Nucleare vs altre fonti energetiche
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Per ora in Italia siamo sui 300 TWh/anno solo di energia elettrica, che dovranno aumentare: quindi serviranno tanti reattori tipo Flamanville e tanti impianti di rinnovabili installati dove rendono e servono, oltre a tanto accumulo.
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stefanopc ha scritto:Ci sono molti interessi in gioco – continua – ma la cosa più probabile è che verranno spesi solo dei soldi senza realizzare nemmeno un impianto, almeno nei prossimi 15/20 anni”.
Temo che questa sia la sintesi della strategia italica degli ultimi 30 anni su tutto
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LordMicidial
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Ho sempre più l'impressione che questa discussione proceda più sulla base di preconcetti, più che sui fatti.
Andando a guardare sul sito di Terna, che presumo riporti dati più che affidabili, ho trovato questi grafici.
Questo è il grafico che rappresenta la produzione elettrica italiana nella giornata di ieri.
Questo invece è il grafico che rappresenta il carico richiesto dalla rete, sempre nella giornata di ieri.
L'andamento è abbastanza simile per tutte le giornate non festive: si tocca il minimo attorno alle 3:00 di notte, poi la richiesta (e quindi la produzione) sale fino a raggiungere il massimo verso metà mattina. Quindi la richiesta cala di nuovo fino a metà pomeriggio per tornare ad avere un picco verso l'ora di cena, per poi ricominciare a scendere fino al minimo.
In inverno l'energia richiesta è più bassa, mentre in estate è maggiore. Quindi il minimo ed il massimo invernali sono mediamente più bassi rispetto a quelli estivi.
Sulla base di tutti questi dati, a me sembrano più che ovvie alcune cose.
C'è sempre un carico minimo richiesto, che si aggira attorno ai 20/30 GW. Questo carico è indispensabile fornirlo con fonti energetiche costanti, al momento abbiamo a disposizione il fossile, si potrebbe tranquillamente affiancarci qualche centrale nucleare. Sapendo che alcune centrali fossili hanno produzione ampiamente modulabile, quindi possono essere tranquillamente usate per "inseguire" la curva di carico, mentre il nucleare produce sempre al massimo.
D'altra parte, le fonti rinnovabili (in particolare il fotovoltaico) sono molto utili per inseguire la richiesta durante le ore diurne, dato che immettono in rete energia elettrica proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno. O comunque la presenza di impianti in autoconsumo (non mi riferisco all'impiantino domestico, ovviamente) aiutano a smorzare la richiesta.
L'idroelettrico già ora viene usato per smorzare le variazioni causate dal fotovoltaico, producendo maggiormente quando il sole non è disponibile.
Altra cosa che mi salta all'occhio è la differenza tra prodotto e consumato.
Alle 3:00 ieri consumavamo circa 26 GW e ne producevamo poco più di 20 GW.
Al picco della mattina, ne consumavamo 40/45 GW e ne producevamo 35/40 GW.
Già su questi dati, si vede come siamo sotto di almeno 5/10 GW prodotti già ora. Se in futuro il carico aumenterà, dove andremo a finire?
Andando a guardare sul sito di Terna, che presumo riporti dati più che affidabili, ho trovato questi grafici.
Questo è il grafico che rappresenta la produzione elettrica italiana nella giornata di ieri.
Questo invece è il grafico che rappresenta il carico richiesto dalla rete, sempre nella giornata di ieri.
L'andamento è abbastanza simile per tutte le giornate non festive: si tocca il minimo attorno alle 3:00 di notte, poi la richiesta (e quindi la produzione) sale fino a raggiungere il massimo verso metà mattina. Quindi la richiesta cala di nuovo fino a metà pomeriggio per tornare ad avere un picco verso l'ora di cena, per poi ricominciare a scendere fino al minimo.
In inverno l'energia richiesta è più bassa, mentre in estate è maggiore. Quindi il minimo ed il massimo invernali sono mediamente più bassi rispetto a quelli estivi.
Sulla base di tutti questi dati, a me sembrano più che ovvie alcune cose.
