Ciao,
obiuanIl quiz che fai ai tuoi intervistati è molto interessante e se anche banale posso confermare il fatto che molti miei colleghi (e anche io) troverebbero difficoltoso dare una risposta precisa a tutte le domande.
Anche se ormai la soluzione è stata resa nota, voglio provare a rispondere in tutta onestà ai 3 punti.
1) Dopo aver chiarito il tipo di forma d'onda (0-24V) avrei seguito il seguente ragionamento: supponendo il condensatore inizialmente scarico, a fronte dei 24 V il diodo ideale è sostituibile con un cortocircuito in quanto a un capo vede 24 V e all'altro 0V inizialmente. Dunque, il condensatore ideale si carica istantaneamente a 24 V. Dunque il diodo, ipotizzando una soglia di 0V, rimane in conduzione fino al fronte negativo del segnale, dopo di che il diodo va off e il condensatore rimane carico a 24 V. Dunque, fra K e B vedo una costante a 24 V
2) Nel caso di diodo ideale avrei già le prime difficoltà (forse ho detto delle baggianate anche al punto 1) senza accorgermene

). Ad ogni modo farei il seguente ragionamento: in primo luogo il diodo non ideale ha una tensione di soglia, potrei considerare un modello semplificato e supporla di 0.7V, oppure il modello esponenziale (in tutta sincerità dovrei ripassarmi queste cose). Potrei considerare, inoltre, una resistenza dovuta ai terminali del diodo. Per cui concluderei dicendo che, a differenza del caso ideale, la tensione fra K e B sarebbe, dopo un breve transitorio, pari a 23.3V.
3) Nel caso di condensatore non ideale aggiungerei a questo una resistenza serie dovuta ai terminali e una in parallelo dovuta alle non idealità del dielettrico. Dal corso di misure elettroniche forse ricordo anche degli effetti induttivi nel condensatore reale (forse potrei sbagliarmi). Ad ogni modo, avrei un transitorio di carica dipendente da tali effetti resistivi.
Queste sarebbero le mie risposte, se vuoi darmi un parere mi farebbe davvero piacere. Se credi non avrei superato il tuo colloqui fammelo sapere, non mi offendo, anzi la sincerità la apprezzo molto

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Al momento lavoro come programmatore plc per una azienda nel settore della automazione industriale, ma un'altra azienda che fa elettronica vorrebbe assumermi. Sto tardando a dargli una risposta perché, fra la tesi (programmazione di microcontrollore) e il mio lavoro attuale, non faccio elettronica pura da 6 mesi e passa, per cui non vorrei non essere alla altezza della situazione.
L'elettronica mi interessa molto e so che una carriera in quel campo potrebbe darmi molte soddisfazioni, ma so anche che molti ragazzi iniziano a "smanettare" fin da ragazzini con l'elettronica e io, seppur laureato in ingegneria elettronica, ho sempre solo studiato e fatto veramente poco di pratico.
Al mio secondo colloquio con questa azienda di elettronica, l'intervistatore mi ha detto "noi ti assumiamo come apprendista, ma non avrai una persona ad affiancarti. Sarà il problema che ti affideremo a guidarti e dovrai sbatterci la testa per risolverlo." Questa premessa mi ha da un lato stimolato, dall'altro impaurito molto

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Mi ha anche detto che ci sarà comunque il momento di confronto e che non sarò solo in ufficio, ma chissà....