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Gruppo elettrogeno e messa a terra

Circuiti, campi elettromagnetici e teoria delle linee di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica

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[41] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utenteesisnc » 13 gen 2025, 8:49

markus5 ha scritto:Buongiorno a tutti,
possiedo un gruppo elettrogeno da 6kVA monofase diesel collegato a mezzo quadro di commutazione all'impianto di casa.


La tua è una situazione impiantistica classica se vuoi inserire un G.E. su un impianto esistente in BT (monofase F-N) con sistema di distribuzione tipo TT.
Se hai il quadro di commutazione manuale/automatica sul G.E. devi poter cambiare tipo di sistema di distribuzione quando passi dalla sorgente di alimentazione "rete BT ENEL" a "G.E."
Sotto alimentazione tradizionale da rete BT sei in TT, quando decidi di alimentare il tuo impianto da G.E. devi passare in TN-S.
In pratica devi collegare il N e il PE (masse) del G.E. al tuo impianto di terra.
Il tuo impianto esistente non ha bisogno di modifiche e le protezioni differenziali continueranno a fare il loro dovere.
Quello che non devi fare assolutamente è collegare il neutro del DSO al tuo impianto di terra.
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[42] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentemarkus5 » 13 gen 2025, 14:08

esisnc, stò provando a farmi un'idea delle soluzioni possibili.
Consideriamo la situazione attuale, ovvero GE con poli isolati, masse del generatore collegate ad impianto di terra dell'abitazione. Quando il GE si avvia, i differenziali non sono funzionanti, visto che i poli sono isolati.
In questo caso che è poi quello che ha seguito l'installatore nel 1995, che rischi si corrono in caso di guasti nell'impianto di casa. Se a questa situazione volessi aggiungere come sopraindicato una presa servita da magnetotermico che esce direttamente dai cavi del generatore all'arrivo nella centralina di commutazione e terra collegata alla terra di casa, che rischi correrei nell'impiegare una elettropompa metallica portatile che richiede collegamento a terra? Grazie.
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[43] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 13 gen 2025, 17:49

markus5 ha scritto:Se a questa situazione volessi aggiungere come sopraindicato una presa servita da magnetotermico che esce direttamente dai cavi del generatore all'arrivo nella centralina di commutazione e terra collegata alla terra di casa, che rischi correrei nell'impiegare una elettropompa metallica portatile che richiede collegamento a terra? Grazie.


Devi verificare che in caso di doppio guasto l'interruttore apra nel rispetto della curva di sicurezza (come in casa)
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[44] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentemarkus5 » 13 gen 2025, 18:37

Ho letto in diversi siti dove approfondiscono i sistemi di distribuzione TT, TN ed IT.
Da quello che ho visto nell'IT le parti attive non vengono collegate a massa e quindi sono flottanti, mentre i dispositivi vengono tra loro collegati con cavi di massa e poi collegati a terra.
A seguire foto da quaderni di applicazione tecnica ABB.
Nel momento in cui il gruppo elettrogeno entra in funziona ho le due fasi flottanti (non collegate a terra) ma la carcassa del gruppo elettrogeno e tutti i dispositivi dell'abitazione collegati tra loro e connessi al dispersore di terra. Non capisco perché non dovrei essere nel caso di IT. E' solo come dice goofy che la carcassa del generatore non deve essere collegata a terra?


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[45] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentegianluca.ciacciofera » 13 gen 2025, 19:27

markus5 ha scritto: solo come dice goofy che la carcassa del generatore non deve essere collegata a terra?

Si. Essendo un uso temporaneo, nonostante le sorgente di alimentazione non é stata propriamente progettata per un IT puoi utilizzarlo.
Ma… in principio avrebbero dovuto fare alcune considerazioni.
Questa tipologia di gruppi/collegamento viene impiegata per impianti poco estesi, LINEARI, dove i carichi sono alimentati per lo più con cavi in classe 2. Questo proprio per limitare il problema delle correnti capacitive (La corrente una via la trova sempre per tornare alla alla fonte). Collegandolo invece ad un impianto di casa, esteso, ramificato, con cavi con isolamento principale, possibili accoppiamenti capacitivi dei cavi stessi, ci si espone ad una minore sicurezza intrinseca.
Motivo per cui andrebbero impiegati per lo più generatori progettati per funzionare in TN.
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[46] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentemarkus5 » 13 gen 2025, 19:55