C'è sempre un carico minimo richiesto, che si aggira attorno ai 20/30 GW. Questo carico è indispensabile fornirlo con fonti energetiche costanti, al momento abbiamo a disposizione il fossile, si potrebbe tranquillamente affiancarci qualche centrale nucleare. Sapendo che alcune centrali fossili hanno produzione ampiamente modulabile, quindi possono essere tranquillamente usate per "inseguire" la curva di carico, mentre il nucleare produce sempre al massimo.
D'altra parte, le fonti rinnovabili (in particolare il fotovoltaico) sono molto utili per inseguire la richiesta durante le ore diurne, dato che immettono in rete energia elettrica proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno. O comunque la presenza di impianti in autoconsumo (non mi riferisco all'impiantino domestico, ovviamente) aiutano a smorzare la richiesta.
L'idroelettrico già ora viene usato per smorzare le variazioni causate dal fotovoltaico, producendo maggiormente quando il sole non è disponibile.
Altra cosa che mi salta all'occhio è la differenza tra prodotto e consumato.
Alle 3:00 ieri consumavamo circa 26 GW e ne producevamo poco più di 20 GW.
Al picco della mattina, ne consumavamo 40/45 GW e ne producevamo 35/40 GW.
Già su questi dati, si vede come siamo sotto di almeno 5/10 GW prodotti già ora. Se in futuro il carico aumenterà, dove andremo a finire?
Almeno l'itagliano sallo...
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ThEnGi ha scritto:E la notte usamo l'energia di Flamamville ?
....
A lungo termine è d'obbligo un 100% rinnovabile !
Be se lo stato ti mette sul tetto un impianto gratis da 10 kW il proprietario concorre con minimo 3200 euro per un accumulo da 10kWh o 6200 per un accumulo da 20kWh.
Detrazione 50% in 5 anni e come bonus scambio sul posto con un altro Pod residenziale, amico o parente a tua scelta.
Se tutti dovessero optare per la taglia da 10kWh ci sarebbero 10 TWh di accumulo diffuso.
Io ho fatto un esempio residenziale ma nulla vieta di replicare un approccio simile a livello di aziende di qualsiasi genere.
Di tetti che si scaldano senza motivo né abbiamo sicuramente in quantità.
Ovviamente l'economia di scala ci può favorire ancora di più.
Nelle altre tecnologie non c'è economia di scala i numeri sono troppo esigui e le aziende troppo legate ai poteri forti e alle banche.
Mi piacerebbe mettere a confronto il secondo grafico del sito di Terna (total load) e il grafico del mio inverter di un normale giorno di primavera (16 marzo).
Ciao
600 Elettra
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Se tutti dovessero optare per la taglia da 10kWh ci sarebbero 10 TWh di accumulo diffuso
Bene, io ci sto, qualcuno mi spieghi come devo fare .... esiste una cosa che si chiama spazio la qual cosa viene misurata in 3 distinte direzioni, se non c'è, c'è poco da inventarsi
Io ho cercato e sto tutt' ora cercando di fare arrivare i miei 2460w di pannelli a 3000W (anche di più se si potesse) ma dal dire al fare .....
E se qualcuno sa darmi indicazioni riguardo comunità energetiche o altro che siano effettivamente vantaggiose e non una spesa aggiunta, son qui a pendere dalle sue labbra
Detto questo e parlando più in generale riguardo l'energia, la sua disponibilità, i metodi graditi di produrla e quelli meno graditi
Se sei in un sommergibile per poterci vivere devi poter respirare e ti serve che la concentrazione dell' ossigeno sia quella necessaria
Ora avere il 40 o 50 o 60 o più della percentuale di ossigeno che serve sarà anche bello, ma se non ne hai il 100% non puoi continuare a sopravvivere
Ergo, domani me lo procurerò magari in un altro modo più desiderabile ma OGGI in qualsiasi modo possibile devo averne a disposizione il 100% di quello che mi serve o a domani mi sogno di arrivarci vivo
(ovviamente parlo di economia non di bubbole e fanfaluche)
K
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Kagliostro
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Ancora non vedo nel futuro ma se guardo alla storia recente vedo i nostri cugini che ci hanno messo solo 17 anni a costruire e mettere in servizio la centrale nucleare di Flamamville3.
Il mio installatore a montare il mio impianto FV sul portico ci ha messo 9 ore.
