Relativamente a quanto scritto nel mio post precedente, in cui chiedo pareri sulla configurazione impiantistica proposta da Blaster, ho cercato di approfondire la questione e ho trovato sul tubo un video in cui è mostrata la configurazione che allego.
In base a tale immagine, ritengo corretto collegare l'uscita dell'inverter dell'impianto ftv esistente alla fase R, ad esempio, e l'inverter nuovo alla fase S ai rispettivi generali bipolari (nell'immagine essi hanno la leva di comando color rosso). Mi confermate che è la configurazione impiantistica idonea?
Fornitura trifase con fotovoltaico monofase
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mario_maggi
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firefox ha scritto:Mi confermate che è la configurazione impiantistica idonea?
A mio modesto parere e senza poter leggere ogni dettaglio degli interruttori, già la configurazione in figura, prima di connettere gli inverter, non è idonea, perché nello specifico di ogni diramazione monofase quello che sembra essere un sezionatore non protegge quello che sembra essere un differenziale puro che sembra essere seguito da una schiera di magnetotermici; e il C63 quadripolare a monte di tutto sembra essere dimensionato troppo abbondante per essere lui quello che protegge i differenziali puri.
Una volta confermato questo, a maggior ragione il punto di connessione ipotizzato per gli inverter del FV non sarebbe adeguato, perché i differenziali puri continuerebbero a non essere protetti a fronte di una possibile corrente ancor maggiore, perché potenziale somma di quella in arrivo dalla rete (max 63A) e quella in arrivo dall'inverter.
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sisu70 ha scritto:firefox ha scritto:Mi confermate che è la configurazione impiantistica idonea?
A mio modesto parere e senza poter leggere ogni dettaglio degli interruttori, già la configurazione in figura, prima di connettere gli inverter, non è idonea, perché nello specifico di ogni diramazione monofase quello che sembra essere un sezionatore non protegge quello che sembra essere un differenziale puro che sembra essere seguito da una schiera di magnetotermici; e il C63 quadripolare a monte di tutto sembra essere dimensionato troppo abbondante per essere lui quello che protegge i differenziali puri.
Una volta confermato questo, a maggior ragione il punto di connessione ipotizzato per gli inverter del FV non sarebbe adeguato, perché i differenziali puri continuerebbero a non essere protetti a fronte di una possibile corrente ancor maggiore, perché potenziale somma di quella in arrivo dalla rete (max 63A) e quella in arrivo dall'inverter.
Certo come dici tu ci sono delle anomalie per quanto riguarda i dispositivi di protezione.
Il punto di connessione ipotizzato per gli inverter del FV, considerando che i dispositivi di protezione siano idonei e adeguati, credo sia corretto ossia i generali bipolari di ogni singola fase, mi dai conferma?
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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firefox ha scritto:Certo come dici tu ci sono delle anomalie per quanto riguarda i dispositivi di protezione.
Il punto di connessione ipotizzato per gli inverter del FV, considerando che i dispositivi di protezione siano idonei e adeguati, credo sia corretto ossia i generali bipolari di ogni singola fase, mi dai conferma?
Mmmmm, dipende da come verrebbero sistemate le anomalie sulle protezioni:
1) se venisse cambiato il MT 4P in modo che lui protegga i differenziali puri, allora secondo me gli inverter monofase andrebbero collegati a monte di quel MT 4P, ognuno per la sua fase
2) se venisse installato un MT 2P al posto di ogni sezionatore di fase, allora secondo me gli inverter potrebbero anche essere collegati a monte di questi nuovi MT 2P (cioè a volle del MT 4P)
Personalmente la seconda scelta mi sembrerebbe strana, soprattutto se tutti i rami monofase (inverter e carichi) sono dimensionati per 6 kW.
In ogni caso mi sembra che non ci siano differenze sostanziali rispetto al punto di collegamento di un inverter trifase.
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Nel caso 1) il MT quadripolare deve avere un corrente nominale pari o maggiore alla corrente nominale più alta tra i due inverter (nel caso in esame 32 A avendo un inverter da 6 kW e uno da 5 kW), corretto?
Nel caso 2) non ho capito perché ti sembra strano, sicuramente mi sfugga qualcosa del tuo ragionamento.
Nel caso 2) non ho capito perché ti sembra strano, sicuramente mi sfugga qualcosa del tuo ragionamento.
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firefox ha scritto:Nel caso 1) il MT quadripolare deve avere un corrente nominale pari o maggiore alla corrente nominale più alta tra i due inverter (nel caso in esame 32 A avendo un inverter da 6 kW e uno da 5 kW), corretto?
No, nel mio caso 1 gli inverter sono collegati a monte del MT 4P, il quale quindi non ha vincoli di dimensionamento rispetto agli inverter, bensì solo rispetto ai carichi e alle loro protezioni (in particolare i differenziali puri).
Naturalmente la linea in arrivo lì da ogni inverter deve essere protetta da un MTD all’altro capo, vicino all’inverter (la parte MT protegge la linea, la parte D l’inverter).
E anche la linea in arrivo lì (4P) dal contatore deve essere protetta con un MT (4P) all’altro capo, vicino al contatore: questo sì va dimensionato anche in funzione dell’inverter più potente (oltre che in funzione della potenza in prelievo).
firefox ha scritto: Nel caso 2) non ho capito perché ti sembra strano, sicuramente mi sfugga qualcosa del tuo ragionamento.
Perché se i carichi e le protezioni sulle tre fasi sono dimensionati in maniera simile non c’è motivo di non proteggere tutto con un MT 4P. Però è vero che nel caso 1 non hai nel centralino un interruttore che scollega, da lì, tutto compreso il FV, mentre nel caso 2 sì. Potrebbe essere un sezionatore, ma se costa meno o uguale un MT …
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