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Schede elettroniche autoprodotte

L'iter relativo alla marcatura CE e problemi connessi.

Moderatore: Foto UtenteGuerra

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[11] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto Utentebrabus » 14 mar 2025, 14:19

Sì, ma resta il fatto che si tratta di una quasi-macchina. Lo sviluppatore non può marcarla CE perché non è definito l'ambito di applicazione: esso dipende da chi integra la quasi-macchina nel proprio prodotto (quindi tu).

Al massimo gli puoi chiedere la dichiarazione di incorporazione (vedi sopra): ai fini della tua CE ha la stessa valenza.

Ragiona anche un questo modo: mettiamo che lo sviluppatore apponga una marcatura CE di qualche tipo sulla scheda e ti consegni il fascicolo tecnico. Per te non cambia nulla: devi comunque eseguire i test previsti per il tuo prodotto, a meno che fatalità non siano identici a quelli già svolti dal progettista. A questo punto ti basta la dichiarazione di incorporazione.
Alberto.
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[12] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteHelpme25 » 14 mar 2025, 17:30

Quindi macchina o quasi macchina qualcosa deve darmi di documentazione.
Ma a che norma deve fare riferimento? La bassa tensione è a partire dai 50 V, la mia scheda viaggia a 48 V, ma se inserita in una macchina, come nel mio caso, probabilmente vengono superati. Posso applicarla lo stesso?
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[13] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto Utentebrabus » 14 mar 2025, 19:16

Esatto, lui ti deve fornire la dichiarazione di incorporazione (vedi art. 13 della 2006/42/CE).

Riguardo la tensione, tutto dipende dall'ambito di utilizzo: non sappiamo dove vada montata questa scheda. Ti faccio un esempio: la bassissima tensione è generalmente intesa come inferiore a 25V in AC o 50V in DC. Ma se il tuo sistema deve essere montato in un ambiente umido (ad es.: bagno/doccia/piscina), passiamo a 12 V in AC e 30 V in DC, e il grado minimo di protezione non deve essere inferiore a IPX4.

Valuta poi in quali condizioni la tensione può essere superiore alla bassissima di sicurezza: si tratta di funzionamento in sovraccarico, transitorio, guasto oppure continuativo?

La definizione dei limiti dipende dunque dall'impiego effettivo del prodotto finale. Tutte le considerazioni devono essere inserite nel fascicolo tecnico e nel manuale d'uso e di d'installazione. Esempio: se un cliente compra il tuo prodotto e lo monta in un ambiente umido, tu devi aver scritto chiaramente che non doveva farlo.

Ma quindi come uscirne?
Io mi sono regolarmente affidato ad enti accreditati (ad es. il TÜV oppure il CREIVEN), che dopo un assessment iniziale (durante il quale ho spiegato dettagliatamente le funzioni e l'ambito di impiego del prodotto) hanno definito il pacchetto di norme sulle quali costruire il mio iter certificativo. Le stesse norme poi da riportare sul documento di certificazione CE.
In seguito a negoziazioni con gli enti e con il Cliente, siamo riusciti ad evitare molti test in laboratorio, sostituendoli con risultati di misure sul campo: in questo modo abbiamo ridotto sensibilmente i costi.
Alberto.
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[14] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteMike » 14 mar 2025, 21:31

Non ho capito Foto Utentebrabus, una scheda elettronica che non rientra nemmeno nel campo di applicazione della direttiva BT la consideri una "quasi macchina"? Una "quasi macchina" dovrebbe come minimo rientrare nella definizione di "macchina" (*), diverso se fosse un componente di sicurezza ma in quel caso dovrebbe essere certificato da Organismo Notificato.


(*) a) insieme equipaggiato o destinato a essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata;
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[15] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 15 mar 2025, 13:47

Una scheda elettronica, come dice Mike, non ha nulla a che vedere con la direttiva macchina.
Sono applicabili altre direttive.
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[16] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 15 mar 2025, 16:28

Rispondo per quanto riguarda la direttiva BT, relativa a prodotti settore elettrodomestici.

Le schede elettroniche che usiamo, gia sul mercato come gli alimentatori switching, sono gia di per se stessi normati, rispondenti a normative, "dovrei" presumere che questa scheda, usata nel mio apparecchio sia gia normata per il mio apparecchio, ma qua mi fermo, perché facendo questa domanda ad un ente certificatore, mi rispose con un'altra domanda, (quindi rimasi senza una risposta certa).

Le schede, prodotte da ditte esterne, per conto nostro, non sono certificate da chi le produce, ma ovviamente in fase di progettazione, dietro nostre specifiche, devono tenere conto delle restrizioni imposte dalle norme a cui facciamo riferimento. Nello specifico le norme a cui devono entrare sono relative a EMC, quindi la progettazione terrà conto di questo.
Altre specifiche relative alla sicurezza, cerchiamo di evitarle, demandando questa a parti elettromeccaniche gia normate e certificate allo scopo, ma se la sicurezza deve essere fornita dalla scheda, questa deve essere progettata tenendo conto anche di queste specifiche.

Alla fine, la scheda verrà normata come componente inserito nella macchina, e non come scheda in se, la corrispondenza viene certificata direttamente dall'ente che certifica il nostro prodotto.

spero di avere reso un'idea di massima.

saluti.
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[17] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteHelpme25 » 17 mar 2025, 12:45

brabus ha scritto:Ma quindi come uscirne?

Alla fine cercherò di spingere per far entrare in gioco un ente terzo mi sa.
Ultima modifica di Foto UtenteMike il 17 mar 2025, 15:57, modificato 1 volta in totale.
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[18] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteHelpme25 » 17 mar 2025, 12:47

Mike ha scritto:Non ho capito Foto Utentebrabus, una scheda elettronica che non rientra nemmeno nel campo di applicazione della direttiva BT la consideri una "quasi macchina"? Una "quasi macchina" dovrebbe come minimo rientrare nella definizione di "macchina" (*), diverso se fosse un componente di sicurezza ma in quel caso dovrebbe essere certificato da Organismo Notificato.


(*) a) insieme equipaggiato o destinato a essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata;

È questo che mi manda in confusione. Mi occupo di marcatura CE di macchine /quasi macchine. Ma le schede, non di sicurezza, non le ho mai viste rientrare nel campo della 2006/42/CE. per quello cercavo un appiglio normativo per la loro dichiarazione CE.
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[19] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteHelpme25 » 17 mar 2025, 12:53

lelerelele ha scritto:spero di avere reso un'idea di massima.

Non so se ho capito bene il tuo ragionamento.
La cosa che non mi torna è che se a un costruttore di schede commissiono la produzione di una scheda adeguata alla mia installazione (detta male: gli dico cosa mi serve che faccia ma poi al resto ci pensa tutto lui) e tutta la progettazione è a carico suo (disegni, materiali usati, ecc.) non capisco perché debba dichiararla io conforme all'interno della mia macchina quando il mio core business è un altro: produrre macchine, non schede elettriche (della quali non ho nessun know how).
Ultima modifica di Foto UtenteMike il 17 mar 2025, 15:58, modificato 1 volta in totale.
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[20] Re: Schede elettroniche autoprodotte

Messaggioda Foto UtenteMike » 17 mar 2025, 16:01

Helpme25 ha scritto: Ma le schede, non di sicurezza, non le ho mai viste rientrare nel campo della 2006/42/CE. per quello cercavo un appiglio normativo per la loro dichiarazione CE.

Anche le schede di sicurezza non possono rientrare nella direttiva macchine, solo il prodotto finito.
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