Riguardo lo spazio certamente a livello domestico ci possono essere dei problemi.
Non è così per tutti ci sono tante realtà molto adatte a ospitare un impianto FV.
Ciao
Il mio installatore a montare il mio impianto FV sul portico ci ha messo 9 ore.
Riguardo lo spazio certamente a livello domestico ci possono essere dei problemi.
Non è così per tutti ci sono tante realtà molto adatte a ospitare un impianto FV.
Ciao
600 Elettra
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Poirot ha scritto:guzz ha scritto:Io che non sono contrario al nucleare (o meglio, sono favorevole solo ad un nucleare "fatto bene"), faccio notare che anche il nucleare prenderà incentivi per essere realizzato.
Quindi anche sta storia un po' inizia a seccare.
E non è neppure del tutto vero che le rinnovabili non vivono senza incentivi, perché so per certo che c'è gente che il fotovoltaico sul capannone se lo fa senza incentivazioni.
Perfetto, allora saranno tutti cretini i privati che hanno la possibilità di farlo nella propria casa e non lo fanno e gli imprenditori che potrebbero installare campi fotovoltaici e non lo fanno.
Ci sono molti privati che continuano ad installarlo, anche se il settore è in flessione rispetto al Superbonus, anche per colpa del Superbonus.
Installarlo col 50% mentre il vicino l'anno prima l'ha fatto installare col 110% (graduidamende), è per alcuni scoraggiante. Anche se è molto conveniente già col 50%, preferisco aspettare.
Molti potenziali clienti leggono su giornali e social di incentivi nuovi e aspettano una nuova occasione.
Questo è uno degli effetti perversi della schofosa legislazione in materia, e questo è solo uno degli infiniti esempi che potrei farti (in un precedente post ho argomentato, ad esempio, quanto fosse assurda la legge che impone l'installazione di impianti da 1 kW sui nuovi edifici).
Noto, perdonami, che nelle tue valutazioni non tieni mai conto degli effetti negativi della legislazione italiana sul fotovoltaico, che genera burocrazia inutile, droga il mercato con incentivi fuori di testa, concepiti malissimo, impone obblighi che non hanno alcun senso.
Legislazione che ha generato incertezza, più che incentivare il settore.
Molti impianti sono stati installati schifosamente col Superbonus, mi è capitato di fare delle manutenzioni ed ho visto cose assurde.
Impianti che erano da reinstallare completamente.
Ora molti giacciono morti, i clienti avevano assaporato il TUTTO GRATIS, ora preferisco fregarsene dopotutto non l'hanno nemmeno pagato. È questo sta ingiustamente danneggiando l'immagine del settore.
Le critiche al fotovoltaico sono legittime, per carità. È il tipo di critiche che lascia un po' basiti.
Concordi sul fatto che la legislazione in materia di fotovoltaico ha zavorrato il settore, danneggiandolo e limitandone lo sviluppo?
Se conosci il settore dovresti rispondere SÌ e dovresti tenerne conto quando si parla di "potenzialità " del fotovoltaico nel confronto col nucleare.
Altrimenti le tue conclusioni poggiano su dati incompleti o completamente errati.
Parli spesso di ingiustificata ostilità nei confronti del nucleare ma a me sembra che il pregiudizio sia soprattutto tuo nei confronti del fotovoltaico.
Ho preso spunto dal tuo post ma questa mia replica è rivolta a tutti coloro che minimizzano le potenzialità del fotovoltaico con argomentazioni che trascurano troppi fatti, troppi dati.
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planaremagico
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Noto che la discussione si avvita sempre sugli stessi punti e sembra stenti a progredire.
La prima pagina assomiglia alla sessantesima.
Perché se i DATI su cui ci basiamo sono contrastanti, diverse saranno le conclusioni
L'argomento è così ampio che secondo me andrebbe andrebbe sviscerato ogni singolo punto, e limitarsi a discutere di quello, sviscerandolo. Solo così potremmo avere dati condivisi su cui ragionare.
Uno degli argomenti contro il fotovoltaico, tanto per fare uno dei tanti esempi, è *la mancanza di superfici disponibili sui tetti*.
Questa e una balla, un dato fasullo, e se vogliamo progredire nel confronto, non dovrebbe più essere più incluso nel dibattito.
