ma almeno nei vecchi Lima il locomotore fermo era disalimentato e la variazione di velocità ottenuta variando la tensione, il che si tradurrebbe anche in variazione di luminosità del LED.
un quesito elettromodellistico
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Non so se ci sono modelli diversamente evoluti 
ma almeno nei vecchi Lima il locomotore fermo era disalimentato e la variazione di velocità ottenuta variando la tensione, il che si tradurrebbe anche in variazione di luminosità del LED.
ma almeno nei vecchi Lima il locomotore fermo era disalimentato e la variazione di velocità ottenuta variando la tensione, il che si tradurrebbe anche in variazione di luminosità del LED.
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claudiocedrone
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Gli "antenati" dell'illuminazione indipendente credo furono i Rivarossi, con un trenino che nel carro bagagliaio aveva due pile e trasferiva la tensione alle altre carrozze tramte il gancio fra di esse ed una delle rotaie (quindi era indipendente dall'alimentazione del motore) ... poi uscirono sistemi che aggiungono una portante ad una delle rotaie (simmetrica, cosi non influisce sul motore), con frequenza di alcuni kHz, viene captata da un circuito apposito ed alimenta solo le luci, in modo da poterle accendere e spegnere indipendentemente dal fatto che il motore vada o meno.
Ormai che i trenini sono diventati digitali pure loro, trasmettono sempre l'alimentazione alle rotaie, con sovraimpressa la portante dei comandi, per cui puoi controllarci anche diversi treni tutti insieme (accensioni, spegnimenti, velocita' e sensi di marcia vengono comandati dalla console ed eseguiti dalla circuiteria all'interno del treno, ognuno ha un'indirizzo diverso)
La versione con la portante semplice e' realizzabile anche abbastanza facilmente, quella digitale credo richieda componenti dedicati.
Ormai che i trenini sono diventati digitali pure loro, trasmettono sempre l'alimentazione alle rotaie, con sovraimpressa la portante dei comandi, per cui puoi controllarci anche diversi treni tutti insieme (accensioni, spegnimenti, velocita' e sensi di marcia vengono comandati dalla console ed eseguiti dalla circuiteria all'interno del treno, ognuno ha un'indirizzo diverso)
La versione con la portante semplice e' realizzabile anche abbastanza facilmente, quella digitale credo richieda componenti dedicati.
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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buongiorno e grazie per i vostri consigli. penso che la soluzione con il ponte raddrizzatore sia la più comoda, e vi chiedo un'ultima cosa. funziona anche con alimentazione in PWM? 
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Dipende dalla frequenza del PWM: se alta poiché l'occhio non percepisce le rapide variazioni (è un filtro passa basso) vedresti una luce continua, ma al variare della velocità comunque hai una variazione della luminosità media emessa e quindi percepita.
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Ci metterei un bel condensatore elettrolitico sull'uscita del ponte, si dovrebbe attenuare lo sfarfallìo.
Alex
https://www.facebook.com/Elettronicaeelettrotecnica
<< vedi di pigliare arditamente in mano, il dizionario che ti suona in bocca,
se non altro è schietto e paesano.
(Giuseppe Giusti) <<
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Se con il PWM, metti un condensatore, filtri al valore massimo, quindi la tensione ( e la luminosità del LED) è quasi indipendente dalla tensione media ai motori della locomotiva.
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Etemenanki ha scritto:Ormai che i trenini sono diventati digitali pure loro, trasmettono sempre l'alimentazione alle rotaie, con sovraimpressa la portante dei comandi, per cui puoi controllarci anche diversi treni tutti insieme (accensioni, spegnimenti, velocita' e sensi di marcia vengono comandati dalla console ed eseguiti dalla circuiteria all'interno del treno, ognuno ha un'indirizzo diverso)
Ho realizzato questa soluzione a livello amatoriale, questo è un link alla descrizione:
http://www.grix.it/viewer.php?page=13184&mode=preview
su un sito che richiede una semplice registrazione.
Lo standard commerciale DCC però è ben diverso in quanto non c'è una portante sovraimpressa all'alimentazione, ma è proprio l'alimentazione di potenza che viene invertita tutta quanta più volte di polarità secondo un protocollo di comando che comporta una tempistica molto stringente.
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inserisco un progettino di massima:
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come al solito siete formidabili. avete accennato al digitale, ma non fa per me che, quando riuscirò a sfrattare mio figlio dalla sua stanza potrò finalmente pensare ad un plastico……. rigorosamente analogico. grazie a tutti, daniele 
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