OK. Inizialmente non afferravo la vostra osservazione. Io mi riferivo ai
contatti indiretti (parlavo di dispersioni), mentre
sisu70 e
6367 facevano evidentemente riferimento ai
contatti diretti.
Facciamo un po' di chiarezza per tutti.
sisu70 ha scritto:Me non e' vero che la dispersione su L3
migliora 
la situazione, perché quella nuova dispersione potrebbe attraversare un malcapitato, mentre le dispersioni su L1 e L2 potrebbero essere "intrinseche nell'impianto".
Certo!
In caso di contatto diretto con la fase L3 la presenza di dispersioni su L1 e L2 evidentemente "desensibilizzano" il differenziale (come dice
6367).
Senza riscrivere vedasi:

(
https://www.electroyou.it/serting/wiki/l-interruttore-differenziale-il-corretto-utilizzo-6)
sisu70 ha scritto:In definitiva un differenziale trifase da 30mA garantisce che un malcapitato non prenda più di 60mA, mentre tre differenziali monofase da 30mA garantiscono che lo stesso malcapitato non prenda più' di 30mA.
Anche
6367 ha una posizione simile:
Tuttavia questa configurazione, per quanto ammessa e diffusa, è soggetta sia a scarsa selettività sia a desensibilizzazioni dovute alle dispersioni sulle fasi non soggette a guasto.
Parliamo di contatti
indiretti.
Se un malcapitato
tocca una massa sulla quale vi è una dispersione che succede? Si prende 1mA? 30mA? 60mA? 300mA? Boh chi può dirlo? Dipende dal valore della resistenza di terra e della resistenza che il malcapitato presenta fra punto di contatto e terra: partitore di corrente e si calcola. Alternativamente sapendo la tensione della massa ci viene in aiuto Mr. Ohm.
Mi pare che la CEI 64-8 preferisca l'aiuto di Mr. Ohm e ci dica: fai in modo che sulle masse non ci siano più di 50V (o 25V in alcune situazioni) in modo tale che nel caso peggiore il malcapitato, che in genere (almeno nel 95% dei casi) ha 1700 ohm di resistenza verso terra (@50V), non si becchi più di 29mA.
Vedansi le curve di sicurezza tempo-corrente.
E' il caso seguente, per semplicità non considero sfasamenti fra tensioni e correnti:
Dalla figura sopra la tensione cui è soggetto il malcapitato è sostanzialmente 0V nel caso di 3 correnti di dispersione sulle 3 fasi (a meno della caduta su Rpe3 che, per la trascurabile resistenza del PE e la bassa corrente, dovrebbe essere trascurabile e quindi la carcassa su L3 ha sostanzialmente il potenziale di Rt), mentre nel caso di sole due correnti di dispersione abbiamo 20mA*Rt.
A questo mi riferivo dicendo che una dispersione su L3 (presenti già dispersioni su L1 e L2) fino a concorrenza della somma vettoriale delle altre due migliora la situazione.
Spero di non aver scritto troppe stupidaggini.
Grazie per lo scambio di osservazioni, sempre utile a sviscerare meglio la situazione.
La soluzione prospettata all'inizio pur "tollerata" dalle norme vigenti (si veda anche l'immagine presa dalla nota rivista del settore) è sicuramente meno valida dal punto di vista della sicurezza limitatamente al caso dei contatti diretti, mentre per il caso dei contatti indiretti non presenta differenze sostanziali. Per altro non vi sarebbe alcuna differenza col caso di utenza trifase in cui si ha una dispersione crescente da L3 con presenti già dispersioni da L1 e L2.