CAro GioArca67, ho il timore che fpaolone abbia ragione.
Tu hai colto il punto cruciale del problema nel riconoscere il diverso ambito di applicazione, prima della tua considerazione le "contromisure si limitavano all'invettiva"! 
La tua osservazione consente a molti cittadini di contestare certe interpretazioni del comune e di farlo in modo preciso, in punto di diritto.
Ma
contestare non vuol dire ottenere ragione e riuscire a salvaguardare un diritto che un ente pubblico intende negare per una errata interpretazione delle norme:
Interpretazione che rende assoluto - guarda caso - il potere discrezionale del comune: visibili da dove? Visibili in che misura? Chi lo decide? Secondo quali criteri?
Ma
l’assoluta discrezionalità potrebbe essere un potere con i piedi di argilla perché qualche giustificazione dovranno pur darla, e dovendola dare cosa si inventeranno?
Il legislatore, nel precisare quando è utilizzabile il modello unico, purtroppo scrive:
"...ai soli fini dell'installazione di pannelli integrati nelle coperture non visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici....”
Inserisce un concetto vago di integrazione, non parla né di impianti su tetto piano né di impianti parzialmente integrati. Non poteva semplicemente far esplicito riferimento al DM n.31 del 2017 scrivendo che gli impianti esonerati dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica possono usufruire del modello unico?
Invece lo fa nel modo peggiore, preferendo ESPLICITARE il concetto, peccato che lo faccia IN MODO VAGO e APPPROSSIMATIVO. Troppa sciatteria per non sospettare che non sia intenzionale.
COSA FARE?
Il TAR è un tribunale.
Non c’è un ENTE al quale è possibile fare una sorta di INTERPELLO (con l’Agenzia delle Entrate mi pare si possa fare).
NON SI PUÒ INOLTRARE UNA RICHIESTA DI CHIARIMENTO AD ARERA?Magari possiamo scriverlo insieme l'interpello, sarebbe bello se ci fosse la disponibilità a partecipare di chiunque è interessato al settore.
Una risposta avrebbe valore nazionale, i comuni dovranno attenersi al DM n. 31 del 2017 che non lascia spazi interpretativi.