Quindi, Gianluca, in sintesi il mio impianto con gruppo elettrogeno non può essere considerato un sistema IT puro visto che la carcassa del generatore è collegata alla messa a terra, cosa che non dovrebbe essere; mentre tutto il resto è collegato a terra e quindi al dispersore di terra. Inoltre, essendo un circuito esteso potrebbe venire meno anche la sicurezza elettrica in caso di primo guasto, per le cosiddette correnti capacitative. Come dici tu quindi sarebbe preferibile il TN, anche se in questo caso viene meno il privilegiare la continuità di servizio, visto che un guasto franco a massa porterebbe immediatamente un'interruzione dell'energia da parte del componente magnetico del magnetotermico. E' corretto quanto ho detto?
Di conseguenza, se volessi lasciare le cose come sono ed installassi una presa collegata all'ingresso dei cavi del gruppo nel centralino di commutazione, il differenziale ovviamente non servirebbe, come non servono quelli nell'abitazione durante il funzionamento del gruppo elettrogeno. Sarebbe necessario invece installare un magnetotermico per interrompere un eventuale secondo guasto, anche perché con un primo guasto l'IT non puro diverrebbe un TN nel mio caso e quindi un secondo guasto porterebbe ad un corto circuito. Naturalmente nell'impiegare un'attrezzatura collegata a questa presa bisogna essere consci di quello che è stato detto prima, ovvero la lunghezza del circuito che potrebbe portare a folgorazione anche in caso di primo guasto. Dimmi cosa ne pensi.
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[47] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentegianluca.ciacciofera » 13 gen 2025, 20:20

markus5 ha scritto: Come dici tu quindi sarebbe preferibile il TN, anche se in questo caso viene meno il privilegiare la continuità di servizio,

Certo, sopratutto perché essendo un gruppo di emergenza, che entra in funzione per il tempo strettamente necessario a sopperire alla mancanza di alimentazione della rete principale, questa criticità é minima, altamente improbabile in un così verosimilmente breve arco temporale (non funziona 24/7)
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[48] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentemarkus5 » 13 gen 2025, 21:26

Insomma anche se il TN non privilegia la continuità è difficile che mi capiti proprio un corto in quei momenti brevi di impiego.
Come dovrei fare per collegare in TN il gruppo elettrogeno? Devo semplicemente portare il capicorda della terra assieme a quello del neutro all'interno dell'alternatore?
Con il TN i differenziali non dovrebbero funzionare visto che i guasti si tramuterebbero in corto, o sbaglio?.
Avrei anche un beneficio con il TN, avere un polo con potenziale 0, cosa che farebbe piacere ad alcune elettroniche che mal digeriscono due fasi.
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[49] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentegianluca.ciacciofera » 13 gen 2025, 22:14

Colleghi neutro e terra del gruppo assieme al tuo impianto di terra del tuo TT. quando il gruppo va in funzione sei in TNS e i differenziali intervengono in caso di dispersione, mentre interviene il MT in caso di corto.
Verifica bene lo schema lato contattori di scambio per essere sicuro che rete e gruppo non abbiano punti in comune quando fai il bond tra neutro e terra del gruppo.
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[50] Re: Gruppo elettrogeno e messa a terra

Messaggioda Foto Utentepakk » 13 gen 2025, 22:18

aggiungo riportando un commento preso da guida blu relativo a impianti TT-TN-IT in presenza di GE:
La protezione contro i contatti indiretti per separazione elettrica è particolarmente adatta per i gruppi elettrogeni trasportabili, o carrellati (se alimentano impianti di piccole dimensioni), e per le unità mobili alimentate da un gruppo elettrogeno.
La separazione elettrica può essere utilizzata anche per gruppi elettrogeni di emergenza, se l'estensione dei circuiti privilegiati rientra nei limiti suindicati. Il fatto che le masse di tali circuiti abbiamo il collegamento a terra, necessario nel funzionamento ordinario, sembra impedire l'impiego della separazione elettrica.
In realtà, il divieto di collegare a terra le masse nella separazione elettrica si riferisce al collegamento a terra intenzionale. Nel caso in cui le masse siano già collegate a terra, perché nel funzionamento ordinario il sistema è TT, TN o IT, il collegamento a terra non è effettuato intenzionalmente ai fini della separazione elettrica ed è quindi assimilabile ad un collegamento a terra non intenzionale. In altre parole, è proibito ridurre intenzionalmente la sicurezza mediante la messa a terra quando non serve, ma non quando occorre nel funzionamento ordinario.
Se il gruppo elettrogeno è impiegato solo in emergenza, la probabilità che nel breve tempo in cui rimane in funzione (ore o giorni) si verifichino due guasti verso massa è trascurabile, come riconosce la stessa norma per i sistemi IT i quali, essendo più estesi, presentano una probabilità di guasto maggiore.
Coerentemente, si ritiene che non sia necessario, per un gruppo elettrogeno di emergenza, verificare che le protezioni di sovracorrente intervengano in 0,4 s (oppure 0,2 s) in caso di doppio guasto, anche se questo non è esplicitato nella norma.
Infine, è bene chiarire che la separazione elettrica può essere utilizzata anche con gruppi elettrogeni funzionanti nel servizio ordinario, per alimentare una parte dell'impianto, mentre il resto è alimentato dalla rete.
In altri termini, non c'è alcuna incompatibilità per la contemporanea presenza di masse alimentate da sistemi TT, TN o IT e masse protette per separazione elettrica.

La separazione elettrica è un modo di protezione contro contati indiretti, ma riduce anche il rischio relativo ad un contatto diretto unipolare.
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