevuta dall'italia, da mostrare a BOSCH il giorno dopo: era piena di commenti in rosso, di dati sbagliati ed era pure impaginata male. La risposta di chi la fece fu: "Beh ma guarda che ho lavorato fino alle 22:30 per farla!".
Risposta mia: e a me cosa importa? La presentazione è inaccettabile. Punto. Un tedesco me l'avrebbe semplicemente sistemata e spedita, senza tanti piangistei.

Questa è esattamente la mentalità che voglio portar giù. Vedremo se avrà successo.
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[99] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 17 giu 2021, 18:17

brabus ha scritto:Questa è esattamente la mentalità che voglio portar giù. Vedremo se avrà successo.

Auguri con il tuo progetto. Senza ironia, sono serio. L'Italia avrebbe davvero bisogno di questo.
"640K ought to be enough for anybody" Bill Gates (?) 1981
Qualcosa non ha funzionato...

Lo sapete che l'arroganza in informatica si misura in nanodijkstra? :D
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[100] Re: Consigli neolaureato in ingegneria elettronica

Messaggioda Foto Utentefpalone » 17 giu 2021, 18:59

brabus ha scritto:In piena pandemia ho fondato la mia impresa, in maniera completamente digitale, senza scartoffie e impedimenti.
[...]
Vedremo se avrà successo.


Complimenti Foto Utentebrabus, e ad maiora, non dubito che il successo arriverà!
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