Per comprendere bene, lasciando stare la presa che voglio collegare all'uscita del gruppo ma mantenendo lo status quo, ovvero, impianto Enel (TT), gruppo elettrogeno con nessuno dei poli collegato a terra, ma solo la carcassa del gruppo all'impianto di terra, quadro di commutazione automatico Enel - gruppo, rispetto le regole?
Quando è in funzione il gruppo elettrogeno ed il quadro di commutazione collega il gruppo elettrogeno, va da se che i differenziali sono inutilizzabili visto che non vi è un neutro a terra. Alla fine ho la medesima situazione in cui mi troverei con l'utilizzo della presa aggiuntiva in uscita al gruppo con solo magnetotermico. O mi sbaglio?
Gruppo elettrogeno e messa a terra
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markus5 ha scritto:SediciAmpere, collego solo una presa civile universale da 16A (Vimar 14210) che mi serve per un'eventuale impiego di elettropompa sotto il kW.
ok
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SediciAmpere
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markus5 ha scritto:Per comprendere bene, lasciando stare la presa che voglio collegare all'uscita del gruppo ma mantenendo lo status quo, ovvero, impianto Enel (TT), gruppo elettrogeno con nessuno dei poli collegato a terra, ma solo la carcassa del gruppo all'impianto di terra, quadro di commutazione automatico Enel - gruppo, rispetto le regole?
La sorgente di alimentazione di un sistema IT non deve essere collegata a terra.
https://www.electroyou.it/vis_resource.php?section=ArtCorso&id=111
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gianluca.ciacciofera
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A questo punto allora la CGM gruppi elettrogeni, che non è una piccola azienda, installa gruppi non correttemente? perché questa è la conseguenza dei ragionamenti fatti.
Di fatto, in un impianto elettrico residenziale, con quadro di commutazione e gruppo elettrogeno, se scollegassi la massa del generatore alla terra dell'impianto, a gruppo elettrogeno avviato mi troverei con due poli non collegati a massa ma nemmeno i collegamenti equipotenziali tra le masse dei diversi dispositivi dell'abitazione. Avrei quindi un impianto IT ma senza i collegamenti tra le varie masse ed il generatore, cosa abbastanza grave durante un secondo guasto su un altro dispositivo, visto che i differenziali non funzionano e non si chiuderebbe il corto circuito con intervento del magnetotermico.
La soluzione sarebbe collegare una delle fasi dell'alternatore alla terra dell'impianto elettrico, ottenendo di fatto un sistema TT. I differenziali funzionerebbero. C'è però da considerare che in situazione di emergenza, darei priorità alla continuità di servizio piuttosto che alla sicurezza del differenziale.
La questione è quindi la seguente: che rischio supplementare comporta avere un gruppo elettrogeno senza alcun polo attivo collegato all'impianto di terra dell'abitazione che però ha la carcassa dell'alternatore e del gruppo collegato all'impianto di terra?
Di fatto, in un impianto elettrico residenziale, con quadro di commutazione e gruppo elettrogeno, se scollegassi la massa del generatore alla terra dell'impianto, a gruppo elettrogeno avviato mi troverei con due poli non collegati a massa ma nemmeno i collegamenti equipotenziali tra le masse dei diversi dispositivi dell'abitazione. Avrei quindi un impianto IT ma senza i collegamenti tra le varie masse ed il generatore, cosa abbastanza grave durante un secondo guasto su un altro dispositivo, visto che i differenziali non funzionano e non si chiuderebbe il corto circuito con intervento del magnetotermico.
La soluzione sarebbe collegare una delle fasi dell'alternatore alla terra dell'impianto elettrico, ottenendo di fatto un sistema TT. I differenziali funzionerebbero. C'è però da considerare che in situazione di emergenza, darei priorità alla continuità di servizio piuttosto che alla sicurezza del differenziale.
La questione è quindi la seguente: che rischio supplementare comporta avere un gruppo elettrogeno senza alcun polo attivo collegato all'impianto di terra dell'abitazione che però ha la carcassa dell'alternatore e del gruppo collegato all'impianto di terra?
