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Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Notizie scientifiche e non, comunicazioni, auguri, AAA cercasi, vendo, compro, piccoli racconti, curiosità, idee, fantasie ecc. Un fuori tema soft, senza argomenti scottanti

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[11] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 giu 2025, 12:48

lelerelele ha scritto:sono sempre andato a votare. in futuro penso non andro piu, almeno per i referendum.

in riferimento allo strumento diretto di democrazia, no. E' una illusione.

-vediamo fare referendum solo quando (...)
-vediamo solo referendum che non interessano i cittadini, se non in modo marginale (...)

Cosa non ti è chiaro nei quesiti da ritenere irrilevante o inutile la tua partecipazione?
Riguarda tutti coloro i quali si confrontano con la realtà lavorativa, e non solo, quindi, esprimendoti al seggio elettorale non faresti un favore ad una rappresentanza partitica ma contribuiresti al miglioramento delle condizioni di vita lavorative; e se pensi non serva a te forse servirà ad altri a te vicini: figli, amici, conoscenti, ...

Le ricadute, a mio avviso, saranno positive, certamente non basterà questo per ripristinare condizioni più dignitose ma è un tentativo al quale io non mi sottraggo; e mi pare non richieda nemmeno un grande sforzo.
Invece, paradossalmente, un atteggiamento simile al tuo è proprio quello che favorisce le stesse forme di degrado sociale/politico delle quali ti lamenti.
Ma, riscrivo, questa è la mia opinione.

Saluti
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[12] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 giu 2025, 13:07

luxinterior ha scritto:(...) Ma mettiamoci in un caso pratico in cui una ditta produce dolci da forno (attività di fantasia ho appena fatto colazione) e vede gli operai edili che riparano il tetto muoversi isenza alcuna protezione
Come posso io responsabile aziendale che so tutto di farine e lieviti e impastatrici contestare il modo in cui lavora la ditta edile? Ed essere chiamato in casua in caso di incidente.
però, l'esempio che fai non mi pare pertinente rispetto alle dinamiche che innesca il fenomeno del subappalto; è questo che precarizza le condizioni di lavoro ed espone a maggiori rischi diminuendo nei fatti le tutele per la salute e la sicurezza.

Saluti

p.s.
nello specifico, se al posto del responsabile aziendale ci fossi tu e il tetto quello di casa tua, saresti chiamato a risponderne allo stesso modo.
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[13] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 6 giu 2025, 13:38

Non deve sorprendere se c’è sempre qualcuno che considera i referendum un banale appuntamento con il destino! Un pensiero ricorrente, tanto che i politici festeggiano come se ricevessero un dono inatteso, ringraziando sottovoce l’eterno spirito dell’apatia elettorale anche referendaria; incredibile ma vero...

E così, ci avviciniamo a un nuovo weekend di democrazia (sempre che la democrazia esista ancora, perché, diciamocelo, il concetto andrebbe almeno revisionato). L'Italia si appresta a decidere il proprio futuro… o a osservare mentre qualcun altro lo decide per lei. Perché diciamolo senza mezzi termini: questi referendum di domenica e lunedì non sono affatto un insignificante ritocco legislativo. No, no. Sono un bivio storico, il momento in cui l’italiano medio (e pure quello meno medio) deve stabilire se il lavoro resterà un valore umano o verrà definitivamente declassato a merce da discount.

Sì, esatto: una merce. Come la plastica dei giocattoli dimenticati o il burro scaduto che neanche il supermercato osa mettere in offerta. Non è un’esagerazione! L’ideologia liberista, quella che ci ha regalato “splendidi” risultati (si fa per dire), considera il sudore della fronte un semplice fattore di produzione, un costo da ridurre, una variabile da manipolare. Se Luciano Gallino fosse ancora qui, probabilmente scriverebbe editoriali infuocati, mentre Karl Polanyi si limiterebbe a un desolato scuotere di testa.

