Buonasera a tutti,
Ho bisogno di un consiglio perché sono molto in difficoltà su un "nuovo progetto" di rilevazione fumi.
Il committente ha un capannone industriale piuttosto grande e ha già un impianto di rilevazione fumi comprensivo di taghe TOA e pulsanti manuali. A seguito di una ristrutturazione sono state modificate delle stanze che quindi non sono più protette dai rilevatori.
Fin qui sembra facile, si apre il loop e si inseriscono i nuovi rilevatori.
Il problema è che il vecchio impianto è stato progettato a mio parere (ovviamente è una mia personale interpretazione) non alla regola dell'arte. Giusto per fare alcuni esempi i rilevatori sono inclinati, le zone non sono tutte completamente coperte (ad esempio i corridoi e i vani scale). Addirittura alcune vecchie stanze non hanno il rilevatore.
La tentazione è chiaramente quella di rifare interamente l'impianto con tutti i crismi della UNI 9795 ma il committente Giustamente vorrebbe semplicemente mettere in sicurezza l'impianto con il minimo delle spese.
A questo punto entra un dilemma, le lacune che vedo e ho trovato nell'impianto devo farle sistemare? devo riverificare tutto? che responsabilità ha il progettista riguardo a questo?
Grazie per adesso e buona serata a tutti
Impianto rilevazione fumi
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Mike
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Goofy ha scritto:Il committente vuole che tu gli progetti l'impianto nei locali variati o vuole che gli verifichi la conformità alla regola d'arte di tutto l'impianto?
Il committente vuole stare tranquillo che se scoppia un incendio non ha responsabilità di sorta. Inoltre non riesco a spiegarmi come sia possibile che gli abbiano appena rilasciato il CPI meno di un anno fa.
Inoltre sembrerebbe che abbiano dismesso delle caldaie che erano quelle che facevano rientrare l'attività come soggetta a CPI e al momento sembrerebbe essere del tutto superfluo (ma io non sono un professionista antincendio e su questo non metto bocca)
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Lucaiac89 ha scritto:Il committente vuole stare tranquillo che se scoppia un incendio non ha responsabilità di sorta. Inoltre non riesco a spiegarmi come sia possibile che gli abbiano appena rilasciato il CPI meno di un anno fa.
Se l'impianto esistente è dotato di DICO la responsabilità è dell'installatore. Chi modifica l'impianto è responsabile solo della modifica e deve garantire che il suo intervento non comprometta o venga compromesso dall'impianto esistente. Nella nuova DICO di "ampliamento" o "trasformazione" citerà la DICO esistente.
Lucaiac89 ha scritto:Inoltre sembrerebbe che abbiano dismesso delle caldaie che erano quelle che facevano rientrare l'attività come soggetta a CPI e al momento sembrerebbe essere del tutto superfluo (ma io non sono un professionista antincendio e su questo non metto bocca)
La necessità dell'IRAI è indipendente dal CPI, può essere richiesto dalla valutazione rischio incendio per ridurre dei rischi, per esempio l'elevata lunghezza delle vie d'esodo.
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Mike
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Mike ha scritto:Se l'impianto esistente è dotato di DICO la responsabilità è dell'installatore. Chi modifica l'impianto è responsabile solo della modifica e deve garantire che il suo intervento non comprometta o venga compromesso dall'impianto esistente. Nella nuova DICO di "ampliamento" o "trasformazione" citerà la DICO esistente.
Il problema è che se ci sono delle parti scoperte dal vecchio progetto come faccio a ignorarle nel nuovo progetto? la DICO nuova sulle nuove installazioni si basa su quale progetto? secondo me è critica la questione a meno che non decida di lavorare unicamente sulle "nuove stanze" create da una modifica architettonica e le parti già esistenti e scoperte da rilevatore le ignoro. da professionista mi sentirei in parte co-responsabile sinceramente.
Un bel rompicapo per me
Mike ha scritto:La necessità dell'IRAI è indipendente dal CPI, può essere richiesto dalla valutazione rischio incendio per ridurre dei rischi, per esempio l'elevata lunghezza delle vie d'esodo.
Grazie per questa risposta, sapresti indicarmi il riferimento normativo? 81/08? è in capo all'RSPP la decisione?
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Lucaiac89 ha scritto:da professionista mi sentirei in parte co-responsabile sinceramente.
Puoi segnali le criticità al committente.
riferimento normativo? 81/08? è in capo all'RSPP la decisione?
Sì, valutazione del rischio: la decisione poi è del datore di lavoro.
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Lucaiac89 ha scritto:Il problema è che se ci sono delle parti scoperte dal vecchio progetto come faccio a ignorarle nel nuovo progetto?
Non puoi ignorarle, devi avere questa informazione, o dal progetto precedente dove è descritto che ci sono locali/aree non sorvegliate, oppure dal committente che conferma lo status quo in funzione della valutazione del rischio incendio.
Lucaiac89 ha scritto:la DICO nuova sulle nuove installazioni si basa su quale progetto?
Su quello redatto dal professionista che valuta l'esistente e le modifiche/ampliamenti.
Lucaiac89 ha scritto:secondo me è critica la questione a meno che non decida di lavorare unicamente sulle "nuove stanze" create da una modifica architettonica e le parti già esistenti e scoperte da rilevatore le ignoro.
Dipende sempre dall'oggetto dell'incarico che ti è stato affidato. Il professionista è responsabile sulla carta, ovvero, se quanto progettato è stato effettivamente realizzato come da progetto.
Lucaiac89 ha scritto:Grazie per questa risposta, sapresti indicarmi il riferimento normativo? 81/08? è in capo all'RSPP la decisione?
D.Lgs. 81/08 e s.m.; DM 3 settembre 2021 che ha abrogato il DM 10/03/98. La decisione è sempre in capo al DdL, l'RSPP è un subordinato.
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