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Non entro nel merito della ditta che ha realizzato il lavoro, ma perdonami, continui a fare confusione, ti ripeto un mix tra ciò che è la separazione elettrica e ciò che é un sistema IT. Nel tuo caso, volendolo ricondurlo ad un IT le masse del tuo impianto solo collegate all’impianto di terra, mentre il neutro del tuo GE isolato da terra. E la carcassa? Il tuo GE , per un IT devi vederlo come il secondario di un trasformatore 1:1. Io avrei certamente consigliato un generatore TN, ma sono scelte personali. Poi fai come meglio credi 

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gianluca.ciacciofera
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Chiediti se questi due cavi così attaccati vanno in basso isolamento e la carcassa del gruppo é collegata alle masse, cosa accade. Quale situazione é meno critica? Collegare la carcassa o non collegarla? Ti ripeto queste complicazioni nascono dal fatto che il tuo gruppo non é il più indicato per questo tipo di utilizzo, ma nasce per un uso stand alone (bancarelle, impianti temporanei, alimentazione di alcuni carichi all’occorrenza come una pompa di sentina, etc) 

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gianluca.ciacciofera
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Se il cavo blu e la terra come da te indicato entrassero in conduzione avrei una fase che entra nel circuito di terra dell'impianto di tutta l'abitazione. Quindi avrei un primo guasto ma non sufficiente a folgorarmi se non mi sbaglio, corretto? Certo questo rimarrebbe permanente e quindi basterebbe un secondo per aver problemi. Dimmi se ho capito male.
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Comunque, il tecnico della CGM mi ha detto che se voglio far lavorare il gruppo in TT posso farlo, è sufficiente collegare la massa al morsetto blu. Il gruppo non avrà un suo picchetto di terra ma sfrutterà quello dell'impianto di terra dell'abitazione. I cavi di massa all'interno del gruppo sono tutti da 6 mmq. Faccio presente che sul gruppo è montata una morsettiera dove è collegato il cavo di massa che va al centralino di commutazione ENEL - gruppo elettrogeno, il cavo di massa che parte dalla morsettiera è un 3x6mmq e fa parte di un FG16 tripolare che dopo 14 metri circa raggiunge la centralina di commutazione dove viene collegato con morsetto equipotenziale Cembre al cavo di terra da 16 mmq che dopo 3 metri raggiunge l'altro morsetto equipotenziale del quadro generale dal quale parte il 16 mmq della terra verso il picchetto esterno. Allego foto morsettiera a bordo macchina. Prima il gruppo elettrogeno (del 1995) aveva un'altra morsettiera, quelle a vite molto piccola con cavi terminati a puntalino e non a tubetto preisolato. Ho preferito cambiarla con una morsettiera più robusta.
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markus5 ha scritto:Comunque, il tecnico della CGM mi ha detto che se voglio far lavorare il gruppo in TT posso farlo, è sufficiente collegare la massa al morsetto blu.
Per farlo lavorare in TT è errato collegare neutro e masse assieme , ma dovresti creare la messa a terra del suo neutro indipendente dalla messa a terra delle masse
(è propriamente la caratteristica del TT) , se invece effettui il collegamento del neutro e terra assieme all'attuale impianto di terra quando il gruppo va in funzione lavora in TN (che è la soluzione più usata) .
Se non ci sono controindicazioni da parte del PRODUTTORE del gruppo a trasformare la separazione elettrica in TN ben venga.
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gianluca.ciacciofera
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Nella mia risposta [10 ] ho fatto confusione parlando di IT, ha ragione
gianluca.ciacciofera che si tratta di una soluzione ibrida.
IT vero (con controllore dell'isolamento): non prevede il collegamento della massa del generatore, segnala il primo guasto, al secondo guasto bisogna verificare la protezione da cortocircuito.
Separazione elettrica: le masse dell'impianto di casa NON dovrebbero essere collegate a terra, soluzione impraticabile in questo caso di alimentazione di riserva.
La separazione elettrica è ammessa solo per impianti di limitata estensione (che dipende dalla tensione nominale, in ogni caso c'è il limite di 500 m)
La ditta produttrice del gruppo si limita al suo prodotto, non è coinvolta in come lo colleghi o dove lo usi.
Nel caso di applicazione temporanea per mancanza di rete la CEI 64-8 consente soluzioni diverse (ad esempio IT senza controllore di isolamento) perché la probabilità di guasto su un tempo breve è bassa.
Anche io lo collegherei in TN.
IT vero (con controllore dell'isolamento): non prevede il collegamento della massa del generatore, segnala il primo guasto, al secondo guasto bisogna verificare la protezione da cortocircuito.
Separazione elettrica: le masse dell'impianto di casa NON dovrebbero essere collegate a terra, soluzione impraticabile in questo caso di alimentazione di riserva.
La separazione elettrica è ammessa solo per impianti di limitata estensione (che dipende dalla tensione nominale, in ogni caso c'è il limite di 500 m)
La ditta produttrice del gruppo si limita al suo prodotto, non è coinvolta in come lo colleghi o dove lo usi.
Nel caso di applicazione temporanea per mancanza di rete la CEI 64-8 consente soluzioni diverse (ad esempio IT senza controllore di isolamento) perché la probabilità di guasto su un tempo breve è bassa.
Anche io lo collegherei in TN.
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