E le critiche popolari? Beh, per quanto pungenti e ragionate, sono state accolte con l’entusiasmo che si riserva a una zanzara fastidiosa nelle orecchie di un elefante. Dal pacchetto Treu (centrosinistra, già, incredibile ma vero) fino al mitico Jobs Act di Renzi (sempre centrosinistra, perché la coerenza è un optional di lusso), il percorso è stato tracciato con precisione chirurgica: salari compressi, garanzie smantellate e il lavoro ridotto a variabile sacrificabile. Persino sua Maestà Draghi, il maestro indiscusso della finanza globale, ha ammesso candidamente che abbiamo ridotto gli stipendi senza guadagnarci nulla in termini di produttività, innovazione o crescita. Applausi!

Nel frattempo, il welfare è diventato un colabrodo, le disuguaglianze hanno assunto proporzioni degne di un film distopico e la povertà è così vasta che servirebbe un satellite dedicato per mapparla. Intanto, i forti si rafforzano, mentre i più deboli vengono frantumati e divisi, convinti dalla propaganda che la competizione tra lavoratori sia una conquista, che lo Stato sociale sia una zavorra e che la precarietà sia la scintilla della creatività.

Il Grande Inganno è la Scelta del (Non) Voto. Ora il cittadino ha l’opportunità di fare ciò che gli spetta: dare ordini alla politica. Il referendum è il telecomando della democrazia, la leva di comando per dire “Rimuovi questo! Cancella quello! E già che ci sei, sistemiamo pure quell’altro!” È il momento di riprendersi il ruolo di protagonista e ricordare che il popolo non è spettatore, ma regista della storia.

Chi vota No o decide di astenersi, invece, non fa altro che mettere un sigillo definitivo su due secoli di battaglie sociali. È una porta spalancata al ritorno di una realtà che pensavamo sepolta, dove gli esseri umani erano poco più che bestie da soma o, peggio ancora, “fattori di produzione” inanimati.

Chi non vota o sceglie il No spalanca le porte al boia liberista, che continuerà a sferrare colpi senza pietà, falciando diritti, dignità e la nostra stessa civiltà.

E poi, diciamolo, questo referendum è anche un test di memoria: vi ricordate quanto è stato divertente bocciare il referendum di Renzi? Quel giorno ci siamo sentiti come maghi con la bacchetta che spazzava via una riforma che nessuno aveva chiesto. Ora possiamo ripetere la magia con Meloni, che di esperienze lavorative ne ha giusto una: quella di professionista della politica, senza aver mai passato un solo giorno a lavorare davvero.

A chi pensa di astenersi o votare No, un augurio speciale: che la flessibilità e la competizione siano con voi, nel loro splendore più crudele! Magari un giorno, mentre consegnerete pizze su un motorino a 50 anni, a 400 euro al mese più mance casuali, troverete il tempo per ripensarci… inutilmente.
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[14] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentestandardoil » 6 giu 2025, 14:10

Concorquoto in pieno
Grazie per averlo scritto

Concorquoto: siccome concordo allora quoto
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[15] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto UtenteCibachrome » 6 giu 2025, 15:12

WALTERmwp ha scritto:Ma ora, con la partecipazione al referendum dello 8 e 9 giugno, penso si possa intervenire in modo significativo nel porre un argine agli infortuni e alle morti bianche.


In realtà l' 8 e 9 giugno ci saranno 5 referendum abrogativi nazionali.
Capisco che tu scriva questo, ma come possono 4 "si" intervenire in modo significato nel porre un argine agli infortuni e alle morti bianche? Non è una domanda retorica, vorrei sapere per favore il tuo parere.

WALTERmwp ha scritto:
Non occorre ricopiare pedissequamente i cinque quesiti, li si può leggere nel link istituzionale.


In realtà nel link non c' è scritto nessuno dei 5 quesiti. Bisogna poi cliccare sul link relativo alla gazzetta ufficiale. Poi bisogna andare nella sezione dei decreti presidenziali. E per finire bisogna consultare ognuno dei 5 decreti presidenziali del 31 marzo 2025.

