Rimanerci secchi potrebbe essere difficile, ma una bella scarica di un condensatore, anche di pochi nF, carico a qualche kV, la puoi sentire e probabilmente farà anche male!
Dalle curve IEC 479-2 (qualche correzione sulla figura, per via di alcuni refusi) risulta questo per il dolore:
Comunque ricordiamoci che quando sono in ballo circuiti risonanti che includono delle capacità, il problema è appunto la scarica capacitiva: anche con pochi W assorbiti dall'alimentazione di rete, si possono avere situazioni di pericolo.
Visto che l'OP parla di una scarica su una distanza di due cm, possiamo immaginare che quel circuito abbia una tensione di uscita di poche decine di kV (indicativamente, buttiamo ad indovinare una tensione di 40 kV).
Per avere un rischio del 50% di fibrillazione ventricolare, la norma indica un valore di 5 mC, quindi la capacità di quel circuitino risonante dovrebbe essere nell'ordine di grandezza del centinaio di nF... che non sono pochi per un circuito così piccolo, ma non sono neanche tanti in valore assoluto.
Personalmente quindi non lo considererei un circuito "sicuro" !
TITAN ha scritto:Non credo perché è la corrente che ti uccide e con 30-40 W la corrente vale circa 100 microAmper e una corrente simile non uccide neanche un neonato.
Purtroppo, anche senza scariche capacitive, 30-40 W sono più che sufficienti a causare la fibrillazione ventricolare. Considerando una resistenza del corpo umano di 1000 Ohm (valore canonico, anche se approssimato), con 200 V di alimentazione hai proprio 40 W di potenza trasferita al corpo umano e 200 mA, più che sufficienti a causare la fibrillazione ventricolare.
Proprio per questo bisognerebbe vedere cosa c'è in quel circuito.