Con le nuove efficienze anche un piccolo spazio consente di raggiungere potenze significative, la superficie com'è noto, è il reciproco dell'efficienza.
Ci sono una miriade di impianti sottodimensionati, con moduli da 170 Wp/250 Wp.
Se un modulo da 600 Wp costa circa 100 €, il revamping trasformarebbe impianti da 3 kWp in impianti da 8/9 kWp, sostituendo solo moduli ed inverter, con costi limitati (un inverter ibrido monofase costa meno di 1000 €).
Di superfici esposte al sole ce ne sono ancora moltissime, basta farsi un giro su Google Maps.
Impianti residenziali da 3 kWp non li installo più da anni, installo generalmente impianti da 7/8/9 kWp su inverter ibridi monofase e accumulo mediamente da 15 kWh. Il cliente, quando scopre che passare da un 6 kW ad un 8 kW comporta una piccola spesa in più, opta per l'8 kWp.
Se i nuovi edifici non hanno tetti solari (che massimizzano la superficie soleggiata), è colpa della legislazione.
Si conclude che il fotovoltaico non ce la fa senza tener conto di tutto ciò che lo zavorra.
E questo non è un modo scientifico di affrontare il tema, secondo me.
La prima pagina assomiglia alla sessantesima.
Perché se i DATI su cui ci basiamo sono contrastanti, diverse saranno le conclusioni
L'argomento è così ampio che secondo me andrebbe andrebbe sviscerato ogni singolo punto, e limitarsi a discutere di quello, sviscerandolo. Solo così potremmo avere dati condivisi su cui ragionare.
Uno degli argomenti contro il fotovoltaico, tanto per fare uno dei tanti esempi, è *la mancanza di superfici disponibili sui tetti*.
Questa e una balla, un dato fasullo, e se vogliamo progredire nel confronto, non dovrebbe più essere più incluso nel dibattito.
Con le nuove efficienze anche un piccolo spazio consente di raggiungere potenze significative, la superficie com'è noto, è il reciproco dell'efficienza.
Ci sono una miriade di impianti sottodimensionati, con moduli da 170 Wp/250 Wp.
Se un modulo da 600 Wp costa circa 100 €, il revamping trasformarebbe impianti da 3 kWp in impianti da 8/9 kWp, sostituendo solo moduli ed inverter, con costi limitati (un inverter ibrido monofase costa meno di 1000 €).
Di superfici esposte al sole ce ne sono ancora moltissime, basta farsi un giro su Google Maps.
Impianti residenziali da 3 kWp non li installo più da anni, installo generalmente impianti da 7/8/9 kWp su inverter ibridi monofase e accumulo mediamente da 15 kWh. Il cliente, quando scopre che passare da un 6 kW ad un 8 kW comporta una piccola spesa in più, opta per l'8 kWp.
Se i nuovi edifici non hanno tetti solari (che massimizzano la superficie soleggiata), è colpa della legislazione.
Si conclude che il fotovoltaico non ce la fa senza tener conto di tutto ciò che lo zavorra.
E questo non è un modo scientifico di affrontare il tema, secondo me.
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planaremagico
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planaremagico ha scritto: Il cliente, quando scopre che passare da un 6 kW ad un 8 kW comporta una piccola spesa in più, opta per l'8 kWp.
Da 6 kWp di pannelli a 8 kWp di pannelli a parità di inverter da massimo 6 kW, forse.
Ma voglio vedere lo stesso cliente residenziale a decidere di superare la soglia dei 6 kW di inverter ! E voglio vedere l'installatore proporglielo !
Questo secondo me è il vincolo principale esistente oggi sulla dimensione media, perché da normativa/regolamentazione si porta dietro quasi sempre la trifase, il progettista professionista abilitato e, soprattutto, il trovare un installatore/progettista/fornitore che fa tutte le cose per bene in quel contesto, di cui per forza di cose non ha la stessa esperienza che ha su impianti da meno di 6 kW.
E questo discorso non è neanche specifico del FV, ma si applica più in generale alla generazione molto distribuibile (moltissimo, nel caso del FV) rispetto a quella centralizzata (o estremamente centralizzata come nel caso del nucleare).
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