WALTERmwp ha scritto:Allego copia fronte e retro del volantino che pubblicizza i cinque quesiti:


In realtà nel volantino non c'è scritto nessuno dei 5 quesiti. Che pubblicità dei 5 quesiti è? :mrgreen:
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[16] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentestefanopc » 6 giu 2025, 15:23

gianniniivo ha scritto:A chi pensa di astenersi o votare No, un augurio speciale: che la flessibilità e la competizione siano con voi, nel loro splendore più crudele! Magari un giorno, mentre consegnerete pizze su un motorino a 50 anni, a 400 euro al mese più mance casuali, troverete il tempo per ripensarci… inutilmente.


Questa assolutamente è da mettere in cornice.
Ci si potrebbe fare un bel volantino da distribuire porta a porta insieme a quello del supermercato.

Ciao
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[17] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 6 giu 2025, 15:34

Cibachrome ha scritto:(...)
In realtà l' 8 e 9 giugno ci saranno 5 referendum abrogativi nazionali.
Capisco che tu scriva questo, ma come possono 4 "si" intervenire in modo significato nel porre un argine agli infortuni e alle morti bianche? Non è una domanda retorica, vorrei sapere per favore il tuo parere (...)
uno dei fattori che incide in senso negativo sulla sicurezza è la catena dei subappalti; o li elimini, o li limiti e li regolamenti diversamente come si propone di fare il 4°quesito estendendo la responsabilità all’impresa appaltante.

Cibachrome ha scritto:(...) In realtà nel link non c' è scritto nessuno dei 5 quesiti. Bisogna poi cliccare sul (...)
è vero, questo forse è più immediato.

Cibachrome ha scritto:(...) In realtà nel volantino non c'è scritto nessuno dei 5 quesiti. Che pubblicità dei 5 quesiti è? :mrgreen:
pubblicizza le motivazioni per un voto a favore(si) dei 5 quesiti.

Saluti
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[18] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentegill90 » 7 giu 2025, 12:51

lelerelele ha scritto:se devo andare a votare per fare bella figura per quel gruppo che vuole fare passare da idiota l'altro, e quando c'erano loro hanno fatto schifo almeno tanto quanto gli altri, non ci vado.
mi sento il loro burattino, oppure il loro paracu...., necessario solo quando fa comodo a loro.

Occhio però, perché qui non si sta facendo da mercenari per una lotta interna.
I promotori di questo referendum non sono solo politici, ma anche sindacati, associazioni e intellettuali. Possiamo quindi detestare l'archetipo della politica all'italiana (mi ci metto anche io), ma questo non ha niente a che vedere con i politici, ha a che vedere più con il senso civico in senso apolitico.

Penso che sia giusto abrogare i quesiti perché considerati troppo iniqui? Voto sì e mi assumo le responsabilità di quello che accade se vince il sì.
Penso che sia ingiusto abrogare i quesiti perché (consapevolmente) voglio tenermi le cose come stanno? Voto no e se vince il no da quel momento perdo il diritto di lamentarmi di qualsivoglia problema legato alle leggi sul lavoro (o sulla cittadinanza) emergerà in futuro.
Non ho un'opinione? Me la faccio, perché il referendum è l'unico modo per dare un colpo di spugna diretto a leggi che vengono prodotte da un branco di venditori di tappeti di destra, sinistra o centro (opinione personale, mediamente sottosviluppati dal punto di vista delle competenze che dovrebbero avere, e "specialmente tutti" come direbbe Gaber).

Io ormai ci ho fatto il callo all'insoddisfazione dilagante per la classe politica che ci rappresenta e che ci ha rappresentato negli anni, però ragazzi qui si parla di civismo in senso lato, chi non vota per me dovrebbe avere le crocette come a scuola, e alla decima, sospensione della scheda elettorale.
Siamo troppo ben pasciuti, questa è la verità, perché 80 anni fa ci si ammazzava nei paesi per il diritto di poter esprimere un'opinione. Il non votare (per qualsiasi cosa, non solo i referendum) è la forma di dissenso più subdola e cancerogena che ci sia perché spinge all'apatia, all'immobilità e, alla fine, all'atrofizzazione.

