cianfa72 ha scritto: mi veniva in mente che con sistema SWER vengono meno i sistemi di protezione che usano la messa a Terra.
salve
cianfa72, se intendi le protezioni differenziali, in genere queste non sono usate nei sistemi di distribuzione in MT. Nei sistemi SWER, con topologia praticamente sempre radiale, per questioni di economicità e semplicità di manutenzione sono spesso impiegate protezioni a massima corrente, con interruttore automatico solo alla partenza e fusibili sulle derivazioni dei trasformatori MT/BT.
Il sistema SWER è usato ampiamente nei paesi in via di sviluppo e nei paesi con bassissime densità di carico (Australia, ad esempio). Lo svantaggio storico era quello di fornire alimentazione monofase, con impossibilità di alimentare motori asincroni trifase; inoltre, per via del ritorno nel terreno, si ha una elevata reattanza di servizio, con cadute di tensione maggiori rispetto a soluzioni convenzionali, il che limita l'applicazione del sistema SWER a casi con carichi modesti (attorno al centinaio di kW).
Relativamente allo schema Iliceto, esso consente di alimentare carichi trifasi con potenze significativamente maggiori, adatte a connettere carichi rurali nelle prossimità delle grandi dorsali di trasporto AAT; essendo le fasi del sistema Iliceto installate al posto delle funi di guardia degli elettrodotti AAT, esse sono soggette a più frequenti fulminazioni; il problema è oggi mitigabile con gli economici scaricatori a ossido di zinco, ma credo che sia quello alla base dell'aneddoto raccontato da
IsidoroKZ.
In entrambi i casi, i sistemi SWER e Iliceto non sono efficienti quando si hanno densità di carico non bassissime, cosa che capita in moltissimi paesi industrializzati.
PS.
Cosa meno nota, anche le grandi dorsali AT e AAT in corrente alternata possono lavorare, seppur transitoriamente, con il ritorno nel terreno.
Ciò si verifica, ad esempio, durante i cicli di
Richiusura Rapida Automatica (RRA) monofase a seguito di guasti transitori a terra, causati ad esempio da fulminazioni in linea.
In questo caso, a seguito di guasto monofase, il sistema di protezione comanda l'apertura del solo polo dell'interruttore corrispondente alla fase affetta da guasto, ad entrambi gli estremi della linea. Durante il periodo di tempo seguente all'apertura della fase guasta (in Italia, tipicamente 2 s) in cui si attende la deionizzazione dell'arco elettrico, la corrente circola sulle sole due fasi rimaste alimentate: la corrente residua si richiude quindi nella fune di guardia e, soprattutto, nel terreno.
Una volta atteso il tempo di deionizzazione, si attua la richiusura e si ritorna al normale regime di esercizio simmetrico.
Pensandoci bene, visto che la RRA è impiegata in modo diffusissimo, è questa la condizione più diffusa di ritorno nel terreno
