Capacità produttiva nucleare in Francia
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sebago,
mario_maggi
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Come per la stragrande maggioranza dei parchi di produzione nucleare, anche quello francese è esercito con logiche di baseload. La fortissima capacità di scambio di potenza tra Francia ed altri paesi europei consente di esportare eventuali surplus di produzione.
In pratica tutte le centrali vengono esercite al massimo della loro disponibilità, modulando il meno possibile la generazione; questo sia per motivi di convenienza economica (il costo marginale di produzione del nucleare è il più basso tra tutte le fonti non rinnovabili) sia per motivi di stress al reattore ed al macchinario.
In linea di principio potrebbero aumentare la produzione nel breve periodo ripianificando le manutenzioni in modo da ridurle in questa fase critica, ma dubito che ci sia molto margine, visto che di recente il parco nucleare francese, in costante invecchiamento, ha avuto non pochi problemi di fuori servizio programmati e non.
In pratica tutte le centrali vengono esercite al massimo della loro disponibilità, modulando il meno possibile la generazione; questo sia per motivi di convenienza economica (il costo marginale di produzione del nucleare è il più basso tra tutte le fonti non rinnovabili) sia per motivi di stress al reattore ed al macchinario.
In linea di principio potrebbero aumentare la produzione nel breve periodo ripianificando le manutenzioni in modo da ridurle in questa fase critica, ma dubito che ci sia molto margine, visto che di recente il parco nucleare francese, in costante invecchiamento, ha avuto non pochi problemi di fuori servizio programmati e non.
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La capacità nucleare francese è quasi interamnete costituita da reattori PWR.
i PWR sono molto flessibili all'inizio del ciclo, cioè quando il combustibile nucleare è "nuovo" ed è presente una elevata reattività di riserva. Man mano che però il ciclo progredisce ed il combustibile si consuma, la capacità di modulazione diminuisce, quando sono arrivati a circa il 90% del ciclo, il reattore può contribuire unicamente alla regolazione della frequenza della rete come suo contributo al bilanciamento, visto che ogni variazione di potenza non è consentita (a meno che per ragioni di sicurezza). A fine del ciclo i reattori vengono quindi sfruttati a potenza costante e non seguono la curva di carico giornaliera.
i PWR sono molto flessibili all'inizio del ciclo, cioè quando il combustibile nucleare è "nuovo" ed è presente una elevata reattività di riserva. Man mano che però il ciclo progredisce ed il combustibile si consuma, la capacità di modulazione diminuisce, quando sono arrivati a circa il 90% del ciclo, il reattore può contribuire unicamente alla regolazione della frequenza della rete come suo contributo al bilanciamento, visto che ogni variazione di potenza non è consentita (a meno che per ragioni di sicurezza). A fine del ciclo i reattori vengono quindi sfruttati a potenza costante e non seguono la curva di carico giornaliera.
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