Per quanto mi riguarda, preferisco 30 milioni di schede invalidate con una bestemmia, piuttosto che 30 milioni di silenzi.
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[19] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentelelerelele » 7 giu 2025, 18:10

gianniniivo ha scritto:. L'Italia si appresta a decidere il proprio futuro… o a osservare mentre qualcun altro lo decide per lei.

secondo me dipende dai punti di vista, ovviamente capisco il tuo ma ritengo di avere buone ragioni per sotenere il mio.

la tua prima affermazione mi pare sbagliata, tu non dcidi prorio un vel niente, te lo fanno credere! Se io non ho capito niente, dimmi cosa vorebbero fare dopo che io ho votato si.

la tua seconda affermazione mi pare scontata, lo fanno tutti i giorni di prendere decisioni che mi fanno rabbrividire, per dirne una, come dare la casa a dimmigrati che spacciano, mentre chi ha lavorato una vita non riesce a vivere con una penione misera, devono andare a fare la fila alla caritas! certo che questa è democrazia!

buon voto allora.

ti sei mai chiesto Foto Utentegill90 come mai tutti gli esponenti dei sindacati vanno a finire in parlamento? mah. chissa come mai, prima sembrerebbero contro tutte le decisioni prese dai loro colleghi, poi culo e pataia. ce ne sarebbero da dire pure su questi, masciamo eprdere, credo ch tanti abbiano avuto occasione di sperimentare.
e se vince il no da quel momento perdo il diritto di lamentarmi di qualsivoglia problema legato alle leggi sul lavoro (o sulla cittadinanza) emergerà in futuro.
allora mi chiedo, come mai quando decidono di aumentare i soldi che intascano nono ti chiedono mai se si o se no?
quante milioni di leggi fanno senza chiedertelo? proprio questa volta non sono in grado di decidere loro? posso non crederci?
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[20] Re: Referendum abrogativi 8 e 9 giugno

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 7 giu 2025, 19:32

Foto Utentelelerelele,

sembra che tu abbia frainteso il senso della frase. "L'Italia si appresta a decidere il proprio futuro… o a osservare mentre qualcun altro lo decide per lei" non significa che con un referendum si possa avere il controllo totale sul destino del Paese, ma che questa è una delle rare occasioni in cui il cittadino ha il potere di dire sì o no su una questione specifica e concreta.

Se non voti ad un referendum, lasci che altri decidano per te. Non si sta eleggendo qualcuno affinché governi e prenda decisioni future al posto tuo, ma si sta scegliendo direttamente su un tema preciso, senza intermediari. Se pensi che votare un referendum non serva, allora spiega perché, nelle occasioni in cui il popolo ha bocciato riforme sgradite (vedi il referendum costituzionale di Renzi), quella scelta ha avuto conseguenze reali.

È importante distinguere il voto referendario da quello politico, perché il primo è un atto diretto su una questione specifica, mentre il secondo è un mandato rappresentativo.

Il tuo discorso, poi, si perde in una serie di critiche generiche alla politica e alla società, senza affrontare il tema concreto del referendum. Certo, possiamo discutere di sindacalisti che finiscono in Parlamento o di pensionati in difficoltà, ma nulla di tutto questo ha a che vedere con la scelta referendaria che abbiamo davanti. Il quesito è chiaro: il lavoro deve essere trattato come una merce o no? Deve essere regolato in un certo modo o no?

E poi, siamo chiari: se il voto referendario fosse davvero inutile, perché certi governi fanno di tutto per svuotarne il significato o per scoraggiare la partecipazione? Se il popolo non avesse alcun potere, non si vedrebbero tentativi continui di depotenziarlo.

Decidere poi di non votare a un referendum non è un atto di ribellione, ma semplicemente la consegna volontaria e incondizionata del potere nelle mani di altri. Se scegli di non partecipare, rinunci consapevolmente alla possibilità di dire la tua.

Quale sarebbe, secondo te, il vantaggio concreto di astenersi o votare No? Puoi indicare un impatto preciso, oltre alle generiche critiche alla politica che potrei anche condividere?

Buona riflessione!
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